10/06/2026
Poesia inedita “IO SONO RADIOATTIVO”
Il ragazzo biondo in bermuda
con macchina fotografica e grande
obiettivo,
fermato dalla guida turistica
perché sorpreso a fare foto
ai narcos.
L’agenzia paga una percentuale al narcotraffico
e se le foto fossero state pubblicate,
il Comando Vermelho
avrebbe colpevolizzato la guida e
l’agenzia.
Io sono radioattivo
non ti posso toccare.
Così il giovane nordamericano o
svedese,
cercava di spiegarsi in inglese,
all’entrata della favela
vicino ai moto-tassisti.
Gli altri turisti l’hanno abbandonato
al suo destino.
Non c’erano fucili a tracolla o
pistole perché all’entrata della Rocinha
sono proibiti.
Io sono radioattivo,
non ti posso toccare.
Quattro persone attorno a lui,
uno aveva un giubbotto con le imbottiture
per le cartuccere, gli ha chiesto:
- Sei un poliziotto?
La guida turistica mostrava le foto
del cellulare del ragazzo
agli altri,
“Guarda questa…” commentavano,
“Ma questo è pazzo!”.
Deve aver fotografato durante il tour per la favela
oppure si è staccato dal gruppo
e, davanti ai ragazzi che vendono la droga
armati,
non ha resistito alla tentazione di
documentare.
Io sono radioattivo
non ti posso toccare,
ti faccio male.
Più volte, risalendo la Rocinha,
ho pensato di fare foto
alla Boca de Fumo: sul tavolo ampolle di vetro o plastica
e, dentro, cocaina, marjuana, pastiglie.
C’è la fila d’acquirenti.
A guardia, un tizio seduto con mitragliatrice o fucile a tracolla.
Mentre risalivo sono scese tre caprette, belando.
Appartengono a uno dei capi.
Una, con le corna, m’ha spaventato.