vita in versi

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vita in versi Ho attraversato tempeste che mi hanno segnato l’anima e il corpo. Ogni cicatrice è una poesia che ora trova voce, un grido trasformato in bellezza.

Scrivo per dare forma al dolore e per raccontare la forza che nasce dalla sofferenza.

Sono morti troppo presto.e già sento i perfetti,quelli che a diciott'anni bevevano solo latte caldo,rientravano alle nov...
24/06/2026

Sono morti troppo presto.

e già sento i perfetti,
quelli che a diciott'anni bevevano solo latte caldo,
rientravano alle nove
e avevano paura persino delle giostre.

stronzate.

a vent'anni si fanno cazzate.
si ride troppo,
si beve troppo,
si crede di avere il corpo immortale
e la morte destinata agli altri.

alcuni hanno avuto fortuna
e oggi scrivono sermoni su Facebook.

altri sono finiti dentro una notte
che non avrebbe dovuto portarli via.

non erano angeli.

erano ragazzi.

e questo,
cristo,
dovrebbe bastare
per avere un po' di pietà.

Lo scherzo dei codardiHa detto che era uno scherzo,come se il male sapesse ridere,come se una bugia,vestita da burla,non...
17/06/2026

Lo scherzo dei codardi

Ha detto che era uno scherzo,
come se il male sapesse ridere,
come se una bugia,
vestita da burla,
non lasciasse comunque
odore di terra marcia.

Lei lo guardava
con gli occhi già più vecchi,
perché certi tradimenti
non rompono solo l’amore:
spengono le stanze,
fanno scricchiolare i muri,
mettono corvi
sopra ogni ricordo.

Lui pensava bastasse una frase,
una risata sporca,
un “non era niente”
gettato sul dolore
come un lenzuolo corto.

Ma le ferite non dimenticano.
Restano sedute accanto al letto,
la notte,
e respirano piano.

Perché chi tradisce
non uccide subito:
insegna all’altro
a morire un poco
ogni volta che ricorda.

Ti sei arrabbiata pianoLa rabbia non è un lampo.È un seme che crescementre ti lasciano al marginea sorridere per abitudi...
30/10/2025

Ti sei arrabbiata piano

La rabbia non è un lampo.
È un seme che cresce
mentre ti lasciano al margine
a sorridere per abitudine.

Ti cambiano senza chiedere,
come se il tuo corpo fosse argilla
nelle mani di chi non ti vede.
E tu ti lasci fare,
per amore,
per paura,
per non restare sola.

Il tempo non guarisce.
Mette solo una coperta pulita
sulle ferite che non smettono di sanguinare.

Poi arriva un giorno bello,
ma non per te.
Vorresti essere felice per chi ami,
ma dentro è inverno.
Hai troppo freddo
per applaudire la primavera degli altri.

Hai dato,
dato ancora,
fino a dimenticare
che anche tu avevi bisogno.

Ora ti arrabbi,
ma è una rabbia buona,
che ti tiene viva,
che ti sussurra:
“basta sopravvivere”.

Da qui in avanti,
ti prometti silenzio,
spazio,
e un po’ di tenerezza.
Perché anche la rabbia,
quando la guardi negli occhi,
è solo una forma di amore
che ha smesso di farsi usare.

DaisyTi hanno voluta,poi dimenticata,come si fa con le coseche smettono di servire.Avevi fame,di cibo e di mani buone,e ...
30/10/2025

Daisy

Ti hanno voluta,
poi dimenticata,
come si fa con le cose
che smettono di servire.

Avevi fame,
di cibo e di mani buone,
e hai trovato solo silenzi
che mordono più dei cani.

Ora dormi accanto a noi,
piccola anima in allerta,
e impari piano
che non tutte le gabbie
hanno le sbarre.

Con amore la tua anima gemella umana

Non serve un letto sfatto,né un corpo estraneo sotto la pelle.Il tradimento è più sottile.È uno sguardo che devia,una pa...
21/08/2025

Non serve un letto sfatto,
né un corpo estraneo sotto la pelle.
Il tradimento è più sottile.
È uno sguardo che devia,
una parola mancata,
una promessa lasciata a marcire
nel fondo del cuore.

Ci vuole una vita per costruire un noi,
e un secondo per scavargli la fossa.
A volte è un messaggio,
altre il silenzio al momento sbagliato.
Ma quando succede,
lo senti nel sangue:
qualcosa si rompe
e non torna più come prima,
nemmeno se ci provi.

La fiducia non muore con urla,
muore in pantofole,
mentre apparecchi la tavola
e dentro ti cade il mondo.

Ma se sei furbo,
non resti lì.
Non ti incolli i cocci sul petto
come fossero medaglie.
Prendi quel dolore,
lo sputi,
lo pieghi,
e ci costruisci la tua nuova pelle.

Perché chi tradisce
non sa che ha firmato
la tua rinascita.
E che nel giorno in cui crolli,
hai già imparato a volare.

Le famiglie hanno un tribunale senza toghe.Sul tavolo grande ci mettono il pane e i voti:c’è il nipote con la corona di ...
18/08/2025

Le famiglie hanno un tribunale senza toghe.
Sul tavolo grande ci mettono il pane e i voti:
c’è il nipote con la corona di luce
e l’altro che lucida le posate in silenzio.
C’è il fratello coltello
e il fratello pane.
Serie A sul divano, benedetta dal sorriso di nonna;
Serie B in cucina, a spegnere le luci quando tutti hanno già dormito.

Io conto rosari di piccoli disprezzi,
santini di complimenti dati a credito,
e mi dico: l’amore non dovrebbe avere tariffa.
Ma in certe case l’affetto è un registro,
ti mettono un numero addosso
come sui sacchetti del pane.

E allora parlo ai miei santi storti,
agli angeli con le ginocchia sbucciate:
fatemi salva dal campionato del sangue,
fatemi donna intera anche se siedo in fondo al corridoio.
Perché non esistono figli minori,
esistono cuori messi a tacere.

Eppure—nel piatto delle briciole—
una rosa nasce lo stesso:
punge, ma profuma la notte.
Io la prendo, e dico: esisto.
Anche senza medaglie. Anche qui.

"il tempo che vive altrove" Ci stiamo mangiando la terracon denti d’acciaio e mani avide,divoriamo il ventre che ci ha g...
31/07/2025

"il tempo che vive altrove"

Ci stiamo mangiando la terra
con denti d’acciaio e mani avide,
divoriamo il ventre che ci ha generati
come figli ingrati,
ubriachi di cemento e velocità.

Sputiamo sulle stagioni,
pestiamo i fiori
prima che possano parlare,
uccidiamo il silenzio con motori e plastica,
e bruciamo il cielo
per una connessione più veloce.

Ma io ho il tempo,
mio amante discreto,
che mi porta a luoghi
che sanno ancora di eterno:
di acqua che canta,
di terra che respira,
di fuoco che non distrugge,
ma scalda.

Lì,
dove il muschio non chiede permesso
e le pietre sanno ancora i nomi degli antenati,
mi spoglio del rumore,
e torno viva.

Per fortuna esistono ancora
quei rifugi che ignorate,
dove posso scappare
da voi —
voi che calpestate tutto,
persino voi stessi.

E lì,
nel ventre dell'antico,
lontana dagli uomini,
ritorno fiore,
ritorno fiume,
ritorno fiamma.

"Non cercarmi più se hai fame"Siete come le rondini stanche,che tornano solo quando il cielo si fa duro.Mi cercate quand...
31/07/2025

"Non cercarmi più se hai fame"

Siete come le rondini stanche,
che tornano solo quando il cielo si fa duro.
Mi cercate quando piove dentro,
quando la vostra casa interiore perde tegole
e servono mani che non chiedano.

Mi infilate tra vecchi archivi,
tra i numeri d’emergenza,
dimenticando che anch’io
ho imparato a chiudere i cassetti.

Per anni ho dato acqua anche ai sassi,
ho sorriso mentre mi svuotavo,
ho ascoltato silenzi più rumorosi
delle vostre parole di circostanza.
E non ho chiesto nulla,
nemmeno un grazie,
perché pensavo che essere buona
fosse già abbastanza.

Ma ho visto il vostro schema.
Funziona come l'inventario di un magazzino:
si prende, si usa, si dimentica.
E io sono uscita dal sistema.

Ora, la mia terra ha messo spine,
il mio inverno è diventato elegante,
non accolgo più chi arriva col freddo
e sparisce col sole.

Le parole che mi donate
le valuto al grammo,
e i vostri “come stai?”
mi suonano come saldi di fine stagione.

Il mio prezzo è cambiato:
non si paga più con promesse.
Servono mani sincere,
presenze vere,
e soprattutto:
nessuna scusa.

Quindi fate voi.
Scegliete chi contattare
quando avrete sete.
Ma ricordatevi questo:

chi è sempre disponibile
è merce,
non anima.

Sottrazioni imperfetteAvevo quarant'anni quando capiiche l’amore non è più somma ma sottrazione,e quanto è dura la legge...
30/07/2025

Sottrazioni imperfette

Avevo quarant'anni quando capii
che l’amore non è più somma ma sottrazione,
e quanto è dura la legge
dei numeri spogliati d’innocenza.
L'equazione è mutata
– se dai, forse avrai –
calcolo meschino dell'affetto mercificato.

Prima c'era il tempo dei giochi liberi
dove la geometria del cuore era un cerchio aperto,
ogni emozione un angolo vivo,
ora tutto è misura, peso, contraccambio.
La società, tavola periodica di relazioni artificiali,
mi lascia atomo perso, smarrito,
in nostalgica ricerca d'un elemento puro.

Niente più doni naturali,
solo equilibri calcolati e falsi resti di spontaneità.
Mi chiedo se esista, tra i conti errati del vivere,
una formula nuova che restituisca dignità all'umano.

Forse la vita è solo il risultato
d'una lunga divisione imperfetta.

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