27/04/2026
"Non voglio che alcuna donna, in futuro, viva da disonorata adducendo il precedente di Lucrezia"
La vicenda di Lucrezia risale al 509 a.C. e la menzione più antica è riportata nel "De re publica" di Cicerone. Anche lo storico Tito Livio raccontò narra la vicenda: Sesto, figlio del re Tarquinio il Superbo, si accese di desiderio per la moglie dell'ufficiale Collatino, con cui era imparentato. Lucrezia era bella, virtuosa, amabile e casta, sicché Sesto Tarquinio, attratto dal fascino della matrona, decise di recarsi a casa di Collatino, a sua insaputa. La donna lo accolse, trattandolo con ospitalità, poiché era il figlio del re.
Nel cuore della notte, Sesto entrò nella stanza di Lucrezia e cercò di convincerla a concedersi. Sola, la giovane donna tentò di opporsi, finché Sesto non la minacciò. Lucrezia cedette alla violenza, ma il giorno dopo mandò a chiamare il padre, il marito e l'amico Bruto, per raccontare l'accaduto, rivendicare la propria innocenza e consegnare il colpevole alla loro vendetta. Nonostante i suoi familiari avessero creduto all'accaduto e l'avessero scagionata da ogni colpa, Lucrezia decise di suicidarsi con un pugnale, dopo aver pronunciato le sue ultime parole: "Non voglio che alcuna donna, in futuro, viva da disonorata adducendo il precedente di Lucrezia". Il suo ca****re fu esposto nel Foro del borgo dove aveva vissuto e da quel momento ebbe inizio la rivolta della famiglia e degli amici di Lucrezia contro i Tarquini, sancendo la nascita della Res publica.
La storia di Lucrezia influenzò molti artisti come, Orazio, Giovenale, Agostino, William Shakespeare, il quale scrisse il poemetto "The R**e of Lucrece" nel 1594. In pittura, oltre Paolo Veronese, Artemisia Gentileschi, anch'ella vittima di stupro, mise su tela le sue emozioni.
(Tratto da un post di Giuseppe Abbatecola)
(Sotto, la "Lucrezia" di Artemisia Gentileschi, olio su tela del 1640-45, battuto all'asta a Vienna nel 2018 per 1.885.000€, una delle cifre più alte mai spese per un quadro dipinto da una donna.)