18/07/2021
3) A Latisana
(Continuazione)
-Basterà. E’ qui,sai? Proprio qui, nel secondo dopoguerra, che le nobili famiglie venete e friulane inizirono a impoverisi. Qui nella sponda destra del Tagliamento
-I bombardamenti alleati, dici?
-Si. Dieci chilometri più giù, verso sud. Per buttare giù il ponte della ferrovia di San Michele invece di inviare un caccia con un solo missile, mandarono i bombardieri, sganciavano distruzioni tutto intorno al ponte, da alta quota, in modo da creare devastazione ed infiacchire la popolazione.
-Gli americani, vero? Gli alleati, gli americani quindi. Chissà Hemingway come si sentiva.
-Chissà, piccola. Chissà. Ma l’impoverimento si deve anche alla fine della mezzadria, orami inadatta. Ora ci siamo. Siamo sulla sponda destra del Tagliamento. Continua verso sud.
-Siamo in tempo?
-Si certo, abbiamo circa un quarto d’ora per arrivare a casa della contessina.
-La casa è distrutta vero?
-Della villa rimangono solamente le due barchesse, che Hemingway, nel suo Di Là Dal Fiume, attribuisce al Longhena, riprendendo la tradizione.
-Quanta miseria, quanta disperazione
-Questa è stata la disperazione dei possidenti, il crollo del loro mondo. E mentre crollava, un’intera generazione di disperati emigrava, dai paesini un po’ più su, da San Vito, da Chions, da Cordovado, da Sesto al Reghena. Fuggivano dalla miseria verso la Jugoslavia e verso la Francia. Proprio nel 47 e nel ’48, l’anno dove stiamo andando ora. Pensa, fuggirono in così tanti che a decine vennero denunciati per espatrio clandestino. Erano tutti trentenni e quarantenni. Probabilmente dei capifamiglia.
-Come sai queste cose? Perchè ti appassionano?
-Non ti arrabbiare, Althea. E’ che sono comunista e quello che so, quello che immagino, viene da Pasolini. Leggilo, è fantastico. Leggi Amado Mio e Sogno di Una Cosa. C’è disperazione, c’è la voglia di riscatto, c’è la natura delle feste e delle sagre, l’unico stare insieme per i contadini.
(Segue)