13/11/2025
Quanche cenno storico in riferimento a Terracina come antico luogo di culto feroniate, estratto da "I LUOGHI DI CULTO DI FERONIA. UBICAZIONI E FUNZIONI" del Prof. Massimiliano Di Fazio.
TERRACINA
"Arriviamo al picco meridionale della distribuzione del culto feroniate. Terracina è colonia del 329 a.C., in un territorio precedentemente conteso tra Romani e Volsci (a cui si deve il toponimo Anxur), in una posizione cruciale per il controllo delle vie di comunicazione tra Lazio e Campania, segnato dal passaggio della via Appia ma già prima da importanti percorsi di passaggio, oltre che di transumanza. La presenza di Feronia a Terracina è attestata da diverse fonti: Virgilio su tutti, ma anche Orazio e Plinio. Il luogo di culto si trova a tre miglia da Terracina in direzione N-W: qui alla fine del XIX secolo fu scoperta una testa marmorea che potrebbe rappresentare proprio la nostra dea. Si tratta di una località ricca di vegetazione e di sorgenti, collocata lungo l’Appia antica, che in questo tratto recuperava tracciati più antichi: tutti elementi tipici dei santuari feroniati.
Possiamo considerarlo un luogo primario o secondario? Da un lato, la lontananza rispetto all’area sabina farebbe propendere per una introduzione “coloniale” del culto. D’altro canto la dovizia di informazioni, e la sua ricezione nell’Eneide, sembrano piuttosto suggerire che il culto fosse ben radicato. È forse una situazione intermedia: la presenza del culto può essere attribuita ai Volsci, che - secondo la vulgata - calarono tra VI e V secolo proprio da aree sabine fino ad insediarsi nel Lazio meridionale.
Il caso terracinese introduce un altro elemento importante nel quadro che stiamo tracciando, ovvero l’associazione della dea ad un paredro, un giovane dio: Juppiter Anxur, la cui epiclesi, Anxur, lo riconduce proprio alla presenza volsca, confermando dunque la sua antichità. Lo conosciamo dalle fonti, ma anche dalla iconografia grazie a monete e a due esemplari di statuaria, uno di recente scoperta ed uno recentemente reinterpretato. Il suo luogo di culto è tradizionalmente collocato sulla collina di Monte S. Angelo, che controlla tutto il territorio, e che è in contatto visivo con il santuario di Feronia. Il profilo religioso di questo Iuppiter non è chiaro, ma sembra che tra le sue caratteristiche vi sia un aspetto infero ed oracolare. Anche l’abbinamento ad un paredro con caratteristiche specifiche sembra essere ricorrente nel culto di Feronia, come vedremo."