30/05/2026
Anche quella di mercoledi è stata una serata ben riuscita e ricca di stimoli.
Motivo di speranza per il proseguio di una proposta politica e culturale che in maniera originale e, a tratti, anche dissacrante, stiamo srotolando per Verona, iniziativa dopo iniziativa, alla ricerca di Gramsci e dell'attualità di Gramsci.
NON DI NUOVO - ANTONIO LIBERO! resta pertanto il monito e la stella polare della nostra Primavera gramsciana.
Nello specifico, il film di mercoledì scorso - "Innocence" - ha proposto (anzi scolpito) immagini e riflessioni sulla guerra, sulla normalizzazione della guerra, ma anche sulla fatica e sulla eresia - a tratti anche incomunicabile ed inesprimibile - della stessa obiezione alla guerra.
Una penetrazione intima nei sensi di colpa, nella costruzione identitaria, nazionalistica e "guerriera" del solito mito virile e militarista del "buon soldato" trattato come "buon cittadino" cioè "buon patriota".
Una testimonianza pregnante di come si normalizza il male, nella forma della guerra, e di come si espunge il bene, nella forma dell'obiezione di coscienza, ovvero della rivendicazione di umanità.
Un tema pertanto che richiama anche il nostro riarmo: il riarmo che l'attuale governance Ue sta inseguendo e inoculando nelle "agende setting" dei rispettivi paesi, per rendere il discorso della guerra un nuovo senso comune, una nuova camicia di forza ideplogica, con tanto di intellettuali, educatori, pedagogisti, commentatori e giornalisti al seguito.
Una questione di egemonia contro una popolazione che, in maniera maggioritaria, ancora oggi non vuole la guerra e rifiuta - ripudia - il suo farsi pensiero, farsi legittimità.
Come Primavera gramsciana sosteniamo pienamente questo rifiuto-ripudio e mercoledì ne abbiamo parlato ritrovandoci con le altre realtà amiche dell'Osservatorio contro la militarizzazione della scuola, le Donne in nero, il collettivo universitario Tamr, i docenti della Scuola per la palestina, i Sanitari per la Palestina e Verona per la Palestina.
Sempre mercoledi infine la testimonianza di Simone Zambrin, della Flottilla, che ha aggiornato sulla situazione in Palestina e sulle ultime spedizioni, represse con una recrudescenza che di volta in volta aumenta di intensità e violenza.
Con Gramsci abbiamo imparato a distinguere guerra di posizione e guerra di movimento, e agirne le rispettive logiche. Dobbiamo metterci al lavoro visto che il potere sta agendo ambedue le dinamiche: guerra di movimento, violenta, oscena, genocidiaria ma anche guerra di posizione, invisibile, suadente, normalizzante con la irregimentazione della scuola, degli apparati educativi e del senso comune.
Bisogna insistere e resistere, ricordando anche le parole d'ordine di Gramsci in tema di unità, alleanza, condivisione di piattaforme comuni di lotta e di nuovo senso comune.
Le nostre ALTRE casematte, come trincee liberate, disarmate e disarmanti, della nuova società civile che vogliamo difendere, organizzare, rafforzare, trasformare in percorsi di liberazione.
Invitiamo tutti e tutte a partecipare e ad aiutarci a tessere la rete.
Appuntamento allora già a mercoledi prossimo - 3 giugno - con l'ultimo film del nostro primo cineforum, dedicato finalmente ed esclusivamente a Gramsci.
Si tratta di "Gramsci 44" ovvero della ripresa dei 44 giorni di confino ad Ustica dove Gramsci e gli altri confinati hanno messo in piedi una piccola scuola per gli abitanti dell'isola, ad esempio fattuale di un principio edu ativo che può essere recuperato ancbe per l'oggi.
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Primavera Gramsciana