Giuseppe Carli Critic

Giuseppe Carli Critic L'arte non è imitazione della realtà, ma interpretazione
individuale di essa Critic of Art | Art Historian | Independent Curator

ROSALÍA feat. Björk – “Berghain”Ci sono opere che cercano il consenso immediato e altre che chiedono qualcosa di più rar...
21/06/2026

ROSALÍA feat. Björk – “Berghain”

Ci sono opere che cercano il consenso immediato e altre che chiedono qualcosa di più raro: essere interpretate.

Berghain di ROSALÍA, con la straordinaria partecipazione di Björk, appartiene decisamente alla seconda categoria. Non è semplicemente un videoclip musicale, ma una costruzione visiva e concettuale che utilizza il linguaggio della musica per affrontare temi profondamente contemporanei.

Il titolo richiama uno dei luoghi più iconici dell’immaginario europeo contemporaneo, ma il Berghain che vediamo non è tanto uno spazio fisico quanto una metafora. È una soglia. Un territorio di trasformazione in cui le identità diventano fluide, i confini si dissolvono e il corpo si fa strumento di conoscenza.

Ciò che mi interessa maggiormente è la dimensione rituale dell’opera. Le immagini sembrano evocare un percorso iniziatico più che una narrazione lineare. Lo spettatore non è invitato a seguire una storia, ma ad attraversare un’esperienza. In questo senso il video dialoga con molte ricerche dell’arte contemporanea, dove il significato non è mai univoco ma nasce dalla relazione tra immagine, memoria e percezione.

La presenza di Björk assume qui un valore simbolico fondamentale. Non è un semplice featuring, ma l’incontro tra due generazioni di ricerca artistica. Da anni Björk rappresenta una delle figure più radicali della cultura visiva e sonora internazionale, capace di unire sperimentazione, tecnologia, natura e spiritualità. La sua voce introduce nell’opera una dimensione quasi oracolare, come se accompagnasse il processo di metamorfosi evocato da ROSALÍA.

Non sorprende che il lavoro abbia generato interpretazioni contrastanti. Alcuni lo hanno accolto come una delle opere audiovisive più interessanti degli ultimi anni; altri ne hanno criticato l’ambizione simbolica ritenendola eccessiva. Personalmente considero questa polarizzazione un elemento positivo. Le opere realmente contemporanee raramente cercano l’unanimità. Al contrario, producono domande, aprono dibattiti e sfidano le nostre abitudini percettive.

In un tempo dominato dalla velocità dello scorrimento e dal consumo istantaneo delle immagini, Berghain recupera qualcosa che l’arte rischia spesso di perdere: il mistero.

E forse è proprio questo il motivo per cui continuo a considerarlo un piccolo capolavoro del nostro presente.

👉 Guardatelo e ditemi la vostra interpretazione.

🎥 https://youtu.be/htQBS2Ikz6c?is=tBt9m3G-NzVwvWSW

Official video for “Berghain” by Rosalía feat. Björk & Yves Tumor Listen & Download https://ROSALIA.lnk.to/Berghain 'LUX' Out Nov 7 https://www.rosalia.com/ ...

Da cosa dipende il valore di un’opera d’arte contemporanea?Tecnica, ricerca artistica, mostre, collezionismo, mercato e ...
15/06/2026

Da cosa dipende il valore di un’opera d’arte contemporanea?

Tecnica, ricerca artistica, mostre, collezionismo, mercato e riconoscimento culturale sono solo alcuni degli elementi che contribuiscono a determinarne il valore. Esploriamo insieme i principali fattori che influenzano la valutazione di un’opera e il percorso che può trasformarla in un riferimento per collezionisti e appassionati.

👉 Approfondisci: https://www.ilcasinodellemuse.com/post/come-nasce-il-valore-di-unopera-darte-contemporanea

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Galleria d’Arte Contemporanea a Palermo

Da cosa dipende il valore di un’opera d’arte contemporanea?Tecnic...

L’intelligenza artificiale sta modificando profondamente il modo in cui produciamo, osserviamo e consumiamo le immagini....
29/05/2026

L’intelligenza artificiale sta modificando profondamente il modo in cui produciamo, osserviamo e consumiamo le immagini.

In un presente dominato dalla generazione automatizzata del visibile, il rapporto tra arte, tecnica e immaginazione attraversa una trasformazione che coinvolge non soltanto gli strumenti della creazione, ma il concetto stesso di gesto artistico, autorialità ed esperienza estetica.

Il Gesto e l’Algoritmo. Arte e Immagine nell’era dell’IA nasce da questa domanda: quale sarà il destino dell’arte quando la produzione delle immagini diventa potenzialmente infinita, immediata e automatizzata?

Senza contrapporre arte e intelligenza artificiale, il libro propone una riflessione critica sul rapporto tra essere umano, tecnologia e costruzione simbolica del reale, interrogando il futuro dell’immagine contemporanea.

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Il Gesto e l’Algoritmo: Arte e immagine nell’era dell’IA

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18/05/2026

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Sito ufficiale di Giuseppe Carli, critico d’arte contemporanea, curatore e autore. Articoli, mostre, pubblicazioni e ricerca sulla cultura visuale contemporanea.

02/05/2026

Un frammento in movimento tra storia e sguardo contemporaneo.
Questo reel dal Rijksmuseum non è solo una sequenza di immagini, ma un dialogo tra epoche: ogni opera osservata diventa uno specchio, ogni dettaglio un invito a rallentare e a leggere oltre la superficie.
Nel ritmo rapido del video resta, in realtà, una domanda lenta: quanto del passato continua a definirci, anche quando crediamo di guardarlo da lontano?

Tra luce e inquietudine, ogni sala del Van Gogh Museum racconta molto più di una semplice evoluzione pittorica: è un via...
01/05/2026

Tra luce e inquietudine, ogni sala del Van Gogh Museum racconta molto più di una semplice evoluzione pittorica: è un viaggio dentro la tensione emotiva e la ricerca instancabile di senso.
In queste fotografie ho cercato di catturare non solo le opere, ma anche l’atmosfera che le circonda — quel silenzio carico di energia che rende l’esperienza quasi intima, nonostante la folla.
Van Gogh non si guarda soltanto: si attraversa. E, forse, ci attraversa a sua volta.

29/04/2026

Oggi al Paleis Het Loo ho avuto la sensazione di attraversare una pittura vivente.

Gli interni non si limitano a decorare lo spazio: lo costruiscono visivamente. I quadri, spesso intrisi di una raffinata cultura figurativa olandese, dialogano con l’ambiente con una discrezione quasi aristocratica. Nulla è gridato, tutto è calibrato: luce, materia, gesto.

Gli affreschi, invece, aprono lo spazio verso una dimensione più teatrale. Le volte sembrano dissolversi in cieli illusori, dove la pittura diventa architettura e l’architettura si fa racconto. È un gioco sapiente di prospettive e simboli, in cui il potere si manifesta attraverso l’armonia e la misura, più che attraverso l’eccesso.

Ciò che colpisce è la capacità di tenere insieme rigore e incanto: ogni dettaglio è pensato per guidare lo sguardo, ma senza mai sopraffarlo.

Un luogo dove l’arte non si osserva soltanto… si abita.

28/04/2026

La Basilica di San Servazio è un’architettura dove la storia si stratifica e si rende visibile.

Costruita sulla tomba di San Servazio (IV secolo) e sviluppata in forme romaniche tra XI e XII secolo, diventa un centro di pellegrinaggio e insieme uno strumento di affermazione del potere religioso. Il westwerk massiccio segna il confine tra spazio profano e sacro, mentre la cripta e il Tesoro trasformano la devozione in presenza concreta.

Più che luogo di fede, un sistema che organizza e legittima il sacro nel tempo.

C’è qualcosa di profondamente teatrale in Kasteel de Haar: una magnificenza studiata, quasi ostentata, che oscilla tra i...
28/04/2026

C’è qualcosa di profondamente teatrale in Kasteel de Haar: una magnificenza studiata, quasi ostentata, che oscilla tra il sogno romantico e la ricostruzione artificiale del passato. In questo album condivido alcuni scatti della mia visita, ma più che un semplice reportage visivo, è un invito a interrogarsi su cosa stiamo davvero guardando.

Il castello, restaurato con ambizioni quasi scenografiche tra fine Ottocento e inizi Novecento, diventa il simbolo di un’aristocrazia che non voleva solo sopravvivere, ma mettere in scena sé stessa. Non è difficile immaginare figure come Coco Chanel o Maria Callas aggirarsi tra queste sale: presenze che, come il castello stesso, incarnano il confine sottile tra autenticità e costruzione dell’immagine.

Tra torri perfette e giardini impeccabili, la domanda resta: quanto di ciò che vediamo è storia, e quanto è rappresentazione?
Sfogliate l’album e giudicate voi.

Indirizzo

Palermo
90141

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