12/07/2024
IL COMMENTO DEL PROF ILARIO LUPERINI SU
"I murales di Pisanova"
di
Ilario Luperini
In un grigio quartiere, una cascata di colori. Sull’edificio del Circolo Arci Pisanova, che già da tempo anima di luce intensa la vita del quartiere, sono comparsi in organica sequenza quattro murales: opere di Kraita 317, Ninjart, Katone e Nativa, questi gli pseudonimi dei quattro bravi muralisti, tre artisti e un’artista. Luigi Branchitta, con il suo noto acume organizzativo e la sua sensibilità socioculturale, non si è lascIato sfuggire l’occasione del Pisa Murales Contest 2024 e ha suggerito con convinzione il tema su cui ha invitato gli artisti a lavorare: la figura e il pensiero di Tom Benettollo, uno dei più importanti leader del pacifismo italiano, che ancora oggi, a vent’anni dalla sua prematura scomparsa, rappresenta un forte riferimento ideale. Non un mito, ma una forza tuttora trainante. Kraita 317 divide in due settori la parete: una parte bassa in cui, con il linguaggio tipico del muralismo, articola morbide movenze geometriche che seguono un ritmo aureo, in un armonico rapporto tra il giallo e l’azzurro; in alto, invece, appare una massa nera, cifra stilistica a lui consueta, trapassata da un raggio che la scinde: una metafora della necessità di una forza sociale e culturale che penetri con efficacia la “notte scura” (l’espressione iniziale del “Lampadiere” di Benettollo) che stiamo attraversando, quel momento di crisi di valori che contraddistingue la nostra attuale condizione esistenziale. Ampie stesure di colore uniforme contraddistinguono l’imponente figura dell’unicorno che, voltandosi indietro, sorregge una lucente lampada a illuminare il percorso di chi lo segue: “In questa notte scura, qualcuno di noi, nel suo piccolo, è come quei ‘lampadieri’ che, camminando innanzi, tengono la pertica rivolta all’indietro, appoggiata sulla spalla, con il lume in cima. Così, il ‘lampadiere’ vede poco davanti a sé, ma consente ai viaggiatori di camminare più sicuri”. Così Katone interpreta, con la stessa intensità espressiva, questo profondo pensiero di Benettollo. Il suo ritratto, colto nella posizione ormai divenuta un’icona dell’impegno politico pacifista, è l’oggetto dell’opera di Ninjart, un artista livornese formatosi all’Istituto d’Arte pisano (me lo ricordo come un allievo intelligente e vispo, durante la mia presidenza in quella scuola). L’uso appropriato e penetrante degli strumenti dell’alfabeto muralista origina una composizione di notevole impatto comunicativo: il volto di Benettollo ottenuto con un intenso rapporto tra bianco e nero su uno sfavillante scoppiettio di colori, dialoga proficuamente con una delle sue frasi più significative: “Arrendersi al presente è il modo peggiore per costruire il futuro”.
Le opere di Nativa completano il complesso di murales con una figurazione assai articolata sia nelle soluzioni formali, strutturate secondo dinamiche relazioni curvilinee, tese a rappresentare l’intensità delle emozioni e delle parole di Benettollo, sia nel fremito dei colori che rendono pulsanti le figure dipinte (in particolare la forma del cuore, visto nella sua concretezza di organo da cui si sprigionano le emozioni, cioè gli stimoli originari della conoscenza). Una modalità espressiva di sicura originalità, anche considerata nell’ambito dell’ampio e articolato panorama del muralismo.
Insomma, un’operazione – quella del Circolo Arci Pisanova - di notevole valore sia sul piano della socialità, che su quello culturale.