20/06/2026
Tra il 29 gennaio e il 6 marzo 1997, a cento metri a est dalla Necropoli Monumentale di località Pizzone, l’archeologa Marisa De’ Spagnolis (allora Funzionaria e Direttrice dell’Ufficio Scavi di Nocera e Sarno della odierna SABAP di Salerno e Avellino) fece una scoperta straordinaria: la Tomba della gens Masuria, meglio nota come la Tomba del Calzolaio. Si tratta di un monumento dal valore storico, archeologico e artistico inestimabile. Sebbene la struttura sia stata quasi interamente asportata e oggi "riposi" nei depositi del Museo Archeologico Nazionale della Valle del Sarno (presso Palazzo Capua), c'è qualcosa di questa imponente tomba che è rimasto sul territorio di Nocera Superiore.
Oggi, infatti, una parte di quella scoperta si offre al pubblico in uno dei luoghi più suggestivi della città, il Parco Urbano Alfonso e Matteo Fresa: parliamo dei bellissimi sarcofagi in tufo chiaro sparsi per l’area verde.
Grazie a una ricerca e a un attento confronto fotografico, possiamo finalmente svelarvi la storia di questi tre sarcofagi, che testimoniano la terza fase di utilizzo della Tomba del Calzolaio. In origine, i sarcofagi poggiavano su tre podi in muratura alti 1,50 metri dal pavimento: uno lungo il lato est (T.2), uno sul lato ovest (T.7) e uno sul lato settentrionale (T.3), dove doveva trovarsi anche un quarto sarcofago, purtroppo asportato in antico insieme a parte del podio.
Analizzando nel dettaglio la pubblicazione della dott.ssa De’ Spagnolis (M. De’ Spagnolis, La Tomba del Calzolaio dalla Necropoli Monumentale Romana di Nocera Superiore, L’Erma di Bretschneider, Roma 2000), ecco cosa sappiamo di questi tre reperti:
• Il sarcofago T.2: Lungo 2,15 metri, largo 0,86 e profondo 45 centimetri, è l’unico a essere stato rinvenuto integro e sigillato. Il coperchio era ancora saldato alla cassa da una grappa in piombo (tuttora visibile nel Parco). Rivestito da un robusto strato di cocciopesto e intonaco, ospitava al suo interno uno scheletro privo di corredo. Sul lato sud era incassata un’iscrizione marmorea danneggiata che recita:
D(is) M(anibus) / Avia[nia]e / Aegia[e ma]tris dulcissimae / et pientissimae / Atilius Artema f(ilius) et / Masuria opt(imae) fem(inae) / have et vale.
Si tratta di una dedica affettuosa a una figura femminile, Aviana Aegia (Igea Aviana), da parte del figlio Atilius Artemas e della nuora Masuria.
• Il sarcofago T.3: Lungo 2,16 metri, largo 0,86 e profondo 46 centimetri, era posizionato sul lato nord. In origine doveva avere un'iscrizione sul lato sud, oggi perduta. Al momento dello scavo, il sarcofago è stato trovato privo di resti umani perché depredato in antico, e il suo coperchio è stato rinvenuto in frammenti al centro della camera funeraria. Oggi la cassa presenta alcuni danni strutturali.
• Il sarcofago T.7: Identico per misure al T.3 (2,16 x 0,86 metri, profondità 46 cm), si trovava sul lato ovest della tomba. Anche in questo caso, il coperchio è stato trovato in pezzi al centro dell'ambiente a causa dei saccheggi passati.
Grazie al confronto grafico delle tombe – che trovate nelle immagini del post – siamo riusciti a identificarli chiaramente. Presto verranno installati dei pannelli informativi nel parco per raccontare la loro storia, tomba per tomba.
Il lavoro e la ricerca del Gruppo Archeologico Nuceria continua!
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