Noi ci amiamo così.

Noi ci amiamo così. chi disprezza compra
odiare qualcuno e poi alla fine ti accorgi che lo ami di più

23/06/2026

Buon pomeriggio

21/06/2026
19/06/2026

Ad un certo punto il bambino si mette su due piedi e vuole camminare.
Forse è questo il momento più significativo che poi viene usato metaforicamente per parlare delle cadute e dei momenti di fallimento nella vita adulta e della nostra capacità di rialzarci.

Il bambino cade e si rialza, naturalmente. Prova e riprova. Come dice Louise L. Hay: “Se un bambino si arrendesse alla prima caduta, non imparerebbe mai a camminare.”
Egli risponde alla chiamata della vita e si rialza. Prima però ci guarda e legge in uno sguardo le nostre emozioni: la paura che si sia fatto male, l’ansia perché accada ancora, il nervoso per il mancato controllo, la sorpresa divertita accompagnata da un “Patapunfete!”, l’incitamento a provare ancora, la fiducia che ce la farà, la pazienza di aspettarlo.
Il bambino legge la nostra realtà e così crea la propria.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che il bambino stia imparando a camminare. Non diciamo: “sta sbagliando a camminare!”. Non vediamo l’errore ma leggiamo le sue cadute come funzionali alla costruzione di una competenza.

Se poi incontra un gradino il bambino lo studia, prende le misure. Se stiamo accanto a lui in silenzio e senza intervenire, lasciandolo libero di trovare il modo a lui più funzionale, potremo osservare che ad esempio si girerà e con la gamba misurerà il vuoto, quello spazio che lo separa dal gradino successivo. Sta elaborando una strategia possibile. Sta provando. E ancora il nostro atteggiamento è fondamentale per spingerlo o in una direzione di fiducia e autostima o di chiusura e paura del mondo.

Quante cose deve ancora imparare? E noi, quante cose possiamo ancora imparare? Provare fa parte del processo di apprendimento, serve a elaborare strategie, serve a essere consapevoli di come funzioniamo, di quali strumenti abbiamo bisogno. Provando si impara e dobbiamo ricordarcelo quando quello stesso bambino imparerà a risolvere un’espressione algebrica.

Dire “sto provando” dispone al nuovo tentativo, dire “ho sbagliato” chiude le possibilità, non permette di evolvere. Vale per i bambini e vale per gli adulti.

Teniamolo presente, perché le parole creano la realtà, anche quella interiore.

Laura Mazzarelli

⚜️www.ilcamminopedagogico.it

16/06/2026

Accidenti sono in ritardo per la prova costume...meglio escogitare un metodo strong

16/06/2026

Nella vita può succedere di tutto, ma ci sono due cose che nessuno ti potrà mai strappare: ciò che sei, e ciò che sai.
Sono come due piante, e finché le coltivi con amore resti libero.

Enrico Brizzi

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