Attilio Albachiara - Blog Le Verità sul mondo Pizza

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Attilio Albachiara - Blog Le Verità sul mondo Pizza La sala con 50 posti a sedere è gestita in maniera semplice e cortese adottando sempre il criterio che ci contraddistingue, cioè: la pulizia e la cortesia.

una pizzeria in cui troverai ottimi prodotti da quelli usati per l' impasto, cioè la farina, a cio' che viene messo sulla pizza, tutto è scelto con cura e maestria, senza trascurare l' attenzione anche per la pizza senza glutine con laboratorio specifico. Vi aspettiamo lieti tutti!

Se per caso vi trovate a New York non c'è tappa migliore....È come stare a Napoli dell'accoglienza al mangiare 🍴 dalla p...
17/06/2026

Se per caso vi trovate a New York non c'è tappa migliore....

È come stare a Napoli dell'accoglienza al mangiare 🍴 dalla pizza ai piatti più antichi di Napoli ma quello che vi resta impresso è la stima ed il rispetto che vi lascerà a bocca aperta...

Grazie per l'ospitalità , grazie per il rispetto e soprattutto per la disponibilità 👍...

𝐌𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐢 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨𝐧𝐨 𝐛𝐞𝐧𝐞, 𝐓𝐢 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨𝐧𝐨 𝐔𝐓𝐈𝐋𝐄 . 𝐄 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐥𝐨 𝐚𝐢 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐮𝐧𝐚...
12/06/2026

𝐌𝐨𝐥𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐢 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨𝐧𝐨 𝐛𝐞𝐧𝐞, 𝐓𝐢 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨𝐧𝐨 𝐔𝐓𝐈𝐋𝐄 .

𝐄 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐥𝐨 𝐚𝐢 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐨𝐜𝐜𝐡𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚.....

𝐋𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚 é 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐟𝐟è 𝐩𝐮𝐨𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐥𝐨 𝐳𝐮𝐜𝐜𝐡𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐢 , 𝐦𝐚 𝐬𝐞 𝐥𝐨 𝐯𝐮𝐨𝐢 𝐟𝐚𝐫 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐨𝐥𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐢 𝐠𝐢𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐮𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚𝐢𝐧𝐨...

𝐀 𝐬𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐝𝐞 𝐧𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞.....

Pensate bene prima di rispondere.....
04/06/2026

Pensate bene prima di rispondere.....

03/06/2026

FUORI DALLA MISCHIA.....

Ti danno 500 € a settimana a Vita...Ma non puoi più andare e vedere Napoli..Che ⛽️ fai accetti.....
02/06/2026

Ti danno 500 € a settimana a Vita...

Ma non puoi più andare e vedere Napoli..

Che ⛽️ fai accetti.....

𝗣𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗜𝗩𝗢 𝗙𝗔𝗥𝗘 𝗨𝗡𝗔 𝗩𝗜𝗧𝗔 𝗗𝗜 𝗖𝗔𝗨𝗦𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗘, 𝗣𝗜𝗨𝗧𝗧𝗢𝗦𝗧𝗢 𝗖𝗛𝗘 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘𝗥𝗘 𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗡𝗢𝗧𝗜𝗭𝗜𝗔.𝗗𝗶 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲, 𝗰𝗮𝗱𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼, 𝗳𝗶...
01/06/2026

𝗣𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗜𝗩𝗢 𝗙𝗔𝗥𝗘 𝗨𝗡𝗔 𝗩𝗜𝗧𝗔 𝗗𝗜 𝗖𝗔𝗨𝗦𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗘, 𝗣𝗜𝗨𝗧𝗧𝗢𝗦𝗧𝗢 𝗖𝗛𝗘 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘𝗥𝗘 𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗡𝗢𝗧𝗜𝗭𝗜𝗔.

𝗗𝗶 𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗿𝘁𝗲, 𝗰𝗮𝗱𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼, 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘀𝗰𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼.

Non ci sono parole, non ci sono storie, non ci sono strascichi, niente. Solo un doveroso silenzio.

Sapevo da tempo della tua situazione, ma vederne l'esito fa sempre tutto un altro effetto.

Mai come adesso deve tacere tutto e, anzi, credo sia anche giusto dare l'onore delle armi a chi, come te, nella disputa che sto portando avanti non mi hai mai attaccato con ingiurie, falsità, attacchi personali e umani che, come tutti ormai hanno visto, qualificano chi li sta portando avanti.

Il rispetto porta rispetto, ed il mio ce l'hai.

Riposa in pace, Antonio, e che la terra ti sia lieve.

Attilio Albachiara

𝐏𝐎𝐂𝐇𝐈 𝐒𝐈 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐀𝐑𝐑𝐈𝐂𝐂𝐇𝐈𝐓𝐈 𝐒𝐔 𝐌𝐎𝐋𝐓𝐈Qui chiudo definitivamente la mia lotta , adesso devo solo difendermi da tutto e da tut...
29/05/2026

𝐏𝐎𝐂𝐇𝐈 𝐒𝐈 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐀𝐑𝐑𝐈𝐂𝐂𝐇𝐈𝐓𝐈 𝐒𝐔 𝐌𝐎𝐋𝐓𝐈

Qui chiudo definitivamente la mia lotta , adesso devo solo difendermi da tutto e da tutti... È solo un arrivederci

𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐝𝐢 𝐦𝐚 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐢𝐬𝐦𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐞 𝐞 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐞𝐫𝐟𝐮𝐠𝐢.
𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 𝐧𝐨𝐧 è 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐠𝐠𝐢 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐏𝐢𝐳𝐳𝐚𝐢𝐨𝐥𝐢 𝐟𝐚𝐦𝐨𝐬𝐢.
𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐛𝐥𝐞𝐦𝐚 è 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨 10 anni 𝐟𝐚 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝐡𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐚 𝐯𝐚𝐥𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐦𝐢𝐜𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐨, 𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐢𝐳𝐳𝐚 è 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐮𝐧 𝐩𝐚𝐥𝐜𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐥𝐮𝐜𝐢 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐚𝐝𝐝𝐨𝐬𝐬𝐨, 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐛𝐫𝐚𝐧𝐝 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐨𝐫 𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐢𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐬, 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐬𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚, 𝐬𝐢 𝐬𝐛𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐬𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨, 𝐬𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚 𝐞 𝐬𝐢 𝐬𝐮𝐝𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐟𝐢𝐧𝐞.

𝐍𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐢 𝐯𝐞𝐧𝐭’𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐥𝐨 “𝐬𝐭𝐚𝐫 𝐬𝐲𝐬𝐭𝐞𝐦” 𝐡𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐢𝐠𝐮𝐫𝐚 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐚𝐫𝐭𝐢𝐠𝐢𝐚𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐧𝐨𝐛𝐢𝐥𝐞, 𝐞 𝐥’𝐡𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐩𝐞𝐫𝐭𝐢𝐧𝐚.

𝐈𝐥 𝐏𝐢𝐳𝐳𝐚𝐢𝐨𝐥𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐢ù 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐦𝐞𝐬𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞, 𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭à 𝐭𝐨𝐭𝐚𝐥𝐞: 𝐦𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐨, 𝐯𝐨𝐥𝐭𝐨, 𝐨𝐩𝐢𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚, 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐯𝐢𝐬𝐢𝐯𝐨.
𝐈𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐨 è 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐝𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞: 𝐩𝐢ù 𝐞𝐠𝐨, 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚.

𝐋𝐚 𝐩𝐢𝐳𝐳𝐚 , 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐞𝐫𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐚 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐃𝐈𝐄𝐓𝐑𝐎 𝐋𝐄 𝐐𝐔𝐈𝐍𝐓𝐄 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢, 𝐫𝐢𝐭𝐦𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, è 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐚𝐬𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐜𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨.

𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐢ù 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐮𝐭𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨, 𝐦𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐟𝐨𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐚𝐭𝐢 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐬𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐭𝐭𝐚.
𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐯𝐚 𝐩𝐢ù 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨, 𝐦𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭.

𝐄 𝐜𝐨𝐬ì 𝐬𝐢 è 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐨𝐜𝐢𝐫𝐜𝐮𝐢𝐭𝐨…

𝐃𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐩𝐢𝐳𝐳𝐚𝐢𝐨𝐥𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐢𝐭à, 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨: 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐞𝐭à, 𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚, 𝐞𝐜𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐚, 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨.

𝐃𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐥𝐭𝐫𝐚 𝐏𝐢𝐳𝐳𝐚𝐢𝐨𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢, 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐞 𝐪𝐮𝐢𝐧𝐭𝐞, 𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐬𝐨 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐚𝐫𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡é 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐨 𝐟𝐢𝐫𝐦𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢 𝐞 𝐚𝐩𝐩𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐓𝐕, 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 𝐫𝐞𝐠𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝟏𝟒 𝐨𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐛𝐫𝐮𝐜𝐢𝐚𝐭𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨𝐯𝐞.

𝐈𝐥 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐝𝐨𝐬𝐬𝐨 è 𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐩𝐢𝐳𝐳𝐚𝐢𝐨𝐥𝐢-𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐢𝐭à, 𝐚 𝐮𝐧 𝐜𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨, 𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐬𝐨𝐟𝐟𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐦𝐢𝐭𝐨.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡é 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞𝐢 “𝐩𝐢ù 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨”, 𝐬𝐦𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐭𝐮𝐨 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨.
𝐄 𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐳𝐳𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐨𝐧𝐚 𝐥’𝐞𝐠𝐨: 𝐨 𝐬𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐨 𝐭𝐢 𝐬𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐞𝐫𝐚.

𝐋𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐫 𝐬𝐲𝐬𝐭𝐞𝐦 𝐡𝐚 𝐯𝐞𝐧𝐝𝐮𝐭𝐨 𝐮𝐧’𝐢𝐥𝐥𝐮𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐬𝐚: 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐳𝐳𝐚 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐮𝐧 𝐭𝐫𝐚𝐦𝐩𝐨𝐥𝐢𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞, 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨.

𝐍𝐨𝐧 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐛𝐞𝐧𝐞, 𝐦𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨 𝐝𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞.
𝐄 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭à 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚, 𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭à 𝐢𝐧𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐢 𝐩𝐢𝐞𝐠𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐚𝐫𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
𝐈𝐥 𝐝𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐢ù 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐩𝐞𝐫ò 𝐧𝐨𝐧 è 𝐧𝐞𝐦𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞.
È 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞.
𝐒𝐢 è 𝐝𝐢𝐟𝐟𝐮𝐬𝐚 𝐥’𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐢𝐳𝐳𝐚𝐢𝐨𝐥𝐨 𝐬𝐢𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚.
𝐂𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐫𝐞𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭à 𝐬𝐢𝐚 𝐩𝐢ù 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐢𝐩𝐥𝐢𝐧𝐚.
𝐂𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐛𝐞𝐥𝐥𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐢𝐚 𝐩𝐢ù 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞.
𝐓𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐨, 𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐛𝐞𝐥𝐥𝐢𝐨𝐧𝐞 è 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐚𝐨𝐬 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐛𝐮𝐨𝐧 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚 “”𝐛𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐚𝐦𝐦𝐚𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨””.
𝐄 𝐩𝐨𝐢 𝐜’è 𝐢𝐥 𝐝𝐞𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨 𝐚𝐦𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐚𝐝 𝐚𝐥𝐭𝐚 𝐯𝐨𝐜𝐞: 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐡𝐚 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡é è 𝐩𝐢ù 𝐟𝐚𝐜𝐢𝐥𝐞 𝐢𝐝𝐨𝐥𝐚𝐭𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐢𝐠𝐮𝐫𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚.
È 𝐩𝐢ù 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐫 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐢𝐳𝐳𝐚𝐢𝐨𝐥𝐨 .
È 𝐩𝐢ù 𝐜𝐨𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐦𝐢𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐟𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐫𝐞𝐚𝐥𝐭à 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐬𝐬𝐞.
𝐈𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 è 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐫𝐧𝐨: 𝐜𝐡𝐞𝐟 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐫𝐨𝐜𝐤𝐬𝐭𝐚𝐫, 𝐩𝐢𝐳𝐳𝐞𝐫𝐢𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐞𝐭, 𝐩𝐢𝐳𝐳𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐢, 𝐞 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐞 𝐪𝐮𝐢𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐜𝐜𝐡𝐢𝐧𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐚 𝐟𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡é 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨, 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢, 𝐥𝐚 𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐩𝐢𝐞𝐝𝐢.
𝐄 𝐚𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐢ù 𝐛𝐫𝐮𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞: 𝐥𝐚 𝐩𝐢𝐳𝐳𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐫𝐨𝐢. 𝐀𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨, 𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚.

𝐏𝐎𝐂𝐇𝐈 𝐒𝐈 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐀𝐑𝐑𝐈𝐂𝐂𝐇𝐈𝐓𝐈 𝐒𝐔 𝐌𝐎𝐋𝐓𝐈
𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐥𝐝𝐢 𝐦𝐚 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐢𝐬𝐦𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐞 𝐞 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐞𝐫𝐟𝐮𝐠𝐢. è 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐦𝐚𝐫𝐤𝐞𝐭𝐢𝐧𝐠 𝐛𝐫𝐮𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐫𝐢𝐯𝐨𝐥𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐄 𝐨𝐫𝐚?
𝐎𝐫𝐚 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝐳𝐞𝐫𝐨 “”𝐥𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐞𝐜𝐚𝐭𝐨𝐦𝐛𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞” 𝐞 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐬𝐭𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐢 “”𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐯𝐞𝐭𝐞 𝐞𝐫𝐞𝐭𝐭𝐨”” 𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐞𝐬𝐨𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞.

#𝐀𝐭𝐭𝐢𝐥𝐢𝐨 𝐀𝐥𝐛𝐚𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚

28/05/2026

E anche qui avete toppato come sempre....

Siamo alla frutta secca .....

RISTORATORI ITALIANI, LEGGETE QUI E POI CONDIVIDETE(Sottotitolo: i mafiosi con i telefonini hanno rotto il c***o).Ti scr...
27/05/2026

RISTORATORI ITALIANI, LEGGETE QUI E POI CONDIVIDETE
(Sottotitolo: i mafiosi con i telefonini hanno rotto il c***o).

Ti scrive il food blogger. Ti propone la "collaborazione". Tu rifiuti.
Lui sparisce.

E qui scatta la trappola che tutti voi conoscete. Tre settimane dopo si presenta al locale con la telecamera accesa, ordina il piatto, fa la faccia delusa, gira il reel e ti distrugge davanti a centinaia di migliaia di follower.

Tu te lo prendi in faccia. Perdi clienti. Il fatturato del mese va a puttane. E non puoi fare niente perché "lui ha solo espresso un'opinione".

Falso. Puoi fare una cosa. Una sola. Ma devi farla prima.

L'ESPOSTO PREVENTIVO ALLE FORZE DELL'ORDINE.
Funziona così: il giorno stesso che rifiuti la collaborazione, anche se ancora non ti ha chiesto soldi, non si è parlato di cifre o di altro prendi il telefono, fai screenshot di tutta la conversazione, scarichi i DM in PDF. Poi prendi appuntamento dai Carabinieri o in Commissariato. Non serve avvocato, non serve marca da bollo, non costa un euro.

Entri e dici: "Voglio depositare un esposto preventivo."
L'esposto non è una denuncia. È più sottile. Non stai accusando nessuno di niente. Stai mettendo agli atti un fatto.

Stai dicendo all'autorità giudiziaria: "Guardate, oggi mi è arrivata questa proposta da questo soggetto. Di mestiere fa il food blogger, non so bene con che formule e in che regime fiscale perché non mi interessa lavorare con lui e non ho chiesto. Io l'ho rifiutata. Vi segnalo la cosa perché, qualora nei mesi successivi dovessero arrivare al mio locale stroncature pubbliche, recensioni negative coordinate, video critici da parte di questo soggetto o di altri soggetti a lui riconducibili attraverso legami personali, professionali, o di appartenenza alla stessa agenzia o community, si valuti la sussistenza del reato di tentata estorsione ex articolo 629 del codice penale."

Allegate gli screenshot, i numeri di telefono, i contatti social del soggetto, il nome dell'agenzia che rappresenta. Firmate. Vi danno un numero di protocollo.

Costo: zero euro. Tempo: quarantacinque minuti.

Adesso la magia. Tornate al locale, e mandate via PEC (o se non l'avete, via raccomandata A/R) una comunicazione al food blogger stesso.

Testo: "Con la presente le comunico di aver depositato in data odierna presso il Comando X esposto preventivo, protocollo Y, in merito alla proposta di collaborazione da lei avanzata e da me rifiutata. Qualsiasi azione futura lesiva della reputazione commerciale del mio locale da parte sua o di soggetti a lei riconducibili sarà segnalata alle competenti autorità come elemento aggiuntivo a sostegno dell'esposto medesimo."
Punto. Fine.

Da quel momento è cambiato tutto.

Lui sa che tu hai un fascicolo aperto. Sa che se domani sgarra, non è più "una recensione sui social". È "una ritorsione documentata in continuità con un esposto preesistente".

Il PM non deve più ricostruire niente. Ha già il pregresso nel cassetto. E la fattispecie diventa tentata estorsione consumata.

Nel 95% dei casi quel food blogger non ti tocca più. Va a cercare il prossimo ristoratore che non sa difendersi. Voi siete diventati troppo cari da aggredire.

E sapete qual è la cosa più bella?

Se duecento ristoratori italiani depositano duecento esposti preventivi nello stesso semestre, contro gli stessi cinque o sei nomi noti del food blogging marchettaro, quei nomi finiscono dentro un unico procedimento sistemico.

E lì non si parla più di "estorsione tentata". Si parla di 416 c.p. Associazione per delinquere finalizzata a reati seriali contro il patrimonio. Pene da anni di galera, non da mesi.

L'esposto preventivo costa zero. Lo strumento esiste. La legge è dalla vostra parte. Manca solo che lo facciate.

Quando vi arriva il prossimo DM con scritto "Ciao siamo X agenzia di food marketing, ti proponiamo una collaborazione", non rispondete arrabbiati. Non rispondete proprio. Salvate tutto. Domani mattina andate dai Carabinieri.

E mandate questa cosa nei gruppi WhatsApp dei vostri colleghi. Non per me. Per il prossimo gelatiere, il prossimo pizzaiolo, il prossimo ristoratore di provincia che non sa che la difesa esiste, è gratis, ed è già scritta nel codice penale.

La differenza tra subire e difendersi sono quarantacinque minuti in caserma. E un foglio firmato.

27/05/2026

Finalmente un premio anche per me ......

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