11/11/2025
La sera dell’11 novembre, nelle località del Salento, è vietato starsene per conto proprio, a casa: la tradizione, infatti, impone di mangiare tutti insieme, allestendo un lungo pasto all’insegna del buon cibo, dell’allegria e, naturalmente, “dellu mieru” (il vino, com’è chiamato nel dialetto leccese).
La festa ha come obiettivo rievocare la solidarietà e la ca**tà mostrate da San Martino di Tours che, quando era ancora un soldato, decise di tagliare il proprio mantello per offrirne la metà ad un pover’uomo che non aveva nulla per ripararsi dal freddo e dalle intemperie.
La tradizione vuole che il mattino seguente, il mantello di San Martino venne ritrovato intatto. Fu così che il soldato, scosso dall’episodio, decise di convertirsi ed abbracciare la religione cristiana, fondata su valori inalienabili quali la ca**tà e la condivisione.
San Martino da quel giorno sposò la fede e la preghiera, finché non venne proclamato vescovo dai suoi concittadini. I valori su cui si basa la ricorrenza sono proprio la solidarietà e la ca**tà, ai quali si aggiungono un po’ di sana goliardia e la condivisione del cibo con amici e parenti.
L’11 novembre, quindi, si celebra la festa dedicata a San Martino e, quindi, alla solidarietà. Il giorno coincide anche con la fine della stagione agraria e per questo motivo si allestiscono ricchi banchetti, ma soprattutto si assaggia il nuovo vino. Da qui il famoso detto “a San Martino ogni mosto è vino”.
Quindi questa festa affonda le sue radici in antiche tradizioni contadine ed è arrivata fino ai nostri giorni quasi invariata. La parte più importante è rappresentata dalla riunione delle famiglie e degli amici in casa o presso un ristorante per mangiare tutti insieme i piatti tipici. Poi la festa continua per le strade dove vengono allestiti gazebo e bancarelle di street food che profumano l’aria e invitano ad assaggiare le bontà locali. Ogni paese o località ha, ovviamente, un suo modo di festeggiare questo giorno così importante.