Venetian History

Venetian History Il percorso di libertà del Popolo Veneto: diritto internazionale, decolonizzazione.

06/10/2026
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08/05/2026

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Il 9 maggio 1997 è una data che a Venezia rimane impressa nella memoria di molti. All’alba, un gruppo di 9 persone ha occupato piazza San Marco armati solo di determinazione e di un mitra.

Alcuni di loro sono saliti sul campanile, hanno sfondato la porta e issato la bandiera con il leone alato. In piazza, un mezzo cingolato nero, costruito artigianalmente su motore Fiat, attirava l’attenzione di tutti. Lo chiamavano “tanko”.

I giornali hanno subito parlato dei “Serenissimi”, in riferimento alla vecchia Repubblica di Venezia. Ma perché l’hanno fatto? Cosa volevano ottenere?

I nove erano partiti da Padova, avevano dirottato un traghetto e puntavano a resistere fino al 12 maggio. Per loro quella data era simbolica: il 12 maggio 1797 la Serenissima Repubblica di Venezia aveva perso la sua indipendenza.

Il gruppo aveva portato cibo e una radiotrasmittente per spiegare le proprie ragioni. Nel giro di poco tempo, la notizia arrivò su tutti i tg: piazza San Marco era occupata, ma non si capiva da chi né per quale motivo.

Umberto Bossi, segretario della Lega Nord, inizialmente disse che il gruppo era stato mandato dai servizi segreti per screditare i movimenti autonomisti. La presenza della bandiera, la data e le rivendicazioni lasciavano intendere che si trattasse di separatisti veneti.

Il piano era di restare sul campanile per giorni, ma alle 9 del mattino tutto finì. I Carabinieri del GIS intervennero rapidamente, liberarono la piazza e fecero scendere i manifestanti dal campanile senza usare la forza.

Dopo l’arresto si scoprì che il gruppo si chiamava Veneto Serenissimo Governo (VSG), un movimento nato tra gli anni ’80 e ’90. Chiedevano l’autodeterminazione del Veneto.

Secondo loro, lo scioglimento della Serenissima nel 1797 e il plebiscito del 1866 non erano validi. Per questo sostenevano la richiesta di indipendenza.

Il movimento si era staccato dalla Liga Veneta, giudicata troppo moderata. I fondatori erano Luigi Faccia e Flavio Contin. Negli anni si erano fatti notare anche per un tentativo di interrompere il Tg1 con un messaggio rivolto ai veneti: «ribellatevi contro uno Stato italiano giudicato marcio oltre ogni limite».

Verso la metà degli anni ’90 decisero di compiere un gesto eclatante. Così venne costruito il tanko “Marcantonio Bragadin 007”.

Nel 1996 proclamarono l’indipendenza del Veneto, anticipando Bossi di un mese. L’anno dopo arrivò l’occupazione di piazza San Marco.

Dopo l’arresto, le accuse furono ridimensionate e i nove del VSG scontarono tra i due e i tre anni di carcere. Il movimento esiste ancora e ogni tanto commemora il 12 maggio 1997.

08/05/2026
25/03/2026

25 marzo 421 – Il giorno in cui nacque Venezia...

C’è una data che Venezia custodisce come un segreto sussurrato tra acqua e pietra: il 25 marzo 421.
Non è una data qualsiasi. È il giorno in cui, secondo la tradizione, la città nacque.

Era l’alba dell’Annunciazione, quando il mondo cristiano celebra l’inizio di una promessa. E proprio in quel giorno, si racconta, tra le isole ancora selvagge della laguna, uomini in fuga dalla terraferma posarono una prima pietra. Non un palazzo, non una fortezza, ma una chiesa, la prima, quella di San Giacomo di Rialto. Fu un gesto semplice, ma carico di destino. Il destino di una civlità.
Non c’erano campanili che svettavano, né palazzi di marmo. Solo acqua, fango, canneti e silenzio. Eppure, in quel silenzio, Venezia cominciava a respirare.

La verità storica, lo sappiamo, è meno precisa e più umana.
Venezia non nacque in un giorno ma poco alla volta, tra paura, speranza e molto coraggio, quando uomini e donne abbandonarono città come Altino e Aquileia per rifugiarsi tra le acque, lontano dalle invasioni e dalla guerra.
Costruirono case su pali, sfidarono la marea, impararono a vivere sospesi tra cielo e mare.

La domanda, allora è una. Perché proprio il 25 marzo?

Perché Venezia, più di ogni altra città, ha sempre saputo raccontarsi. Ha scelto per sé una nascita perfetta, quasi divina, legata a un giorno di annuncio e di luce. Non voleva solo esistere: voleva significare qualcosa. Dare un senso alla sua storia e, forse inconsapevolmente, alla sua futura grandezza.
E così, attraverso i secoli, Venezia è diventata una città che non ha un vero fondatore, ma un’origine quasi sacra e che ha trasformato il fango in bellezza e l’acqua in destino, inseguendo il suo sogno, unico nella storia.

Ogni anno, il 25 marzo, Venezia festeggia il suo compleanno.
Non importa se sia una data storicamente esatta ma che sia vera nel cuore di chi vive e ama Venezia.
Perché Venezia non è mai stata solo una città o uno stato.
È stata e sempre sarà un’idea, una visione, un sogno che non avrà mai fine Un sogno che esce dai confini geografici e unisce donne e uomini di tutto il mondo.

Quindi ancora oggi e, lo credo fermamente, per altri millenni, possiamo dire, credendo in questo sogno chiamato Venezia, buon compleanno, magnifica città e viva San Marco, per sempre.

- Antonio Vaianella

Indirizzo

San Vendemiano

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