19/06/2026
Un’opera alla quale sono molto legato e per la quale oggi mi emoziona la sua presenza presso la Ca****la dell’Incoronata a Palermo, dopo essere stata presso la Fondazione Effetto Arte e in preparazione del suo viaggio verso Barcellona per la Biennala Sp****la:
“Gwenhwyfar’s Cognitive Projection”
Scheda tecnico–narrativa
- Descrizione
In uno spazio cromaticamente diviso e simbolico, la mente si estende oltre il corpo, trasformandosi in dispositivo di visione. Un cervello sospeso, connesso da nervature filiformi a un cuore radicato a terra, genera una proiezione: un cono luminoso che cattura e restituisce un’immagine umana, fragile e distante. La sedia, vuota ma vestita, trattiene l’assenza come memoria fisica, mentre l’ombra sul pavimento suggerisce una presenza che non coincide più con il corpo.
- Concept
L’opera indaga la distanza tra percezione e realtà, presenza e assenza. La mente diventa lente e filtro, costruendo realtà che non sempre coincidono con l’esperienza concreta. Il cuore, relegato a terra, resta ancorato al vissuto emotivo, mentre il pensiero si emancipa e proietta, creando una duplicazione dell’essere.
La scrittura sul piano laterale introduce il linguaggio come ulteriore livello di mediazione: ciò che tentiamo di definire si trasforma, si inclina, si perde nella soggettività.
- Lettura simbolica
La sedia: luogo dell’identità e dell’attesa; il Tessuto: traccia dell’umano, presenza residua; il Cervello-proiettore: coscienza che interpreta e distorce; il Cuore a terra: radice emotiva, peso del reale; la Figura proiettata: percezione costruita; l'Ombra: verità implicita, non controllabile; la Scrittura: tentativo di ordine nel caos interiore.
- Palette cromatica
L'Arancione saturo: energia mentale, tensione creativa; il Verde acido: piano della realtà, instabilità percettiva; il Blu profondo: spazio del pensiero e della narrazione; i Toni neutri: equilibrio tra presenza e assenza.