Gruppo Storico Edelweiss

Gruppo Storico Edelweiss Rievocazione storica 1914-1918
K*K IR 14
K*K 2. TKJ
K*K X Marschbattilion IR 14
I Maschinengewehrabteilung X/14

25/06/2026

Tenuta modello 1871 di fanteria dell'esercito Austro-Ungarico.
Con questa si è potuto completare il punto di transizione che è stato tra la tenuta bianca del 1862 e le cicolari del 1888 che portano verso la tenuta 1908.

TOG IN DER STELLUNG1-2 Agosto 2026 | Forte Tre Sassi – Passo FalzaregoTra le rocce delle Dolomiti, là dove oltre un seco...
17/06/2026

TOG IN DER STELLUNG

1-2 Agosto 2026 | Forte Tre Sassi – Passo Falzarego

Tra le rocce delle Dolomiti, là dove oltre un secolo fa uomini provenienti da ogni angolo della Duplice Monarchia vissero, combatterono e attesero nelle loro postazioni, la storia torna a prendere vita.

In collaborazione con il Forte Tre Sassi, il Gruppo Storico Edelweiss vi invita a vivere un'esperienza immersiva unica all'interno della Postazione Edelweiss, una delle più suggestive ricostruzioni del fronte dolomitico della Grande Guerra.

Durante la visita potrete:
• entrare nelle baracche e nelle postazioni difensive;
• osservare equipaggiamenti e uniformi originali fedelmente ricostruiti;
• incontrare i rievocatori e interagire con loro;
• scoprire la vita quotidiana dei soldati sul fronte alpino;
• ascoltare racconti, testimonianze e curiosità storiche.

Non una semplice esposizione, ma un viaggio nel tempo tra trincee, ricoveri e sentieri di montagna.

📍 Forte Tre Sassi – Passo Falzarego (BL)
🗓 Sabato 1 Agosto ⏰ 9:00-12:00 | 15:00-18:00
🗓 Domenica 2 Agosto ⏰ 9:00-12:00
📧 [email protected]

Vi aspettiamo per scoprire insieme uno dei capitoli più affascinanti della storia delle Dolomiti.

"[...]Guardammo il campo di battaglia con un senso di vittoria, ma la vista degli eroi caduti di un popolo straniero, ch...
25/05/2026

"[...]Guardammo il campo di battaglia con un senso di vittoria, ma la vista degli eroi caduti di un popolo straniero, che giacevano in ogni posizione con visi giallastri e occhi vitrei, portò inevitabilmente a un pensiero comune: “Quante madri piangeranno ancora?” Era svanita l’ira feroce che ci aveva travolto mezz’ora prima. La consapevolezza di essere sopravvissuti, illesi, a quel sanguinoso massacro, ci rese tutti pensierosi e grati." - tenente Emmerich Dichtl -

Il 25 Maggio 1916 il 3° e il 4° battaglione del 14° Reggimento, assieme al 1° battaglione del 50° reggimento, furono impegnati nell'aspro attacco del Monte Cimone d'Arsiero.
La battaglia fu veramente cruenta in quanto la posizione era sia un enorme bottino per le truppe della Duplice Monarchia, sia un punto chiave per le truppe Italiane.
Tra attacchi e contrattacchi con azioni da entrambi li schieramenti, verso sera i battaglioni alpini (Cividale e Monte Clapier) dovettero abbandonare le posizioni lasciandole alle truppe asburgiche.

Questo è uno dei tanti episodi che sono avvenuti nell'Offensiva di Primavera (Frühjahrsoffensive) tra maggio e giugno di 110 anni fa. Vicende che ancora sono visibili nel territorio e che rimangono come testimoni ai posteri.

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#1916

Mancano pochi giorni al nostro primo evento dell'anno in formato "vita da campo"I nostri soci si cimenteranno nel campo ...
20/04/2026

Mancano pochi giorni al nostro primo evento dell'anno in formato "vita da campo"

I nostri soci si cimenteranno nel campo d'addestramento che i graduati hanno appositamente creato per vivere l'esperienza.

La rievocazione storica è anche questo!

Intanto un piccolo assaggio della passata edizione

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Durante la Prima guerra mondiale, la vita in trincea era una lotta quotidiana tra sopravvivenza e ingegno.Tra le molte s...
16/04/2026

Durante la Prima guerra mondiale, la vita in trincea era una lotta quotidiana tra sopravvivenza e ingegno.

Tra le molte soluzioni difensive adottate dall’esercito austro-ungarico, uno strumento curioso ma essenziale era lo scudo da trincea: una lastra d’acciaio, spesso con una piccola feritoia per il fucile, soluzione sia difensiva che offensiva che permetteva il tiro in posizione riparata.

La feritoia era composta da una parte ovale per inserire la canna dell’arma ed una parte lineare che permetteva l’uso del mirino alzato in verticale del fucile Steyr Mannlicher M.1895.

Per il mimetismo vennero ideate diverse tecniche, i primi esemplari furono lasciati senza vernice, sostituiti poi dalla copertura di teli cerati o con vernice feldgrau ed alla fine della guerra sostituiti da colori feldgrau con opacizzanti per evitare riflessi data dalla luce del sole o della luna.

Utilizzato soprattutto dai tiratori e dagli osservatori in prima linea, lo scudo doveva essere abbastanza robusto da fermare pallottole e schegge, ma anche trasportabile, un difficile equilibrio tra sicurezza e mobilità.

14/04/2026

🇮🇹 Una squadra di Chasseurs Alpins si prepara all'azione difensiva con un lanciagranate V.B. e una mitragliatrice Chauchat.

🇬🇧 A team of Chasseurs Alpins prepares for defensive action with a V.B. gr***de launcher and a Chauchat machine gun.

07/04/2026

🇮🇹 Un mitragliere ed il suo servente tengono d'occhio le linee nemiche da dentro la loro postazione fortificata.

🇬🇧 A machine gunner and his assistant keep an eye on enemy lines from inside their fortified position.

Durante la Prima Guerra Mondiale, il fronte italiano non fu solo teatro di scontri diretti, ma anche di una guerra silen...
07/04/2026

Durante la Prima Guerra Mondiale, il fronte italiano non fu solo teatro di scontri diretti, ma anche di una guerra silenziosa e insidiosa fatta di ingegno e crudeltà.

Tra le strategie più temute c’erano le trappole esplosive, conosciute anche come ordigni improvvisati o bombe a mano nascoste.
Usate soprattutto lungo le linee del fronte alpino e carsico, tra trincee, sentieri di montagna e zone apparentemente abbandonate, le trappole erano spesso costruite con materiali di recupero: granate modificate, fili tesi, meccanismi a pressione o a strappo, bastava un passo falso o il tentativo di aprire una porta, una cassa o persino raccogliere un oggetto per innescarle.

Oltre al danno fisico, le trappole esplosive avevano un forte impatto psicologico: generavano paura, diffidenza e rallentavano ogni movimento ed avanzata, rendendo il fronte ancora più logorante.

Anche dopo la fine della guerra, alcune aree rimasero pericolose per anni, testimoni silenziosi di una guerra che non smetteva di colpire, pastori, boscaioli e recuperanti spesso perdevano la vita per vecchi ordigni che maneggiati in modo errato potevano riattivarsi.

📷 recuperanti.della.valdastico

Non solo uniformologia!Uno dei tanti cardini che il gruppo promuove è quello che viene definito "Living History".Nella r...
30/03/2026

Non solo uniformologia!
Uno dei tanti cardini che il gruppo promuove è quello che viene definito "Living History".

Nella realtà dei fatti si tratta di provare, nelle possibilità, ad immergersi in quello che poteva essere uno spiraglio della vita nell'esercito regolare di Sua Maestà Imperial Regia e Apostolica durante il primo conflitto mondiale, e non.

La rievocazione è anche questo! Cercare di rendere "vivo" il passato nel nostro presente per trarre insegnamenti per il futuro.

Seguite le nostre avventure!

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Indirizzo

Trento

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