GHouse (Grande Casa) deriva il suo nome dall’espressione “Grande, grande!”, tipico intercalare, che indica un modo di guardare e stare al mondo. È un motto allegro che riempie lo spirito: è vedere il bicchiere mezzo pieno. Puntare sempre in alto, mai mollare, perché chi si ferma non può andare lontano. Noi siamo il nostro corpo, la nostra mente e le nostre passioni. Può capitare tuttavia che quest
a macchina venga alla luce con qualcosa di meno, o di diverso: questo condizionerà per sempre l’esistenza futura, nostra e di chi ci sta accanto. Oppure può capitare che un imprevisto nella vita porti a trasformare, in parte o drasticamente, il nostro corpo, e quindi il nostro modo di essere e stare al mondo. Nasce allora spontaneo un interrogativo: che cosa fa di una persona, una persona? Le sue emozioni e sogni? Il suo pensiero? Tutte queste cose messe assieme? E se qualcosa viene a mancare o è diverso dal normale? La sfida sociale che GHouse vuole affrontare è lo sviluppo del ben-essere delle persone attraverso l'integrazione tra disabilità, divers-abilità e “cosiddetta” normalità e il superamento delle barriere psicologiche, relazionali, culturali che frenano il pieno incontro tra queste diverse condizioni. GHouse, è una casa dove ciascuno può ve**re per stare, giocare, divertirsi, imparare, al fine di prendere consapevolezza di sé, delle relazioni con gli altri e con l'ambiente circostante, a partire dalla condizione psico-fisica che sta vivendo. La particolarità di GHouse è quella di far convivere e interagire persone con e senza disabilità, tutte con diverse e plurime abilità. Quattro sono le pratiche che GHouse adotta:
1) Pratica sportiva: alla GHouse sogni, emozioni, azioni goffe o azioni memorabili fanno tutte parte di un minestrone affascinante e mai banale.
2) Pratica del teatro sociale e di comunità (TSC): ciò che conta non è cosa si fa ma come lo si fa. Attraverso il processo creativo ed espressivo, che parte da un racconto di sé per arrivare a un racconto collettivo e condiviso, si mettono in moto energie per un cambiamento interiore ed esteriore.
3) Pratica dell'arte: alla GHouse tutti possono sperimentare e accrescere il proprio potenziale artistico e creativo.
4) Pratica e consulenza filosofica: spazi di dialogo che aiutano nella lettura di ciò che costituisce la propria identità e del conseguente rapporto con il mondo. Un progetto di Manuele Lambiase, Alberto Pagliarino, Luca Bertolino, Elena Chierotti, Nadia Lambiase e Paolo Piacenza