Simona Possenti- Poetessa

Simona Possenti- Poetessa In questa pagina potete trovare la mia attività poetica: esigenza e necessità che viene dalla vita.
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il paese al contrario, Collodi ci scherzava, ma ora siamo al paradosso
17/07/2026

il paese al contrario, Collodi ci scherzava, ma ora siamo al paradosso

La questura ha notificato quasi 40 sanzioni a attivisti e cittadini che il 27 aprile hanno protestato pacificamente contro l’omaggio ai militari repubblichini …

Pubblico un piccolo racconto che ha 30 anni, a cui sono visceralmente legata!  Non correggo le incongruenze nè gli innum...
17/07/2026

Pubblico un piccolo racconto che ha 30 anni, a cui sono visceralmente legata! Non correggo le incongruenze nè gli innumerevoli puntini di sospensione, ero in abbozzo, in attesa, e forse lo sono tutt'ora in parte! Qui si vede già i mio ancestrale legame con gli aracnidi!

RAGNO

“Ti donerò un ragno, non sai ancora camminare,
inciampi, i tuoi piedi li terresti volentieri altrove…
Ti donerò un ragno domani ricordamelo perché nel
silenzio cerchi sempre un pezzo di mare da qualche
parte, non dimenticando i cestini…”
Ti stupiva così, come un oracolo, le sue parole aprivano uno spazio solo per te… non ti restava che
contemplarlo e smettere ogni tua occupazione… A volte mi
mettevo con le mani conserte, e il naso per aria e lo ascoltavo. Stava lì con le gambe incrociate sotto lo sgabello,i lacci assenti, via via che lo guardavi ti accorgevi che aveva lo sguardo fisso, striato come l’edera, le mani a pugno, sopra il pullover blu, il pollice imprigionato di un semicombattente, la pupilla dilatata di chi è colmo di gioia…
Era bello: Per tutti era Tommy, per me era Ragno. Io capivo che filava. Gli bastava un punto d'appoggio qualsiasi. Un pensiero, un nome di donna, un nastro blu tra i capelli, delle dita: cose catturate dalla sua polaroid mentale,mai più disperse! Nel silenzio della biblioteca lui costruiva la sua tela… Intorno volava tutto, ronzii, festini, ma lui, lui era al sicuro sotto il suo spigolo di pensieri… Era bellissimo e in fondo tutte erano innamorate di lui ma non sapevano come avvicinarlo… Aveva una voce dissonante come la grandine… gli argomenti dei suoi racconti erano lontani
spazio – tempo, come fanno i bambini lui trovava sempre il suo equilibrio perfetto, come un ragno fa con la sua tela di seta iridescente….
Mentre passeggiavamo, tra un’ora di studio e l’altra, dalla sua altezza faceva su e giù con il naso perché, diceva lui aveva un ragnetto nero danzante lì appeso. La sua vita scorreva più velocemente della mia, vorrei dire come l’olio, perché ci danzava dentro, gli spigoli c’erano ma erano“lunghi ameni di ricognizione di pensieri”…Aveva una cinquecento blu, come la mia… ma coi
sedili rossi era bello passare la domenica pomeriggio in collina, scorrazzando tra vialetti erbosi, ulivi e nuvole bevendo birra e leggendo bei libri, parlare di donne… Le nuvole che si affollavano su noi con i calzoni rovesciati fino ai ginocchi, noi che attendevamo i goccioloni.
Una sera mentre guidava, c’era un gran rumore di lamiere battute, mi guardò con aria interrogativa e mi disse:“A me il girotondo fa schifo, voi, tu, Mara, Alex, è una vita
che vivete così per terra, odio pure il sole che snida i nidi di
ragno, un sogno di chi si sveglia di soprassalto…”
Me lo ricordo pure ora, non stava mai con noi ai prati dietro la facoltà, se ne stava tra i giunchi di quel fiumaccio puzzolente dietro casa… Si faceva corteggiare dal vento i capelli e amava così tanto le sue parole che le coltivava in silenzio.Nel silenzio si vedevano i ragni tra noi, hanno uno sguardo grande e movimenti lenti sopra la terra…”
Un giorno, l’ultimo, dopo una passeggiata al parco si buttò a terra disperato: il suo ragnetto, quello col pancino crociato che stava, secondo lui, appeso al naso era morto (qualcuno sicuramente gli aveva detto che era matto)…
Aveva appena piovuto, come ogni volta che uscivamo, e lui faceva buche per terra con le mani e disse:
“Il ragno
dondola su e giù, trae seta dalla sua carne, non ha
bisogno di questo fango appiccicoso, né di affondarci.Ragno
dentro per sentirsi sicuro, danza una trama bellissima
che è nel vuoto e nel silenzio, un giorno ci sbatti contro e
resti imprigionato nel niente che, pure ti serra la gola…
Il ragno è per terra, non sa che fare, è troppo piatto
per volare aspetta un PIEDE…”
Si alzò e se ne andò dalla mia vita in punta di piedi,
con i pugni indifesi lungo i fianchi, se ne andò tra l’edera…
A volte il vuoto mi avvolge di scatto… “Ti donerò un
ragno, diceva, di quelli piccoli come le tue mani quelli
fatti di niente, piccoli soli anneriti, che scruti i solchi e ne
disegni la via…”..

racconto inedito.

Le chiavi della città di Montone ad Elio Germano❤️
15/07/2026

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In attesa di Elio Germano❤️
15/07/2026

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Per amarmi donami un tormento Per amarmi donami un tormento l'incompiuto e la maestà della rovina deve esserci sempre il...
13/07/2026

Per amarmi donami un tormento

Per amarmi donami un tormento
l'incompiuto e la maestà della rovina
deve esserci sempre il vento
vento dell'insicurezza
vento che mi fa salire sopra un tetto ad ammirare
il temporale in arrivo da est
Sono stanca delle albe luminose
non so camminare per strade a quattro corsie
mi fanno paura i viadotti
Voglio arrancare col fiato rappreso
per un sentiero di montagna
desidero quella fatica cadenzata
non spianarmi la strada
non addolcire le mie orecchie sorde
di dolci parole
non ne conservo la matrice in piombo
niente scrivono sulla mia carta usomano
sono abituata al silenzio e all'oblio
ad essere lasciata in pace
da parte, in compagnia della precaria me stessa
Posso amare di te lo sgomento di un'erta via
So amare di te solo ciò che vorrei intuire
Rendimi la vita sospesa e difficile
Sii docile alla mia sciagura di voler scrivere
in una foglia un romanzo
Fatti inseguire e descrivere dal mio pennino
fatti piega e ricordo
Non coccolarmi mai troppo
di banalità
donami sempre un costante tormento.

Da : Il tempo degli insetti - Bertoni Editore

immagine creata con IA meta

"Arsumigli da Caserma".  Tra cose indiscutibilmente belle!
12/07/2026

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" Estate", tempo perfetto per la poesia: Il tempo degli insetti - Bertoni Editore
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IL MIO NOMEIl mio nome per Te non ha suoni udibiliè di sole consonantiè il mio secondo battesimoè stato destinato ad una...
28/06/2026

IL MIO NOME
Il mio nome per Te non ha suoni udibili
è di sole consonanti
è il mio secondo battesimo
è stato destinato ad una stella inesplosa ed ignota d’agosto
mentre attendevamo stupiti
un improvvisato pianto di cielo
Il mio nome per Te non risuona replicato in nomignoli:
è il bavero della camicia
è la grandine sul vetro
Il mio nome per Te
è la potenza che lo descrive
è il Ghibli
è la Tramontana
è nelle correnti ascensionali
che conosci come uno spartito.
Tu che hai domato con le tue zattere d’attesa
le impetuose tempeste di cui il mio mare è capace
Sei stato impavido sotto il temporale e le danze di fulmini
che sono in grado di evocare,
se non mi è resa la dignità necessaria
Il mio nome per Te sta nei silenzi
nella ali leggere degli aerei
nel dialogo mai sopito
come la risacca che va e schiuma sulla sabbia
Il mio nome è il silenzio di passi
quel milione di passi percorsi in parallelo
designando un pellegrinaggio sacro verso le più antiche foreste
I nostri nomi sono nel tempo speso ad incidere in noi in profondità
lettera dopo lettera
suoni che nessuna parola potrà mai contenere
i nostri suoni antichi ed insieme neonati.
Da : Il tempo degli insetti - Bertoni Editore

facce da Circo...
15/06/2026

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