03/06/2026
Perché raccontiamo storie?
La risposta più semplice è: per intrattenere.
Quella più antica probabilmente, è: per sopravvivere.
Prima della psicologia, della pedagogia e persino della scrittura, gli esseri umani hanno costruito fiabe, mostri, eroi e creature immaginarie per dare una forma a ciò che non riuscivano a spiegare.
La paura.
Il desiderio.
Il trauma.
La speranza.
Forse è per questo che continuiamo a raccontarci storie ancora oggi.
Nel progetto editoriale Future C(o)ulture stiamo esplorando proprio questo spazio di confine, dove psicologia, storytelling, gioco e costruzione dell'identità smettono di essere discipline separate e diventano un unico linguaggio capace di aiutarci a comprendere chi siamo, cosa temiamo e cosa potremmo diventare.
Le fiabe, gli Alieni e i mostri non sono soltanto personaggi della fantasia.
Sono strumenti culturali.
Sono tecnologie emotive.
Sono parti di noi che cercano una lingua per raccontarsi.
Nel quarto capitolo l’autore Sarah Ehrman dona una struttura teorica a questa intuizione, costruendo un ponte tra immaginazione, educazione e crescita.
Perché forse ogni storia è un tentativo di immaginare un futuro diverso.
E forse ogni Alieno è il nome che diamo a ciò che non riusciamo più a comprendere di noi stessi.
Le storie servono a intrattenere ma anche a sopravvivere.