23/08/2026
CHIEDO SCUSA
Chiedo scusa al tempo
per tutte le volte che l’ho sprecato
credendo di averne ancora.
Chiedo scusa alla terra
per averla calpestata senza guardarla,
agli alberi per l’ombra ricevuta
senza aver mai detto grazie,
al mare per averlo creduto infinito
solo perché non riuscivo a vederne la fine.
Chiedo scusa alle piccole cose,
quelle che abbiamo chiamato niente
e invece erano quasi tutto.
A una mano che ci cercava,
a una voce che chiedeva ascolto,
a un sorriso incontrato per caso
e lasciato andare senza sapere
che forse non sarebbe tornato.
Chiedo scusa all’amore
per tutte le volte che l’ho complicato,
quando sarebbe bastato restare.
Per le parole trattenute per orgoglio,
per gli abbracci rimandati a domani,
per aver voluto avere ragione
quando avrei potuto avere vicino
la persona che amavo.
Non voglio più cercare
una risposta per ogni cosa.
Forse il senso della vita
non si nasconde nelle grandi verità,
ma in ciò che passa piano
e quasi non fa rumore:
nel profumo del pane,
in una finestra accesa nella notte,
nella pioggia sopra i tetti,
nelle rughe di chi abbiamo amato,
in qualcuno che ci domanda
semplicemente: “Come stai?”
Chiedo scusa al mio corpo
per averne visto i difetti
prima dei miracoli.
Alle mie mani
per non aver contato abbastanza
quante volte hanno accarezzato,
curato, costruito, rialzato.
Chiedo scusa ai miei occhi
per tutte le bellezze
che avevano davanti
mentre io guardavo altrove.
E chiedo scusa a me stessa
per essere stata, qualche volta,
il giudice più severo della mia vita.
Ho imparato tardi
che perdonarsi non significa dimenticare:
significa smettere di portare sulle spalle
ciò che ormai appartiene alla strada percorsa.
Allora, se mi ami,
non promettermi l’eternità.
Promettimi presenza.
Siediti accanto a me
quando non avrò niente da dire.
Stringimi la mano
quando il mondo sembrerà troppo grande.
Ricordami di guardare il cielo
quando avrò gli occhi pieni di terra.
E se un giorno avrò paura,
non dirmi che non devo averne.
Cammina con me.
Perché forse amare
non è salvarsi dalla caduta,
ma trovare qualcuno
che, mentre cadi,
non lascia la tua mano.
Chiedo scusa alla vita
per tutte le volte
che ho aspettato qualcosa di straordinario
senza capire
che lo straordinario stava già accadendo.
Respiravo.
Amavo.
Ero amata.
C’era ancora qualcuno da perdonare,
qualcuno da abbracciare,
qualcosa da imparare,
un’alba da vedere.
Da oggi voglio avere cura
di quello che normalmente non vedo,
di quello che considero scontato,
di chi mi cammina accanto
e perfino di ciò che mi ha fatto male,
perché anche le ferite
mi hanno insegnato dove sono fragile.
Abbi cura di me
quando dimenticherò tutto questo.
Io avrò cura di te.
E soprattutto,
quando arriveranno giorni difficili,
ricordiamoci di avere cura di noi.
Perché siamo soltanto di passaggio,
ma possiamo lasciare amore.
E forse, alla fine,
la vita non ci domanderà
quanto siamo stati importanti.
Ci domanderà soltanto
se, mentre eravamo qui,
ci siamo accorti
di essere vivi.