13/12/2024
Il colle che cambia colore.
Il Gianicolo nel corso dei millenni ha cambiato colore, nato come luogo di confine tra Etruschi e Romani, era sacro a Giano (Ianum), dio dei passaggi, degli inizi, non è un caso che era suo il primo mese dell’anno e delle porte (ianua), infatti, quando le porte del suo tempio eran chiuse, Roma era in pace ! Fatto rarissimo nella storia di Roma !
Il Gianicolo diventa completamente romano nel 396 a. C., dopo la presa e la distruzione di Veio
continua ad essere poco abitato, ma viene sfruttato per il tufo e, in epoca cristiana, sarà attraversato
da catacombe.
Nel Medioevo nominare Giano non era ben visto e pian piano il colle cambia nome e diventa Mons Aureus o, più prosaicamente, Montoro e comincia a diffondersi la storia (falsa), che qui era stato martirizzato Pietro.
Mi dispiace deludervi, non c’è l’oro sul Gianicolo, è inutile che cominciate a scavare. L’oro del nome deriva dal colore degli strati di sedimenti che lo contraddistinguono.
Passa il tempo e viene punteggiato qua e là da ville rinascimentali e barocche, immerse tra campi, orti e vigneti. Tranquilli luoghi di delizie, tranne che durante il Sacco di Roma nel 1527 e i sanguinosi fatti che videro la caduta della Repubblica Romana nel 1949.
La pace del luogo inizierà a svanire a partire dal 1909, quando un nuovo piano regolatore prevede la costruzione di un quartiere di villini con giardino….nasce Monteverde.
Un paese all’inizio, più che un quartiere, che ha visto tra gli abitanti il mitico Escher, che ne amava la calma idilliaca e che diventerà un quartiere di intellettuali a partire dagli anni ‘50. Pasolini, Caproni, Gadda, Gianni Rodari ne hanno percorso e raccontato le strade.
In epoca più recente continua ad essere amato dagli artisti, pare fosse facile incontrarvi Verdone, De Gregori, Nanni Moretti e… i Maneskin !