08/03/2026
A Febbraio sono andata a vedere la mostra di Margaret Bourke-White a Reggio Emilia, ai Chiostri di San Pietro, luogo che mi ha affascinato da subito, scoperto qualche anno fa durante Fotografia Europea.
Si approciò per la prima volta alla fotografia, durante gli anni del college, frequentando dei corsi, ma la sua carriera professionale iniziò nel 1927: iniziò con fotografie industriali, ma qualche anno dopo conobbe Henry Luce, caporedattore di Time, che le propose di trasferirsi a New York per collaborare ad una nuova rivista illustrata, “Fortune”.
Negli anni a seguire, pubblicò un libro, aprì un suo studio, e nel 1936 la rivista “Life”, per la sua prima uscita utilizzò una sua foto per la copertina, e da qui iniziò la sua collaborazione con la rivista, e documentò la Seconda Guerra Mondiale, l’assedio di Mosca, la guerra in Corea: si dedicherà al fotogiornalismo per gran parte della sua carriera.
Nel 1943 fu la prima donna ad accompagnare i caccia statunitensi che bombardavano e fotografò quello che fu uno dei più violenti attacchi all’esercito tedesco; ma furono tante le “occasioni” a cui partecipò, che potè documentare.
Ma all’età di 49 anni le diagnosticarono il Parkinson, e qualche anno dopo, quando non fu più in grado di lavorare, si sottopose ad un intervento chirurgico al cervello che fu documentato sui giornali.
Da quel momento ridusse drasticamente l’attività di fotografa e si dedicò alla scrittura: morì dopo una caduta nella sua casa di Darien, all’età di 67 anni.
——————