Il rabberciatore di parole

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Il rabberciatore di parole Poeta, o quasi, in fase riflessiva.

Ed è quando chiudi la porta del cuore Che qualcuno bussa forte col sorriso nello spioncino.Avevi gettato la chiave nel b...
03/02/2025

Ed è quando chiudi la porta del cuore
Che qualcuno bussa forte col sorriso nello spioncino.
Avevi gettato la chiave nel bidone dell'indifferenza,
Avevi messo i catenacci ai sentimenti e i lucchetti alle emozioni,
Ma quegli occhi sanno di escapologia.

In un mondo dove l'amore che provi è un problema,In un mondo profondamente sbagliato,C'è chi il mondo riesce a cambiarlo...
26/01/2025

In un mondo dove l'amore che provi è un problema,
In un mondo profondamente sbagliato,
C'è chi il mondo riesce a cambiarlo con un sorriso
e continuerà a farlo 💛.

Arido di parole per giornate intere,Muto, di tutto quel silenzio che ingoiavo,Le raffiche di neve mi sputavano il gelo n...
19/01/2025

Arido di parole per giornate intere,
Muto, di tutto quel silenzio che ingoiavo,
Le raffiche di neve mi sputavano il gelo nelle ossa,
Mentre le montagne cullavano il sole all'imbrunire,
Ad ogni pozzanghera ricascavo nei tuoi occhi,
Come se mi portassi il tuo riflesso appresso,
Con le ultime notizie che posseggo di te,
Le stesse che Kafka possedeva di Milena ,
In sogno il corriere della sera.
L'amore è un criminale e mi ha fottuto tutto,
Ho una taglia sulla testa per un cuore bandito,
E se è vero che poetare è un atto naturale,
Da qui l'impellenza di parole per averti amata,
La necessità di censura per non averti dimenticata,
Dalla stessa terra, di Quasimodo è la traccia,
Solo fui traffitto da un raggio di sole,
Eri tu, ed è subito sera.

Questo è il poetar sul senso di un uomoChe nel petto porta il peso di un vuoto,Pareva  un personaggio del mago di Oz,Un ...
10/08/2024

Questo è il poetar sul senso di un uomo
Che nel petto porta il peso di un vuoto,
Pareva un personaggio del mago di Oz,
Un uomo di latta alla ricerca di un cuor.
Cercava l'amore là dove non c'era
Al costo di crearlo e morire ogni sera,
Quante volte può morire un uomo fingendo?
Lui non lo sa perché sta ancora contando.
Un giorno incredulo credette di trovarlo
Perdendosi per caso in due occhi di cristallo,
Quegli occhi sì, lo salvarono dal baratro,
Smosso dentro come terra da un aratro,
Risuonò sotto la latta un battito come un latrato,
Pensò che era tutto ciò che aveva sempre sognato.
Lei era la più bella e delicata tra i fiori di campo,
Unica e rara come un tulipano blu cobalto,
E non sapeva tutto ciò che avesse innescato,
Un cuore c'era, sotto quell' armatura da dannato.
L'amore di lui era una diga piena di crepe,
Che ad ogni parola di lei forzava per cadere,
Un giorno la travolse come un fiume in piena,
Ma tutto questo amore lei non ce l'aveva.
Questo è il poetar sul senso di un uomo
Che nel petto porta il peso di un cuore,
Pareva un personaggio creato da Pirandello,
Uno di quei personaggi in cerca ancora di autore,
Quell' uomo, ora, tra le braccia di altre donne ritenta,
Ma quel cuore fa sempre la stessa identica scelta,
O lei o nessun altra, il patto era chiaro fin dall'inizio,
Ancora lo vedi andare in giro, nel petto un armistizio,
Quante volte può morire un uomo per amore?
Lui non lo sa perché ormai ha smesso di contare.

"E per un istante ritorna la voglia di vivere
A un'altra velocità"
Cit. I treni di Tozeur di Franco Battiato

È troppo tempo che non scrivo,Quasi ho perso l'abitudine,E adesso questa melma neraMi intasa vene e arterie.Sono di nuov...
18/06/2024

È troppo tempo che non scrivo,
Quasi ho perso l'abitudine,
E adesso questa melma nera
Mi intasa vene e arterie.
Sono di nuovo punto e a capo
Di questa ricerca senza fine,
Di nuovo mi son perso
Per l'inganno della solitudine.
Mi provoco torture
Perché se soffro sono vivo,
E col dolore mi distraggo
Dai mali che non mi sono scelto,
Un po' come amputarsi un dito
Per non soffrire più il dolore ai denti,
E agogni la felicità al punto di inventarla,
Sperarla la dove non c'è nemmeno l'ombra,
E quando ti capita quell'attimo di gioia naturale,
Tu nemmeno te ne accorgi
Perché per te rimarrà
Solo un'altra farsa.

Anche la natura, vedendoti passare,Ti dedica poesie come se ti volesse imitare,Con parole che sbocciano a colori muteCon...
23/04/2024

Anche la natura, vedendoti passare,
Ti dedica poesie come se ti volesse imitare,
Con parole che sbocciano a colori mute
Concentrando in rose bianche, rime argute,
Come se la primavera senza più scusa
Si facesse per una volta poeta anziché musa.
Se Virgilio avesse conosciuto prima il tuo viso
Le Bucoliche sarebbero state odi al tuo sorriso,
Se a Monet fossero giunte le curve del tuo corpo
Le ninfee sarebbero state solo un lontano ricordo,
Persino Vivaldi, se solo ti avesse prima ascoltata,
Avrebbe composto quattro concerti sulla tua risata...

Silvia,Mi dispiace che sta sera usi il tuo nomePer rifugiare nei tuoi occhi questo orfano amoreChe di un'altra donna por...
19/04/2024

Silvia,
Mi dispiace che sta sera usi il tuo nome
Per rifugiare nei tuoi occhi questo orfano amore
Che di un'altra donna porta le iniziali nel cuore
Come per te, in quell'abbraccio, il nome di quell'altro ragazzo.
Silvia,
Dimostrami che di capelli rossi e occhi verdi ci si può fidare,
Con quelle labbra carnose e desiderose di cantare,
Vestivi il sesso con uno sguardo profano
E il profumo di donna si sentiva da lontano.
Silvia,
Perdonami se soffro di questo strano disturbo bipolare,
Perché sono qui con te ma penso ancora a lei,
Perché al paragone non reggi ancora il confronto,
Come io con quel tizio che ti ha lasciato, quello st***zo.
Silvia,
Salviamoci a vicenda in queste sofferte parole,
Ritroviamoci per caso come l'ispirazione per una canzone,
A te incontrata in un concerto dei pinguini tattici nucleari,
Capaci di conoscerci da una vita anche in 5 minuti davanti un campari.

Così candido l'occhioNel mirar la tua bellezzaChe unica polare stellaIncidi luce nel manto celeste,Amor mio, solo tu l'i...
09/04/2024

Così candido l'occhio
Nel mirar la tua bellezza
Che unica polare stella
Incidi luce nel manto celeste,
Amor mio, solo tu l'iride inondi
Che anche nel giostrar i miei sogni
Ti fai soggetto unico del mio poetar.
È impellenza, ora, questa scrittura
Non nuova nel mancar i tuoi lobi,
Con una risata manchi il mio fiato
Ed irrompi angelo nel canonico quotidiare,
Come questo cuore di cascata su un foglio
Nell' imbuto catartico di una penna.
Soffro il mal d'amore amica cara,
Troppo straborda dai margini tuoi,
E dovrei guardare oltre,
Eppure altra non c'è oltre te,
E dovrei guardare l'orizzonte,
Eppure è più infinito guardarti negli occhi,
E dovrei limitar esto amore,
Eppure implode nel petto il tuo nome,
E dovrei placar il fuoco delle mie voglie,
Eppure arde il peccato nel desiderarti carnale.

20/03/2024

Ti hanno mai detto che sei stupenda?
Ti hanno mai detto che sei speciale?
E che ogni paragone con te è superfluo
Perché sei unica come.... Come....
Ecco appunto....... Impossibile...
Non ti preoccupare, non ti agitare,
Sei esattamente dove dovresti stare,
Sei al posto giusto al momento giusto,
E sono tutti gli altri ad essere fuori tempo,
Compreso me, ma questo è normale,
Perché io sono solo un tizio da dimenticare,
Da incrociare una domenica mattina sul tram,
Due parole, due risate e mai più incontrare,
Sono la persona giusta al momento sbagliato,
Sono la persona sbagliata al momento giusto,
Il mio tempismo è sempre stato ingiusto,
Guidato da un cuore di carta che si scioglie sotto ad ogni tua lacrima,
Quindi dimenticami al più presto,
Prima che ti mischi gli incubi e contagi il tuo sognare,
Prima che imbratti i tuoi disegni con i miei scarabocchi,
Prima che ti chieda di spiegarmi il cielo perché ho buttato troppi sguardi tra i lacci delle scarpe,
Prima che sia troppo tardi e rovini il tuo amare,
Perché più ti sento parlare più mi innamoro, e non va bene,
Perché in questa vita ho iniziato a improvvisare da un pezzo,
Ma tu no, tu sei perfetta e devi continuare
Come solo tu sai fare.

Poeta, o quasi, in fase riflessiva.

Nel crepitio di foglie morte,Un battito si confonde,È quel che è rimasto, Eppure non morirà mai.
19/03/2024

Nel crepitio di foglie morte,
Un battito si confonde,
È quel che è rimasto,
Eppure non morirà mai.

Nel buio di un uggiosa notte di novembre, nella penombra di un fuoco casalingo, un uomo o meglio un ragazzo si trascina ...
18/03/2024

Nel buio di un uggiosa notte di novembre, nella penombra di un fuoco casalingo, un uomo o meglio un ragazzo si trascina alla seduta di un tavolo, il crepitio delle fiamme e il ba***re della pioggia sulle tegole marsigliesi l'unico tratteggio a quel silenzio assordante. Difronte a lui una sedia di faggio vuota investita da un unico fascio di luce scoccato dal lampione aldilà della strada, attraverso l'aletta di un persiana sgangherata. Nella controluce di questo raggio lunare artificiale è possibile osservare del pulviscolo volatile danzare e comporsi nella figura di un uomo o meglio un ragazzo dalle stesse identiche sembianze del primo, ma dagli occhi completamente diversi, tronfi, capaci di reggere ogni tipo di sguardo, e non schivi e timidi come quelli di quell'altro.

Esordisce la figura:
"Amico mio fin troppe notti ti ho visto seduto a questo tavolo in questo periodo"
Controbatte l'uomo o meglio il ragazzo
"E tu chi sei?"
"Come chi sono, non mi riconosci più? Sono te, o meglio, sono il vero te spogliato di tutte quelle inutili maschere che ti piace tanto indossare"
"Ma sei reale?"
"Dipende da cosa intendi per reale, materialmente no, spiritualmente lo sono molto più di te."
"In che senso?"
"Come in che senso, dovresti saperlo, sono figlio della tua mente, sono i tuoi pensieri, le tue emozioni, le tue passioni e le tue paure riversate in un contenitore sterile dalla forma del tuo corpo."
"Cosa ci fai qua?"
"Non ne ho idea, ma penso di averti assillato talmente tanto ultimamente da rendermi quasi corporeo, tangibile. L'inconsistenza che prende forma"
"Puoi aiutarmi? Ho delle domande che..."
"Fermo fermo, non sono qui per aiutare, anzi, io sono la causa di tutti i tuoi problemi e il padre di tutte le tue domande, le genero, le partorisco e quando meno te lo aspetti te le sussurro alla mente orfane di ogni risposta"
"Ma allora sei uno st***zo!"
"Mmm, probabile, ma lo sei anche tu di riflesso, non credi?"
"Mmm, probabilmente si..., Ma almeno puoi ascoltarmi?"
"Ci posso provare, ormai che sono qua"
"Sai a volte penso di aver sbagliato tutto, penso di non aver preso i treni giusti, di non aver fatto niente quando c'era da fare e di aver fatto troppo quando non era necessario, penso alle frasi non dette e alle parole di troppo, penso all...."
"Suvvia calmati, potrai, anzi potremmo anche aver sbagliato tutto, o forse no, o forse si, ma comunque siamo ancora qua giusto?"
"Penso di sì, ma penso anche di averne passate troppe e non so se..."
"Non so se cosa? Non hai idea di quante ne dovremo passare ancora ..."
"Eh, ma così non mi aiuti"
"Ti ripeto, non sono qui per aiutarti, ma una verità dobbiamo riconoscerla, ci sono stati anche i momenti felici e anche di quelli dovremo passarne ancora."
"Si, ma ne varrà la pena?"
"Non lo so, vedremo..."

Nel frattempo, la danza della pioggia sulle tegole si è interrotta ed è stata sostituita dal ticchettio insistente dell'orologio appesso sopra il camino. Le lancette si inseguono in un gioco di innamorati, indice di un tempo che anche se dimenticato prosegue inesorabile il suo corso. Il fuoco giace ormai brace tra i ricordi di quelli che erano rami d'ulivo. La luce del lampione ha dato il cambio all'embrionale chiarore ambrato di un sole sorgente. I due si scambiano uno sguardo, ma sta volta di egual intensità, e si capiscono come solo uno può fare con se stesso.
Mentre il pulviscolo volatile , tornato ormai tale, evidenzia quel nascente raggio solare, l'uomo, anzi il ragazzo, si alza dalla sedia di un balzo, pronto a indossare la sua miglior maschera per il giorno che verrà...

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