Arte a Roma e dintorni

Arte a Roma e dintorni Curiosità su Roma e sull'arte e visite guidate per gruppi, scuole, famiglie e singoli. Partecipa con me alle fantastiche iniziative culturali di Roma!

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Ecco chi è lei!Al di là della locandina una storia d'amore, di sogni, di attese che l'arte fa ancora percepire donandoci...
15/03/2026

Ecco chi è lei!
Al di là della locandina una storia d'amore, di sogni, di attese che l'arte fa ancora percepire donandoci emozione.

"Nel parco" Amedeo Bocchi 1919
In mostra alla Gam di Roma fino all'11 ottobre 2026.

La sera del venerdì il corpo di Cristo è deposto dalla croce e, prima di essere sepolto, è cullato amorevolmente dalla m...
19/04/2025

La sera del venerdì il corpo di Cristo è deposto dalla croce e, prima di essere sepolto, è cullato amorevolmente dalla madre per l'ultima volta come fu al momento della nascita...

Questo è un passo che non esiste nei Vangeli ma, nel raccontare la vita di Gesù per immagini, gli artisti hanno presto immaginato il dolore di Maria, madre destinata sin dal concepimento a perdere il figlio per “la causa” della salvezza umana.

Pur essendo un tema nato nel centro Europa in epoca medievale, è il Rinascimento italiano che cristallizza per sempre il dolore della Madre per la perdita del Figlio attraverso l'iconografia della “Pietà”.

La Pietà, scolpita o dipinta che sia, è l’immagine più indicata a ricordare la sofferenza della Passione di Cristo e innescare il sentimento di partecipazione a quel dolore come fosse il nostro.

L’opera che voglio condividere in questa vigilia pasquale non è una Pietà tradizionale, non è il dolore di Maria, non è il corpo esangue di Gesù, non è la Pietà di Michelangelo…. eppure a me sembra sia tutto questo.
Vedo la Pietà sacra di Michelangelo riflessa nella Pietà laica di Jago che urla il dramma contemporaneo del sacrificio di tanti figli e il dolore incommensurabile di altrettanti padri.

Jacopo Cardillo in arte Jago è intriso di cultura classica e ispirato dalla ricchissima tradizione artistica così, se la Pietà di Michelangelo mi commuove e mi emoziona come fosse nata per ispirazione divina, di fronte la Pietà contemporanea di Jago, altrettanto commossa ed emozionata penso che... se gli errori non sanno insegnare non può esserci Resurrezione che possa consolare…










06/01/2025
Siete pronti a trascorrere la notte più chiassosa e festaiola dell'anno? Mancano ormai poche ore e sarà la   ! Chi era c...
31/12/2024

Siete pronti a trascorrere la notte più chiassosa e festaiola dell'anno? Mancano ormai poche ore e sarà la !

Chi era costui e perché lo festeggiamo l’ultimo giorno dell'anno?

Silvestro muore il 31 dicembre 334, ma è quel che ha fatto in vita che ha dell'incredibile, l'aver guidato la Chiesa occidentale dalla clandestinità alla libertà!

Vive all’epoca dell’imperatore Costantino e gli si attribuiscono una serie di miracoli che inducono l’imperatore a conferirgli il potere temporale.

A Roma, un oratorio ornato nel XIII secolo racconta per immagini gli episodi salienti della sua vita, è l'Oratorio di San Silvestro.

Silvestro, fuggito da Roma per sfuggire alle persecuzioni, viene richiamato per provare a guarire l’imperatore colpito dalla lebbra.
Fig.1 Nel mostrare l’icona dei santi Pietro e Paolo, l’imperatore, cosparso di piaghe, guarisce istantaneamente!
Fig.2 Silvestro lo battezza e,
Fig.3 in segno di riconoscenza, riceve dall’imperatore i simboli del potere, la tiara e il sinichio rimasti in uso fino all’epoca di Paolo VI.

Questi meravigliosi affreschi portano a Roma l’arte bizantina con le tipiche figure allungate, dagli occhi grandi e espressivi. Sullo sfondo è una città monumentale, raccontata in maniera un po' ingenua ma di meraviglioso effetto. I colori poi sono così vivaci da sembrarmi più belli e luminosi di un fuoco d’artificio a Capodanno!

Auguri a tutti!






Nella notte di tanto tanto tempo fa nacque un bimbo in circostanze per noi inconsuete. Tempo dopo un uomo in fuga ritras...
25/12/2024

Nella notte di tanto tanto tempo fa nacque un bimbo in circostanze per noi inconsuete.
Tempo dopo un uomo in fuga ritrasse quel momento in maniera davvero poetica.

Lui è Michelangelo Merisi in arte Caravaggio, l’opera è la “Natività” di Messina capace di emozionarmi per la sua essenzialità e semplicità.

Ispirandosi al racconto di San Luca, l’artista immagina una scena umile, una stalla dove la giovane Maria colta dalle doglie, dà alla luce il suo bimbo e ora, provata dal viaggio e dal parto, ha forza solo per stringere a sé il suo bebè assumendo una posizione inconsueta e del tutto priva di sacralità.

Adagiata a terra Maria disegna una diagonale che porta la mia attenzione verso il piccolo Gesù vero protagonista dell'opera. Quel fagottino è una fonte di luce così intensa da rischiarare la notte ordinaria rendendola, ai più, una notte unica.
La luce “formante” del Caravaggio libera dalle tenebre i protagonisti del racconto: la mamma amorevole, i pastori curiosi e il papà tanto saggio quanto santo da distinguersi per la sottile aureola che ha sulla testa.

Dal fondo immerso nell'ombra emergono a fatica il bue e l’asinello ricordandomi il luogo umile ove nacque Gesù, così come la cesta in primo piano con gli attrezzi da falegname e un tozzo di pane confermano la semplicità di una nuova vita che inizia…un miracolo ogni volta.
Buon Natale 🌟







Un pullulare di tegole, terrazzi fioriti, cupole ovunque e poi il blu!
21/09/2024

Un pullulare di tegole, terrazzi fioriti, cupole ovunque e poi il blu!

Oggi   vi parlo di un capolavoro meraviglioso, la decorazione della cupola del duomo di Parma che ha molto a che fare co...
15/08/2024

Oggi vi parlo di un capolavoro meraviglioso, la decorazione della cupola del duomo di Parma che ha molto a che fare con la festa di oggi!
L’ho vista un anno fa e la sua meraviglia è sempre impressa nei miei occhi.
Percorro la navata e, raggiunto l'altare, mi accorgo delle tante figure in volo sopra di me. Penso sia la visione del Paradiso ma non è semplicemente questo…sto assistendo all’ “Assunzione al cielo della Vergine Maria”.
È un vortice di nubi tra le quali appare l’intera schiera degli Angeli e dei Santi che sospinge la figura di Maria Vergine dal corpo incorrotto e sfolgorante di una bellezza eterna.
Siamo nel 1530, nel pieno del Rinascimento eppure Antonio Allegri, in arte Correggio, si esprime come un esperto regista del Barocco.
Una soluzione tradizionale avrebbe inserito il sepolcro vuoto e gli apostoli disposti intorno, assistenti esterrefatti al miracolo; tutto sarebbe stato raccontato con dovizia di particolari senza nulla lasciare all'immaginazione.
Ma qui a Parma il Correggio dilata lo spazio chiamando anche me sul palcoscenico.
L’altare è il sepolcro che manca nel dipinto e io, lì accanto, alzo gli occhi unendomi agli apostoli nella contemplazione estasiata di un vero .

Conoscevi questa cupola? Hai in mente altre versioni dello stesso soggetto che ti fanno emozionare?






Quanti di noi stanotte punteranno gli occhi al cielo sperando di avvistare le stelle cadenti? Quanti poi, guardando le s...
10/08/2024

Quanti di noi stanotte punteranno gli occhi al cielo sperando di avvistare le stelle cadenti?
Quanti poi, guardando le stelle, avranno l’illusione di vedere “La notte stellata”... lo stesso cielo di Saint Rémi alle prime luci dell'alba immortalato da Van Gogh nel 1889.
Vincent è ricoverato in sanatorio, gli è vietato uscire ma gli è concesso usare i colori e allora libera l’anima in un cielo notturno costellato di luci.
Gli occhi s’impigliano nei vortici di colore sperando di restare sospesi il più a lungo possibile.
L’astrofisica si è scomodata per collocare questo cielo nella giusta notte: 25 maggio 1889, la luna è al suo primo quarto e Venere, stella del mattino, dal centro del quadro preannuncia l’arrivo dell’alba.
…E a me piace immaginare Vincent guardare il cielo in una notte fra tante, combattere i demoni e rinascere...come dalle tenebre fa il giorno.





Prima domenica d’agosto,   e io di turno alla Gam! Qui il climatizzatore è impostato sui 23° ma l’opera di punta esposta...
04/08/2024

Prima domenica d’agosto, e io di turno alla Gam!
Qui il climatizzatore è impostato sui 23° ma l’opera di punta esposta nella prima sala, con i suoi colori roventi e visionari, basta da sola a “incendiare” tutto il museo!!!

“Il Cardinale Decano” di Scipione è sì un ritratto ma anche l’espressione del delicato momento politico che lo ha visto nascere.

Più lo guardo e più ne resto affascinata…La notte romana avvolta nel silenzio e la potenza dei monumenti che sembrano avere il dono dell’eternità, mi fanno precipitare in una dimensione surreale e misteriosa, silenziosa e angosciosa al contempo.

Il personaggio ritratto è Vincenzo Vannutelli cardinale integerrimo, che agli occhi di Scipione diventa il simbolo della Fede incorruttibile e della forza del Clero all’alba della revisione degli accordi tra Stato e Chiesa.

Scipione guarda la ritrattistica rinascimentale e va oltre, ponendo enfasi nelle mani esageratamente ossute rivestite di una pelle che si colora di una trama di rughe ove saldo è l’anello cardinalizio con il grande rubino tenuto da un castone d’oro simboli di Amore e di Grazia oltre la Passione.

La cupola in controluce e il volto del cardinale in piena luce dialogano perfettamente senza che uno prevalga sull’altra: il volto di lui segnato dal tempo e la cupola di lei sospesa fuori dal tempo già accolta nell’eternità.
Dall’ombra emergono 2 oggetti più grandi del vero, la chiave che sa aprire la porta dei Cieli e il dado che sa essere stabile sulla Terra.
Trovo una relazione tra la cupola tendente alla sfera, simbolo di perfezione divina e il dado come pietra levigata, simbolo della conoscenza umana e ritengo il Cardinale Vannutelli essere l’anello di congiunzione tra queste 2 potenti realtà, il Divino e l’Umano, in una Roma tinta dei toni della Passione in attesa di una Resurrezione.

Davanti questo quadro l'emozione ha il colore delle fiamme e anche voi la potete "accendere" visitando la Gam!











Non aspettare il fine settimana, questa mostra inaugura giovedì!Perché non te la devi perdere?1) Perché ti piace la foto...
03/07/2024

Non aspettare il fine settimana, questa mostra inaugura giovedì!

Perché non te la devi perdere?

1) Perché ti piace la fotografia e non ti perdi nessun evento sull'argomento!

2) Perché ti piace posare gli occhi su realtà dalle svariate interpretazioni!

3) Perché l'evento è a Trastevere e la vivacità del rione è una spinta perfetta ad entrare!

4) Perché ci sono io e tu non sapevi che sono una fotografa!!!

🤩🤩🤩

Perché aspettare il fine settimana??Arte a Roma e dintorni pensa anche al lunedì!Lunedì 22 aprile andiamo a scoprire il ...
19/04/2024

Perché aspettare il fine settimana??

Arte a Roma e dintorni pensa anche al lunedì!

Lunedì 22 aprile andiamo a scoprire il quartiere Coppedé.

Prenota subito il tuo posto, l’adesione è obbligatoria ai contatti in locandina.

Prima del sorgere del sole il corpo di Cristo fu deposto nel sepolcro avvolto in fasce di lino. Il ricco Giuseppe d’Arim...
30/03/2024

Prima del sorgere del sole il corpo di Cristo fu deposto nel sepolcro avvolto in fasce di lino. Il ricco Giuseppe d’Arimatea aveva ottenuto una degna sepoltura, il rispettoso Nicodemo procurato gli oli per purificare il corpo e tre pie donne assistettero coinvolte.

C’è tutto questo nella prima immagine che ho pubblicato…Oppure no!

È la domanda che nasce quando si è di fronte a un'opera dei Miaz Brothers.

Renato e Roberto Miaz, attraverso la loro arte, innescano il dubbio su ciò che vediamo, sulla realtà che viviamo, la società in cui siamo… Il “fuori fuoco” è la loro proposta, la scelta che mette in discussione ciò che è perfettamente a fuoco e si manifesta come verità assoluta.

Invece la realtà è opzionale, sembrano dirci i fratelli Miaz.

“Reality optional” è il titolo della mostra che propone un dialogo tra le opere dei Miaz Brothers e i grandi maestri dell’arte, la mostra ora allestita nelle sale della GAM di Roma.

Se poi nell’immagine fuori fuoco sembra di vedere l’opera di un grande maestro del passato, è grazie alla memoria visiva, bagaglio culturale e esperienze pregresse che inducono a completare l’immagine restituendoci la "Deposizione" del Caravaggio.

Così io vedo Cristo con un corpo reale, scorrendo con gli occhi la sua epidermide percepisco ogni fascia muscolare e le vene ancora gonfie di linfa vitale.
Vedo un corpo potente che allude alla Resurrezione e Nicodemo, stabile sulle sue gambe, lo sostiene con attenzione.
Tutte le figure esprimono un intimo dolore, le riconosco attraverso il ricordo, ne sento la disperazione che emerge dalla notte che sta per finire.
Poi gli occhi di Nicodemo puntano i miei, sembra volermi chiedere il perché di tanta ferocia e io avverto il disagio di non avere risposta alcuna.

La luce “disgregante” dei Miaz, come la luce “formante” di Caravaggio, crea uno shock visivo, innesca il ragionamento, induce a cercare la verità delle cose e io ne sono rimasta colpita ancora una volta riconoscendo all’Arte la qualità indiscussa di dare Emozione.










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