10/04/2026
Si è spento ieri, a 68 anni, . Tra i pionieri della musica hip hop, è considerato uno degli iniziatori del genere electrofunk grazie al seminale "Planet Rock", prodotto nel 1982 da Arthur Baker e John Robie per la Tommy Boy. Il brano, in cui si ritrova la melodia di "Trans-Europe Express" dei Kraftwerk, glorifica la Roland TR-808 e trascina l'hip hop in una dimensione futuristica in cui si addentreranno da lì a breve moltissimi artisti. La Tommy Boy di Tom Silverman pubblicherà altri suoi successi come "Looking For The Perfect Beat" e "Renegades Of Funk!". La popolarità di Bambaataa cresce ulteriormente con "Reckless", hit reggaeggiante del 1988 impreziosita dal featuring degli UB40 e ripresa nello stesso anno da Jovanotti in "Raggamuffin".
Il rapporto tra Afrika Bambaataa e l'Italia si salda negli anni Novanta attraverso la collaborazione con l'Expanded Music di Bologna e il team di produzione De Point formato da David Sion, Sergio Portaluri e Fulvio Zafret. Saranno loro a produrre nuovi successi per l'artista statunitense, su tutti "Just Get Up And Dance", "Funky Heroes" "Feeling Irie", "Pupunanny" e "Feel The Vibe", questi ultimi tre usciti nel periodo di grazia dell'eurodance (per approfondire rimandiamo all'intervista realizzata da Giosuè Impellizzeri a David Sion, il link è nel primo commento). Meritevoli di menzione anche altre collaborazioni strette a fine decennio con WestBam ("Agharta - The City Of Shamballa") e coi Leftfield ("Afrika Shox").
Le generalità anagrafiche di Afrika Bambaataa, al secolo Lance Taylor, affiorano ufficialmente solo nel 2016 in seguito alle accuse di molestie sessuali sui minori. Per decenni infatti il mondo ha creduto che il suo vero nome fosse Kevin Donovan. Uno scambio di persona probabilmente innescato dall'errata interpretazione dei crediti riportati sulle prime apparizioni discografiche di Bambaataa legate alla sua Zulu Nation ("Zulu Nation Throw Down", 1980) e avvalorato da migliaia di pubblicazioni in tutto il mondo.
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