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Una notizia terribile scuote il mondo del cinema: ci ha lasciati James Handy, storico e stimato caratterista hollywoodia...
05/06/2026

Una notizia terribile scuote il mondo del cinema: ci ha lasciati James Handy, storico e stimato caratterista hollywoodiano, scomparso tragicamente all'età di 91 anni.

Una fine violenta e ingiusta per un uomo che ha attraversato decenni di storia dell'intrattenimento, spentosi lo scorso 3 giugno nella sua casa di Los Angeles, vittima di un'aggressione brutale avvenuta proprio nel giardino della sua abitazione.

Nato a New York nel 1945, Handy era uno di quei volti familiari che tutti abbiamo incrociato almeno una volta sullo schermo. Una carriera immensa, la sua, passata a dare solidità a tantissime produzioni di culto.

Se in televisione lo ricordiamo in serie intramontabili come La signora in giallo, X-Files, E.R. - Medici in prima linea e Beverly Hills, 90210, il grande schermo lo ha visto muoversi con classe tra generi completamente diversi.

Ha preso parte a film indimenticabili come Il verdetto, l'horror cult Aracnofobia, il fantastico Jumanji e il cinecomic Unbreakable - Il predestinato, fino ad arrivare al recente e straordinario successo di Top Gun: Maverick nel 2022, che ha segnato la sua ultima apparizione cinematografica.


Christopher Nolan con The Odyssey ha già conquistato un record ancor prima di uscire in salaChristopher Nolan è pronto a...
05/06/2026

Christopher Nolan con The Odyssey ha già conquistato un record ancor prima di uscire in sala

Christopher Nolan è pronto a riscrivere la storia del cinema e questa volta lo fa sfidando direttamente il mito. Il suo prossimo, attesissimo kolossal, Odissea, sta già facendo tremare Hollywood abbattendo un record clamoroso: con un budget mastodontico stimato tra i 250 e i 300 milioni di dollari, si candida infatti a essere il film vietato ai minori più costoso di sempre.

Dimenticate le versioni scolastiche o addolcite a cui siamo abituati, perché Nolan ha deciso di portare sul grande schermo l'epopea di Omero in tutta la sua brutale, sensuale e oscura fedeltà. La pellicola ha infatti ottenuto la classificazione R negli Stati Uniti, un divieto ai minori che permetterà al regista di non fare sconti sulla ferocia del testo originale, dalle mutilazioni nella grotta di Polifemo alle passioni viscerali con Circe e Calipso, fino alla spietata vendetta finale di Ulisse.

Universal Pictures ha dimostrato una fiducia cieca nel regista, finanziando un'opera imponente che durerà ben 2 ore e 52 minuti; del resto, comprimere il viaggio di Ulisse in un minutaggio ridotto sarebbe stato come cercare di rinchiudere il mare dentro una bottiglia.

A rendere tutto ancora più straordinario ci penserà un cast stellare che unisce icone del cinema e idoli della cultura pop, tra cui spiccano Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Robert Pattinson, Charlize Theron e persino Travis Scott.

Dopo averci sconvolto con la corsa all'atomo di Oppenheimer, Nolan alza di nuovo la posta in gioco e si prepara a navigare tra mostri, divinità e tempeste senza alcuna intenzione di ammainare le vele.



All'inizio della sua carriera, Hollywood cercava le solite bellezze da copertina, ma Meryl Streep ha risposto con qualco...
05/06/2026

All'inizio della sua carriera, Hollywood cercava le solite bellezze da copertina, ma Meryl Streep ha risposto con qualcosa di infinitamente più potente: una bellezza non convenzionale, magnetica e fiera della propria unicità.

Con quel profilo aristocratico e uno sguardo capace di sprigionare una versatilità emotiva fuori dal comune, Meryl ha scardinato i vecchi canoni estetici. Il tutto accompagnato da una capacità quasi magica nel dominare qualsiasi accento o sfumatura psicologica, ha costruito una carriera leggendaria che attraversa i decenni.

Detiene il record assoluto nella storia del cinema per il maggior numero di candidature ai Premi Oscar, con ben 3 statuette vinte per le sue interpretazioni indimenticabili.

La sua più grande vittoria, però, è stata quella di aver cambiato le regole del gioco. Con la sua dedizione totale e quel carisma così unico, ha ispirato intere generazioni di interpreti e plasmato il cinema contemporaneo.



Ci sono interpretazioni capaci di superare le leggi dello spazio e del tempo sullo schermo, e quella di Anthony Hopkins ...
05/06/2026

Ci sono interpretazioni capaci di superare le leggi dello spazio e del tempo sullo schermo, e quella di Anthony Hopkins nei panni di Hannibal Lecter ne Il silenzio degli innocenti ne è la prova assoluta.

In un film che dura complessivamente 118 minuti, il premio Oscar Hopkins compare in totale per soli 25 minuti. Trascorre quasi tutto quel tempo immobile, rinchiuso dietro il vetro di una cella di massima sicurezza. Eppure, se chiudiamo gli occhi e pensiamo a quella pellicola, il primo volto che ci viene in mente è indiscutibilmente il suo.

Il segreto di questo prodigio non sta solo nella sua straordinaria recitazione, ma in un paradosso psicologico micidiale: è proprio la sua assenza visiva a renderlo ancora più terrificante e pericoloso.

Quando Lecter non è inquadrato, il film non smette di parlare di lui. La nostra mente, stimolata dall'angoscia dei protagonisti, continua inconsciamente a "costruirlo", a immaginarne le mosse, a percepirne la minaccia costante nell'ombra. Jonathan Demme trasforma il cannibale in uno stato mentale: non abbiamo bisogno di vederlo per sapere che è lì, a manipolare i fili della storia.

Hopkins ha dimostrato che la vera mostruosità al cinema non ha bisogno di sovraesposizione o di inseguimenti mozzafiato. Bastano uno sguardo che non batte mai le ciglia, una voce calma e tagliente come un bisturi e il potere dell'immaginazione dello spettatore.

La dimostrazione perfetta che, a volte, l'ombra proiettata da un personaggio sa essere molto più grande e spaventosa del personaggio stesso.




Poi mi chiedono perché preferisco questi film, con questi interpreti... l'intensità di questo momento basta per spiegare...
05/06/2026

Poi mi chiedono perché preferisco questi film, con questi interpreti... l'intensità di questo momento basta per spiegare tutto. Nel primo commento ho inserito anche il video per chi volesse ricordare in modo completo.

In questo capolavoro del 1962, Michelangelo Antonioni affida a due icone assolute come Monica Vitti (Vittoria) e Alain Delon (Piero) il compito di dare corpo a un amore che cerca disperatamente di nascere, ma che sembra già stanco in partenza.

Vittoria porta sullo schermo una malinconia magnetica, lo sguardo di chi cerca un contatto autentico ma si scontra continuamente con il vuoto di una modernità distaccata.

Piero, al contrario, è travolto dalla frenesia cinica del suo lavoro alla Borsa, un vortice di soldi e scadenze che usa come scudo per non guardarsi dentro.

Quando i loro mondi si incrociano, nasce una passione bellissima eppure sospesa, fatta di baci rubati dietro un vetro e di abbracci che sembrano quasi trattenere un addio.




Se avete visto Kill Bill, è praticamente impossibile che non vi sia rimasto in testa quel fischio ipnotico, sinistro e t...
05/06/2026

Se avete visto Kill Bill, è praticamente impossibile che non vi sia rimasto in testa quel fischio ipnotico, sinistro e tremendamente cool che accompagna la spietata Elle Driver (Daryl Hannah) nei corridoi dell'ospedale.

Come per ogni capolavoro di Quentin Tarantino, nulla è lasciato al caso. Quella melodia non è un brano originale, ma l'ennesimo, geniale omaggio al cinema del passato. Il celebre fischio proviene infatti direttamente da un thriller psicologico britannico del 1968 intitolato I nervi a pezzi (Twisted Nerve), diretto da Roy Boulting.

Nella pellicola originale, il motivo musicale — composto dal maestro Bernard Herrmann, lo stesso autore della leggendaria colonna sonora di Psycho — veniva fischiato dal protagonista, un ragazzo con gravi disturbi psichici. Tarantino, da immenso cultore del cinema quale è, ha preso quel tema così inquietante e lo ha trasformato in un marchio di fabbrica indimenticabile per una delle sue villain più iconiche.



Ci sono storie che il cinema accenna soltanto, ma che la vita scrive fino in fondo con una poesia straziante. Quella de ...
05/06/2026

Ci sono storie che il cinema accenna soltanto, ma che la vita scrive fino in fondo con una poesia straziante. Quella de Il Postino è una di queste.

Massimo Troisi sapeva che il suo cuore era stanco, fragile, malato. I medici gli avevano detto chiaramente che doveva fermarsi, che era necessaria con urgenza una nuova e delicatissima operazione al cuore.

Ma Massimo rispose di no. C’era quel film da fare, una storia d’amore e di poesia che sentiva sua fino nell’anima. Decise di rimandare l'intervento, dicendo che quel film voleva farlo "con il suo cuore".

Per permettergli di portare a termine l'opera senza sforzi fatali, la produzione trovò Gerardo Ferrara, un giovane che gli somigliava in modo impressionante.

Gerardo divenne la sua controfigura, l'uomo che pedalava al posto suo nei campi lunghi per non affaticare quel cuore ridotto allo stremo.

Sul set, tra i due non nacque un semplice rapporto di lavoro, ma un’amicizia pura, fatta di sguardi, di gratitudine e di silenzi protettivi.

L'ultimo ciak fu battuto il 3 giugno del 1994. Massimo, stremato ma felice, salutò la troupe. Poche ore dopo, nel sonno, quel cuore che aveva dato tutto si fermò per sempre.

Aveva resistito esattamente il tempo necessario per regalare al mondo il suo capolavoro.

Durante le riprese, la moglie di Gerardo scoprì di essere incinta. Massimo sul set ci scherzava sempre, dicendo che se fosse stato un maschio avrebbero dovuto chiamarlo "Pablito", come il figlio del postino nel film.

Ma quando quel bambino nacque, pochi mesi dopo la tragica scomparsa dell'attore, Gerardo e sua moglie non ebbero dubbi. Lo chiamarono Massimo.



Dietro le luci scintillanti dei ruggenti anni Venti e il successo della prima, vera "It Girl" della storia del cinema, s...
05/06/2026

Dietro le luci scintillanti dei ruggenti anni Venti e il successo della prima, vera "It Girl" della storia del cinema, si nascondeva una realtà drammatica e profondamente toccante.

Clara Bow è stata il simbolo assoluto di un'epoca: con le sue interpretazioni iperattive e fieramente indipendenti sul grande schermo, ha rappresentato il modello della donna moderna per milioni di giovani flapper in tutto il mondo. Eppure, lontano dai riflettori, la sua vita privata è stata segnata da traumi spaventosi e gravi problemi di salute mentale ereditari.

L'episodio più agghiacciante risale alla sua adolescenza: quando Clara annunciò alla madre il sogno di voler entrare nell'industria cinematografica, quest'ultima, colta da una crisi, tentò tragicamente di tagliarle la gola. Un trauma infantile devastante che le lasciò cicatrici emotive permanenti per il resto dei suoi giorni.

Nonostante un successo monumentale al botteghino, Hollywood non si dimostrò un ambiente sicuro per lei. La copertura mediatica dei tabloid dell'epoca divenne sempre più invadente, tossica e spietata nei confronti della sua vita privata, finché la pressione non scatenò in lei un grave esaurimento nervoso. Distrutta da quel tritacarne mediatico, Clara Bow prese la decisione più drastica e coraggiosa: abbandonare per sempre il cinema e Hollywood, per ritrovare la propria libertà lontano da un mondo che l'aveva consumata.


Il 5 giugno 1998 arrivava nelle sale americane un capolavoro assoluto che avrebbe anticipato il futuro in modo quasi pro...
05/06/2026

Il 5 giugno 1998 arrivava nelle sale americane un capolavoro assoluto che avrebbe anticipato il futuro in modo quasi profetico: The Truman Show.

Diretto da Peter Weir e interpretato da un immenso Jim Carrey, affiancato da Laura Linney e Ed Harris, il film racconta la vita di Truman Burbank, un uomo ignaro di essere il protagonista assoluto del reality show più seguito del pianeta, all'interno di una gigantesca città-set dove tutto è finto, tranne lui.

Questo film non è stato solo un trionfo di critica e pubblico, ma ha rappresentato la definitiva consacrazione drammatica di Jim Carrey, capace di spogliarsi della sua celebre maschera comica per regalare un'interpretazione straziante, poetica e profondamente umana. A distanza di quasi trent'anni, la sua spietata satira sulla voyeurismo televisivo e sulla perdita della privacy risulta incredibilmente attuale, anticipando l'era dei social media e della spettacolarizzazione della vita quotidiana.




Compie gli anni oggi Mark Wahlberg. Nato a Boston il 5 giugno 1971, la sua carriera vanta un percorso decisamente insoli...
05/06/2026

Compie gli anni oggi Mark Wahlberg. Nato a Boston il 5 giugno 1971, la sua carriera vanta un percorso decisamente insolito a Hollywood. Prima di affermarsi sul grande schermo, nei primi anni '90 era infatti un idolo hip-hop molto popolare, alla guida dei Marky Mark and the Funky Bunch.

Il cinema ha poi ridefinito la sua strada, rivelando un talento solido e una notevole versatilità. Dalla sua interpretazione nel cult Boogie Nights di Paul Thomas Anderson, fino alla bellissima performance in The Departed di Martin Scorsese — che gli è valsa una candidatura agli Oscar® —, Wahlberg ha dimostrato di sapersi destreggiare molto bene tra il cinema d'autore e i grandi blockbuster d'azione, mantenendo sempre quel carisma ruvido e diretto ereditato dalle sue origini di Boston.


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