elochiamanoamore

elochiamanoamore Progetto di prevenzione e contrasto alla violenza di genere in collaborazione con le provincie di Grosseto, Arezzo e Siena

10/03/2022
I fatti di cronaca confermano quasi giornalmente una cosa ovvia: la violenza sulle donne va combattuta ogni giorno. A si...
29/11/2021

I fatti di cronaca confermano quasi giornalmente una cosa ovvia: la violenza sulle donne va combattuta ogni giorno.

A siena, nel Cortile del Podestà fino al 10 dicembre si può visitare l'esposizione di opere di tre artiste toscane dal titolo piuttosto auto-esplicativo: "Immagini e parole contro la violenza sulle donne".
Nelle opere c'è resilienza e denuncia: a volte le immagini, raccontano più delle parole.

"Immagini e Parole contro la violenza sulle Donne". Fino al 10 dicembre la mostra pittorica collettiva nel Cortile del Podestà

14/05/2021

Anche quest’anno la Rete READY aderisce alla Giornata Internazionale contro omofobia, lesbofobia, transfobia e bifobia (in inglese IDAHOTB, International Day against homophobia, transphobia and biphobia), lanciando la campagna con un duplice claim “Io non uso parole d’odio e tu?” e “Qui non c’è posto per le parole d’odio”, selezionati durante l’incontro annuale della rete Ready.
Attraverso questa campagna, le amministrazioni pubbliche aderenti alla rete vogliono quindi lanciare un messaggio chiaro: i discorsi d’odio - hate speech in inglese - alimentano e giustificano fenomeni di violenza e vanno quindi contrastati. La campagna si articola su due canali: uno fisico, attraverso l’affissione di cartelloni e poster curati dalle stesse amministrazioni pubbliche; e uno digitale, attraverso la condivisione social di materiali a cui potranno partecipare anche cittadini e cittadine adottando per il 17 maggio una cornice per le foto profilo su Facebook (come partecipare: tenere premuto sulla propria immagine di profilo, selezionare “aggiungi motivo”, cercare “READY 17 maggio”).
“Le parole d’odio pesano nella vita di tante persone, come catene che le tengono legate senza dar loro la possibilità di esprimersi, di essere se stesse, di contribuire alla vita sociale, culturale ed economica della nostra società. Non è più tempo di sorridere, di far finta di niente: le parole umiliano, giustificano la violenza, talvolta uccidono.”. Così Marco Alessandro Giusta, Assessore ai Diritti della Città di Torino. Che prosegue: “Per questo READY ha sostenuto il ddl ZAN, approvando in cinquanta consigli comunali e provinciali ordini del giorno a sostegno della legge. Per questo oggi la Rete READY riafferma che non c’è posto per le parole d’odio - un tema questo che tocca non solo le persone LGBT, ma anche le altre minoranze che subiscono discriminazioni e che va affrontato in ottica intersezionale.”
La prima Giornata internazionale contro l'omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia ha avuto luogo il 17 maggio 2005, a 15 anni esatti dalla storica data del 17 maggio 1990 in cui l’omosessualità venne rimossa dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dalla World Health Organisation, l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Nonostante siano passati più di trent’anni da quella storica data, però, orientamento di genere e identità sessuale sono ancora ai primi posti fra le causa di discriminazione negli spazi pubblici, sul luogo di lavoro, e persino in famiglia. I discorsi d’odio, seppur non in aumento in numeri assoluti, sono un fenomeno ormai endemico su tutto il territorio nazionale (dati della quinta edizione della Mappa dell’intolleranza pubblicata da Vox – Osservatorio Italiano sui Diritti).
L’anno appena trascorso ha reso ancora più evidente, ove ve ne fosse necessità, l’importanza che la comunicazione digitale riveste per la nostra quotidianità. Proprio per questo motivo, nell’incontro annuale 2020, la RE.A.DY ha individuato nel contrasto ai discorsi e alle comunicazioni di odio una priorità per il 2021.
RE.A.DY è la Rete Nazionale delle Regione e degli Enti locali per prevenire e superare l’omotransfobia; fondata nel 2006 da 12 città, ora conta 210 partner (46 nuove adesioni da gennaio 2020) e ha come segreteria il Servizio LGBT della Città di Torino. Per maggiori informazioni, visita il sito http://www.reteready.org/

https://www.facebook.com/388224511970151/posts/942563099869620/
11/05/2021

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CONFERENZA STAMPA ONLINE
Iniziative in occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia 2021 e mobilitazione nazionale LEGGE ZAN E MOLTO DI PIU’ NON UN PASSO INDIETRO”

Mercoledì 12 maggio alle 11.30 si terrà la conferenza stampa online di presentazione di tutte le iniziative promosse dalla Provincia di Siena e dai Comuni che hanno aderito alla Rete Ready (Abbadia San Salvatore, Castelnuovo Berardenga, Castiglione d’Orcia, Murlo e Pienza) in collaborazione con il Movimento Pansessuale – Arcigay Siena in occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia 2021.
Inoltre, sarà presentata la piattaforma della mobilitazione nazionale “LEGGE ZAN E MOLTO DI PIU’ NON UN PASSO INDIETRO” che si terrà sabato 15 maggio alle 17.00 in Piazza Salimbeni.

Interverranno:
Giulia Periccioli - Provincia di Siena
Serena Tondi – Comune di Abbadia San Salvatore
Martina Borgogni - Comune di Castelnuovo Berardenga
Claudio Galletti - Comune di Castiglione d’Orcia
Davide Ricci - Comune di Murlo
Edoardo Marini - Comune di Pienza
Greta Sartarelli - Movimento Pansessuale - Arcigay Siena
Natascia Maesi – Arcigay Segreteria Nazionale Responsabile Politiche di genere e Formazione

Link Meet
https://meet.google.com/npa-hjmq-ijc

01/05/2021

La presidente della Commissione Ue ha parlato durante la plenaria del Parlamento europeo sul caso della sedia mancante per lei nell’incontro col presidente turco Erdogan. «Mi sono sentita ferita e lasciata sola: come donna e come europea. Non riesco a trovare alcuna giustificazione per il modo in...

01/04/2021

Si conclude con un bellissimo video il progetto “… e lo chiamano Amore" , un progetto che ha rappresentato per la Provincia di Siena un’importante occasione...

01/04/2021

Si conclude con un bellissimo video il progetto “… e lo chiamano Amore" , un progetto che ha rappresentato per la Provincia di Siena un’importante occasione...

01/04/2021

Si conclude con un bellissimo video il progetto “… e lo chiamano Amore" , un progetto che ha rappresentato per la Provincia di Siena un’importante occasione...

01/04/2021

Si conclude con un bellissimo video il progetto “… e lo chiamano Amore" , un progetto che ha rappresentato per la Provincia di Siena un’importante occasione...

E da oggi ci sono anche le "pillole"...Cominciamo con la prima...
31/03/2021

E da oggi ci sono anche le "pillole"...
Cominciamo con la prima...

Si conclude con un bellissimo video il progetto “… e lo chiamano Amore" , un progetto che ha rappresentato per la Provincia di Siena un’importante occasione...

29/03/2021

Si conclude con un bellissimo video il progetto “… e lo chiamano Amore" , un progetto che ha rappresentato per la Provincia di Siena un’importante occasione di implementazione e sviluppo delle attività di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, che caratterizzano l’impegno di questo Ente sul terreno della promozione di pari opportunità e del contrasto alle discriminazioni. La Provincia di Siena già nel 2007 aveva costituito il Tavolo Interistituzionale contro la violenza sulle donne.

Il video è stato il prodotto finale del progetto e dei percorsi formativi, iniziati nel gennaio 2020, sostituendo gli eventi in presenza che non si sono tenuti a causa della pandemia in atto. Per ovviare alle notevoli difficoltà, i partner dell’area senese hanno ritenuto opportuno realizzare un prodotto digitale da diffondere "on air".

Il progetto, finanziato dal Ministero per le pari opportunità, nasce dalla collaborazione tra le province di Siena, Arezzo e Grosseto.

Ogni Provincia, nell’ambito dell’architettura organizzativa del progetto, è stato soggetto coordinatore dei partner locali, sottoscrittori dell’ATS, che nel caso della Provincia di Siena sono i seguenti:

Consigliera di Parità provinciale, che ha partecipato al progetto nel suo ruolo istituzionale di figura di tutela nei confronti di ogni forma di discriminazione basata sul genere in ambito lavorativo;
Ufficio Scolastico Territoriale di Siena e Arezzo, che si è occupato del coordinamento didattico del progetto, mentre per la gestione economica e amministrativa, tale Ufficio opera attraverso l’IIS CASELLI di Siena, istituto individuato ai sensi della L. 107/2015;
Centri antiviolenza (Amica Donna, che opera nella zona della Valdichiana senese, Donna Amiata Valdorcia, Donne Insieme Valdelsa e Donna Chiama Donna che opera nel senese).

Il progetto ha rappresentato l’occasione per implementare, in una logica interprovinciale, azioni di prevenzione e di stimolo alla costruzione di una cultura della non violenza, a partire proprio dalla scuola in quanto istituzione che concorre alla trasmissione culturale e valoriale. Inoltre, offrire strumenti per accrescere e sedimentare la consapevolezza su tali temi, mediante proposte educative in chiave di genere e prevenzione della violenza, significa sottolineare il ruolo della scuola quale agente di cambiamento nella costruzione di identità libere e relazioni improntate al rispetto reciproco.

In questa dimensione sono stati fondamentali la formazione e l’aggiornamento dei/delle docenti in servizio, affinché implementassero e/o acquisissero quelle conoscenze e competenze necessarie per realizzare proposte educative in chiave di genere e prevenzione della violenza.

La scuola, infatti, costituisce un osservatorio privilegiato, sotto diversi profili, nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere, in quanto è un luogo dove i comportamenti stereotipati e gli agiti violenti, spesso anche sotto forma di bullismo sessista, hanno modo di essere contrastati dalla presenza di adulti di riferimento. Inoltre lo stesso apprendimento, ancora improntato ad una visione falsamente neutra del sapere, come testimoniano ricerche e studi in materia, viene trasmesso agli studenti, consolidando una idea fissa e stereotipata di mascolinità e femminilità.

A ciò si aggiunga che spesso il personale docente e non, si trova a fronteggiare sia l’emersione che la gestione di situazioni di violenza.

La formazione e l’aggiornamento dei docenti sono quindi uno strumento imprescindibile per affrontare in modo adeguato queste situazioni, come ormai la normativa comunitaria, nazionale e di settore indicano da tempo.

I percorsi formativi, pur realizzati nei 3 ordini di scuola e replicati nelle 4 zone del territorio provinciale, sono stati riadattati, rispetto all’ipotesi progettuale, per far fronte ad alcune criticità incontrate in fase esecutiva, ma soprattutto a causa dell’emergenza epidemiologica. Lo sforzo compiuto è stato, infatti, pur in presenza di varie criticità, di mantenere per quanto possibile i tre percorsi formativi. Si è ritenuto, infatti, che pur all’interno di un’unica cornice, gli approcci e i linguaggi dovessero essere calibrati sulle specificità di ogni ordine di scuola, per essere più incisivi e quindi per garantire il raggiungimento degli obiettivi.

Nell’ambito del progetto, la rete senese ha realizzato percorsi di formazione rivolti al personale docente dei tre ordini di scuola (primaria, secondaria di 1° e 2 ° grado), replicati nella 4 zone in cui si articola il territorio, precisamente valdelsa, zona senese, valdichiana e amiata-valdorcia, dando seguito in tal modo ad interventi attivati nel corso degli anni.

Infatti, uno dei punti di forza del progetto è stato quello di intercettare il target di riferimento (giovani e mondo della scuola) attraverso azioni mirate, che hanno preso spunto dalle peculiarità dei vari territori e dalle best practice sviluppate a livello locale, mediante una serie di interventi che sono andati a implementare e qualificare le azioni in precedenza intraprese dai singoli territori.

Nel caso senese si è trattato di proseguire e rafforzare iniziative realizzate proprio sul piano della formazione dei/delle docenti e sulla diffusione nelle scuole di modelli culturali liberi da stereotipi e pregiudizi, anche in termini di prevenzione primaria, nella convinzione che anche gli stereotipi sessisti contribuiscono a mantenere saldo quel substrato culturale in cui affondano le loro radici i comportamenti violenti e discriminatori, che ledono la dignità e la libertà della donna.

Il percorso formativo è avvenuto sotto il coordinamento didattico dell’Ufficio scolastico territoriale. Le docenze sono state realizzate da:

centri antiviolenza, che, al fine di sensibilizzare sul tema, hanno focalizzato il loro intervento, ovviamente diversamente calibrato a seconda dell’ordine di scuola, su alcuni aspetti, precisamente il “contesto socio-culturale in cui nasce la violenza: gli stereotipi sessisti”, “che cosa è la violenza maschilista sulle donne” e “cosa fare per prevenire e contrastare la violenza maschilista sulle donne”;
la Consigliera provinciale di Parità, che ha presentato i casi di cui si era occupata per illustrare esempi concreti, che facessero comprendere meglio le ipotesi di violenza e discriminazione nel mondo del lavoro; che sono i suoi ambiti di competenza
la docente esperta, individuata a seguito di apposito avviso pubblico, che ha affrontato soprattutto i meccanismi socio-culturali che sono alla base della violenza di genere, focalizzando su “educazione di genere” e lavorando con le “unità di apprendimento” per definire insieme ai/alle docenti partecipanti modalità didattica da utilizzare nella pratica quotidiana dell’insegnamento.
Il progetto è stato inoltre l’occasione per rafforzare le reti territoriali, sia quella interna all’ambito provinciale senese, che quella interprovinciale con la Province di Grosseto e di Arezzo; avviando con la prima un proficuo rapporto di confronto e scambio e rafforzando con l’altra una collaborazione già in essere da tempo proprio sul tema del contrasto alla violenza di genere.

Il coinvolgimento di un territorio ampio, quale quello delle tre Province partecipanti al progetto, è stato un elemento di grande importanza, anche sotto il profilo dello scambio di conoscenze e buone pratiche, ma il valore aggiunto è stato la costruzione di un progetto che ha saputo includere le peculiarità di ogni territorio e valorizzarne i percorsi attivati, andando a prevedere, all’interno di un progetto unitario, attività differenziate sulla base delle esperienze e delle vocazioni dei territori coinvolti, che si è dimostrato funzionale al raggiungimento degli obiettivi, soprattutto in un momento di estrema criticità a causa dell’emergenza epidemiologica.

Indirizzo

Piazza Del Campo
Siena

Sito Web

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