28/02/2026
Aver partecipato, anche solo per un paio di serate estive, a eventi all’interno di questo cortile, ci ha fatto credere che gli spazi comunitari e culturali liberi e gratuiti esistano ancora in questo momento difficile per il nostro settore.
Apprendere della notizia che tutto questo possa diventare in un incubatore d’impresa, quando ancora i centri di protagonismo giovanile faticano a rimanere autosufficienti nel lungo periodo, ci appare una situazione f***e e inaccettabile, ma già vista e sentita in altre occasioni che hanno coinvolto altre realtà torinesi e italiane.
Il Comala non è il primo e non sarà l’ultimo di questi casi di mala-amministrazione pubblica, ma rappresenta un piccolo tassello di un mosaico di ingiustizie che non si possono ignorare. Servono spazi di aggregazione culturale, luoghi di accoglienza, punti di ritrovo e di mutua assistenza, centri di condivisione e di diffusione, laboratori artistici, aule studio, cortili per le proiezioni filmiche all’aperto. Tutto questo e molto altro è possibile, e spazi come il Comala lo hanno dimostrato in questi 15 anni.
Ora e sempre, RESISTENZA.