I Sambene (in sardo āsangueā, per noi sinonimo di passione ed energia) nasce all'inizio del 2015 all'interno dellāArslive Accademia dei cantautori di Recanati, fondata da Lucia Brandoni nel 2012. Il gruppo ĆØ frutto della sinergia fra le varie componenti dellāAccademia stessa. In esso confluiscono, infatti, gli studi di etnomusicologia della fondatrice, Lucia Brandoni (allieva di Roberto Leydi), lāesperienza e la capacitĆ di scrittura del cantautore Marco Sonaglia (compositore, chitarra ritmica, armonica a bocca e voce maschile del gruppo, cantautore con allāattivo due dischi), le interpretazioni raffinate e la vocalitĆ espressiva della cantante Roberta Sforza, la vocalitĆ āpopolareā e grintosa della cantante Veronica Vivani, di origine sarda, e le sonoritĆ folk del fisarmonicista Emanuele Storti. Ne esce un ensemble ricco, nonostante lāuso di soli due strumenti (chitarra e fisarmonica). La direzione musicale di Lucia Brandoni, nonchĆ© i suoi arrangiamenti vocali, assicurano ai Sambene un impatto aderente ai modelli della tradizione folk del centro Italia. Il gruppo, ai suoi esordi, ha cercato di affinare la propria preparazione seguendo alcune lezioni con Riccardo Tesi e suonando in vari live con Francesco Moneti e Franco D'Aniello dei Modena City Ramblers, con i Gang, dai quali hanno fra le altre cose mutuato la passione per il combat folk e lāimpegno politico/civile e con Michele Gazich, divenuto produttore e violinista del primo disco di inediti dei Sambene, āSentieri partigiani. Tra Marche e memoriaā (FonoBisanzio 2018). Nel 2019, ĆØ uscito il disco "I Sambene cantano De AndrĆ©. Di signori distratti, blasfemi e spose bambine".
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Il disco "Sentieri partigiani. Tra Marche e memoria" ĆØ il primo disco di inediti dei Sambene e nasce dall'intento di salvare dall'oblio alcuni personaggi che hanno preso parte a quella luminosa stagione di lotta per la liberazione dell'Italia che ĆØ stata la Resistenza. I Sambene hanno voluto approfondire la storia di donne ed uomini, staffette e partigiani, che hanno combattuto per la libertĆ nelle Marche, in particolare nelle provincie di Ancona e Macerata: dieci canzoni, dieci sentieri per ripercorrere fatti e personaggi della Resistenza marchigiana, senza tralasciare le necessarie connessioni con la più recente storia dāItalia. Ogni brano, dunque, ĆØ una sorta di ānovella formato canzoneā che narra le vicende di un personaggio della Resistenza marchigiana: i Sambene hanno dato voce a Bebi Patrizi, Achille Barilatti, NenĆØ Acciaio, Derna Scandali, Alessandro Sabbatini, Elvio Pigliapoco, Ivan Silvestrini,ā¦
Ospiti ognuno in una delle canzoni del disco, Sandro e Marino Severini dei Gang e Giorgio Montanini. Con āSentieri partigianiā, i Sambene hanno vinto lāedizione 2018 del Premio nazionale Anpi āRenato Benedetto Fabriziā.
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"I Sambene cantano De AndrĆ©. Di signori distratti, blasfemi e spose bambine" ĆØ un disco nato all'interno dellāAccademia dei Cantautori di Recanati, diretta da Lucia Brandoni, ed ĆØ un omaggio ā nel ventennale della sua scomparsa ā al cantautore che più ha influenzato la formazione dellāensemble. Come nel primo album resta intatta la forte cifra folk che ha fin da subito caratterizzato i Sambene: la centralitĆ delle tre voci (Roberta Sforza, Veronica Vivani, Marco Sonaglia) e lāutilizzo di pochi strumenti acustici (la chitarra di Marco Sonaglia, coadiuvata dalla fisarmonica di Emanuele Storti e, per lāoccasione, dal violino di Claudio Merico). Alcuni ospiti impreziosiscono il progetto. Sono Alessandro DāAlessandro allāorganetto e due membri, attuali o passati, dei Modena City Ramblers, Franco DāAniello ai flauti e Lucio Gaetani alle corde. Il disco ĆØ diviso in tre capitoli: il primo dedicato allāamore (āDi signori distrattiā), il secondo alla spiritualitĆ (ādi blasfemiā) ed infine il terzo sulle tematiche socio-politiche (ādi spose bambineā), che sono quelle più care ai Sambene e che tornano anche nella bonus track del cd, dove per lāoccasione il gruppo ĆØ affiancato da un coro di bambine e bambini. Ad orientare la scelta dei brani anche l'ulteriore intento di evidenziare le varie collaborazioni illustri, come quelle con Massimo Bubola e Ivano Fossati, che, nel corso degli anni, hanno arricchito la produzione di De AndrĆ©. Il booklet dell'album ospita una presentazione firmata da Alessio Lega, cantautore e studioso di canzone dāautore, che sottolinea come āOggi dire che De AndrĆ© piace, che ĆØ il proprio artista preferito porta consenso, sicchĆ© dice di amarlo persino chi costruisce carriere e potere su politiche agli antipodi di quella poesia intrisa di passione per la libertĆ e disprezzo del razzismo. Forse per questo si suona De AndrĆ© con arrangiamenti ricchissimi, lo si āvocalizzaā in tutte le salse, ma lo si comprende poco. Resta lƬ, nel museo del bel canto che fuā. Proprio per questo, sottolinea Lega,
ācāĆØ bisogno di tornare a cantare un De AndrĆ© più umano, un De AndrĆ© anarchico, un De AndrĆ© narratoreā. Proprio in questo senso va il lavoro dei Sambene. āIl loro precedente disco - quello dāesordio, il premiato āSentieri partigianiā - era centrato su storie della lotta di liberazione. Questo attuale ā scrive Lega - ne ĆØ una ideale continuazione, perchĆ© attraverso le storie di De AndrĆ© - libertario ed individualista - traccia la geografia di un paesaggio umano che resiste allāinquinamento di ogni ideale collettivo. Se le scelte di arrangiamento, sobrie e cesellate, pongono queste storie in un contesto favolistico, quasi fuori dal tempo, ecco lāintreccio delle voci, il calco di parole che ritrovano
tutta la loro importanza. Più che celebrare lāarte del poeta e del musicista, mi sembra che in questo disco emerga il narratore De AndrĆ©, lāantropologo della libertĆ e dellāirripetibilitĆ dellāesperienza umana. Proprio quello di cui abbiamo più bisognoā. Anche per āI Sambene cantano De AndrĆ©. Di signori distratti, blasfemi e spose bambineā, il gruppo ha realizzato una partecipata campagna crowdfunding su Musicraiser.