29/08/2026
Siamo particolarmente lieti di aver presentato, in data 28ago2026 , con il Patrocinio degli Enti e Istituzioni come in locandina , presso la prestigiosa sede della Fondazione Alario per Elea-Velia la rassegna "Viaggio nelle Pagine "che ha incontrato il Grand Tour "Attraverso il Cilento "Il Viaggio di C.T.Ramage da Paestum a Policastro nel 1828 - Introduzione, Traduzione e Note di Raffaele Riccio -Edizioni dell'Ippogrifo. Malgrado il caldo torrido , la presenza numerosa del pubblico in sala è stata lusinghiera a dimostrazione di quanto l'evento potesse risultare atteso e coinvolgente . Una platea attenta per un parterre di relatori ( che ringraziamo) e tematiche di rilievo : dott.ssa Marina Cipriani , prof. Corrado Limongi, prof. Salvatore Soprano, prof. Vincenzo Pepe
I saluti istituzionali del Presidente della Fondazione Alario avv. Marcello D’Aiuto e del Sindaco di Ascea avv. Stefano Sansone , con i quali il 'Cenacolo Eleatico ' condivide valori e finalità culturali , hanno aperto i lavori . Ringraziamo della significativa gradita presenza il Sindaco di Omignano Raffaele Mondelli , attento alla tutela e alla promozione del Patrimonio identitario cilentano . Il viaggio dello scozzese Ramage si inserisce nella fase tardiva del Grand Tour, quando il fascino irresistibile della Magna Grecia spinse Studiosi, Letterati e Artisti a scoprire le antichità greche e romane , compiendo un viaggio di istruzione nell'Italia meridionale . I loro taccuini di viaggio si sono rivelati una testimonianza preziosa del Patrimonio culturale materiale e immateriale cilentano, la cui identità culturale e linguistica è oggetto di studio ricerca e promozione del "Cenacolo Eleatico ". Ecco perché L'Associazione ha ritenuto di approndire la conoscenza di questa parte di Lucania attraverso le pagine del diario del Ramage. L'autore si rivela un attento osservatore dei luoghi , dei costumi e della lingua, offrendo riflessioni sulla condizione della popolazione e sul delicato momento storico che sarebbe sfociato nei moti del 1828 , ferocemente repressi dal regime borbonico. I Relatori , unanimamente e sagacemente, hanno offerto spunti di riflessione e una lettura delle vicende narrate che andava oltre il testo , ricostruendo un sistema di interessi e relazioni internazionali che l'autore avrebbe potuto conoscere e che sembrano essere suggerite dall'analisi puntuale del clima e degli accadimenti storici e dall'attività di ricerca dei documenti di archivio.
Gli episodi analizzati hanno focalizzato i rapporti del Ramage con alcuni rappresentanti di famiglie cilentane , attenzionate dalla polizia borbonica perché ritenute appartenenti a sette di cospiratori, successivamente imprigionati e uccisi tra cui Teodosio De Dominicis di Ascea. Un viaggio non soltanto compiuto, dunque , per motivi culturali, ma con l'interesse dell'antropologo e dell'osservatore attento alle dinamiche sociali e politiche del tempo .Al centro del racconto anche il paesaggio rurale e la ferocia del clima , le abitudini alimentari e le tradizioni religiose piuttosto che le vestigia antiche. Il paesaggio assolato e i paesi arroccati sono percepiti come un sistema complesso nel sovraccarico di segni e di simboli che il Viaggiatore percepisce distintamente e descrive. Ovviamente oggi ciò che i nostri occhi vedono è il risultato di mutamenti dovuti anche all'azione dell'uomo.
Un momento significativo è stato offerto dalla testimonianza di un discendente del galantuomo Emanuele Galano , reduce della disastrosa campagna di Russia del 1812, ferito nella stessa , che ospitò il Ramage nella sua dimora di San Teodoro in Copersito ,frazione di Torchiara, dimora oggi di proprietà della famiglia Siniscalchi Montereale, produttori di olio e vini , tra i quali il Ramage . Il vino deve il suo nome proprio a Craufurd Tait Ramage, lo studioso e viaggiatore scozzese che nel 1828 compì questo celebre viaggio a piedi nel Cilento. Nelle sue memorie ("Ramage in South Italy"), lodò apertamente la qualità eccellente del vino locale assaggiato in questa zona, definendolo un "vero e proprio nettare".
È toccato a Giuseppe Siniscalchi Montereale raccontare quanto accaduto nella proprietà di San Teodoro mostrando, durante la narrazione, una bottiglia di aglianico 'Ramage'. Prontamente reclamata da Raffaele Riccio .
Durante la serata il 'Cenacolo Eleatico ' ha ricordato la figura dell'avv. BRUNO DI PIETRO, napoletano , poeta recentemente scomparso , la cui opera si distingue per un profondo legame con il pensiero mediterraneo ed eleatico.