30/10/2025
La Finestra di Novembre 🍁
C’era, in una vecchia casa ai margini del bosco, una finestra che sembrava fatta per custodire la quiete dei giorni d’attesa. Ogni anno, quando ottobre si congedava e l’aria portava il profumo umido delle foglie cadute, la signora del luogo una donna discreta e gentile vi sistemava i suoi libri più amati, quelli che parlavano di stagioni passate e di antiche leggende.
Sul davanzale di legno, accanto a una tazza fumante di tè e miele, si posavano foglie color rame e oro. Alcune entravano spinte dal vento, come messaggere del bosco, pare che sussurrassero parole d’un tempo lontano, promesse di racconti che novembre avrebbe portato con sé.
La donna sapeva che in quei giorni sospesi, tra l’ultimo respiro d’autunno e il primo annuncio d’inverno, il mondo tratteneva il fiato. Era il tempo delle storie lente, dei ricordi che bussano piano al cuore.
Si diceva che quella finestra fosse magica. Chi vi si sedeva accanto, riusciva a sentire il respiro della terra: le querce che si preparavano al sonno, il ruscello che cantava piano sotto il velo della nebbia, e il fruscio delle foglie che salutavano la luce corta del giorno.
Una sera, mentre la nebbia saliva dal bosco come un sogno, la donna trovò tra le pagine di un vecchio libro un segnalibro che non ricordava d’aver mai visto: una foglia perfettamente conservata, d’oro e rame. Sopra vi era scritto, con calligrafia sottile:
“Ogni novembre porta un silenzio da ascoltare. Sta a te aprire la finestra e capirne la voce.”
Da allora, ogni anno, quando l’autunno sfuma e il mondo si fa più lento, la donna accende una candela, apre un libro e lascia che novembre le parli.
E ancora oggi, se passi davanti a quella casa nelle sere fredde, puoi vedere una tenue luce filtrare dai vetri e sentire, tra le foglie che cadono, il sussurro di un racconto che non vuole essere dimenticato. 🍁 🍁