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Per Napoli e per i napoletani Presidente Comitato Valori collinari E' auspicabile invece che vengano proposti argomenti di discussione sulla Città che coinvolgano gli iscritti.

Questa pagina è dedicata a tutti coloro che per una qualsivoglia ragione sono legati al capoluogo partenopeo, anche se non vi sono nati, evitando di limitarsi a pubblicare fotografie di panorami o a inviare saluti con il classico buongiorno o buonasera. Il fondatore e amministratore
Gennaro Capodanno

La mia riflessione sul tema: “Più cultura meno violenza”. Attendo i vostri commenti
18/10/2026

La mia riflessione sul tema: “Più cultura meno violenza”. Attendo i vostri commenti

La mancanza di spazi pubblici funzionali sul Vomero alimenta l’emergenza: sei cinema chiusi, librerie sparite, biblioteca inattiva. I giovani cercano legami autentici, ma trovano solo consumo e vio…

18/10/2026

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L’emergenza culturale al Vomero e la violenza giovanile. Le responsabilità delle amministrazioni comunali degli ultimi v...
17/10/2026

L’emergenza culturale al Vomero e la violenza giovanile. Le responsabilità delle amministrazioni comunali degli ultimi vent’anni che non hanno mosso un dito per creare spazi di aggregazione e di socializzazione per i giovani, anzi chiudendo quei pochi rimasti come la biblioteca comunale Benedetto Croce

Il Comitato Valori collinari lancia un appello: basta fast food e mancanza di spazi. Sei cinema chiusi e una biblioteca chiusa da sette anni minacciano il futuro del quartiere. È necessario un prog…

LA RIFLESSIONEIl caos movida al Vomero, vent'anni di denunce ignorateDi GENNARO CAPODANNOIl grave episodio verificatosi ...
17/10/2026

LA RIFLESSIONE
Il caos movida al Vomero, vent'anni di denunce ignorate
Di GENNARO CAPODANNO

Il grave episodio verificatosi in piazza Vanvitelli, alla ribalta delle cronache in questi giorni, richiama l'attenzione dell'opinione pubblica sulla situazione di degrado, insicurezza e perdita di vivibilità che il Vomero attraversa da molti anni. All'inizio di questo secolo il quartiere era il primo polo commerciale di Napoli, con circa 1.600 attività diversificate e una presenza contenuta di pubblici esercizi. I negozi chiudevano in gran parte verso le 20 e i residenti potevano passeggiare con serenità la sera e riposare durante la notte. Oggi invece il cuore del quartiere è divenuto un'unica fast food a cielo aperto, con la proliferazione incontrollata di bar, ristoranti, puninoteche, sfizioserie e locali di somministrazione, molti dei quali restano aperti fino a notte inoltrata. Tavolini, sedie, gazebo e ombrelloni occupano i marciapiedi e le zone pedonali, riducendo gli spazi di passaggio e rendendo difficoltosa la vita quotidiana dei circa 48mila residenti del quartiere. Non è una trasformazione naturale né inevitabile: è il risultato di scelte politiche, amministrative e urbanistiche che hanno privilegiato la rendita della movida rispetto alla qualità della vita di chi vive e lavora qui. I partiti che hanno amministrato Napoli in questi anni hanno lasciato crescere un fenomeno noto, documentato e ripetutamente denunciato. Ora devono fare il mea culpa per ciò che non hanno fatto per arginare il fenomeno. Per i vomeresi la qualità della vita è peggiorata in modo evidente. Il fenomeno non è improvviso né imprevedibile. Già il 22 settembre 2005, L'Espresso pubblicava l'inchiesta "Napoli addio", dedicando attenzione al Vomero e agli episodi di violenza e disagio giovanile. Il quartiere collinare veniva descritto tra le aree nelle quali bande di ragazzini, spesso con meno di quattordici anni, affollavano strade e piazze, diventandone padroni. Quell'inchiesta raccontava anche un episodio accaduto proprio in piazza Vanvitelli: un automobilista, dopo aver premuto il clacson per superare un bivacco di una dozzina di adolescenti, era stato tratto fuori dall'auto e selvaggiamente picchiato. Aveva riportato tre costole fratturate, una vertebra incrinata e gravi lesioni alla milza, che era stata successivamente asportata.
Vent'anni dopo, i residenti continuano a vivere gli stessi problemi: gruppi che occupano le strade, risse, aggressioni, schiamazzi, degrado e un presidio insufficiente nelle ore notturne. L'ultimo episodio, con un padre aggredito mentre difendeva le figlie, dimostra che gli avvertimenti che si sono susseguiti da vent'anni a questa parte sono rimasti inascoltati. Piazza Vanvitelli e le strade limitrofe, in particolare via Scarlatti, via Luca Giordano e via Bernini, sono ormai percepite come il centro di un modello di aggregazione fondato quasi esclusivamente su bar, ristorazione e consumo notturno. La presenza di tavolini e sedie sugli spazi pedonali, insieme a f***e e schiamazzi fino a tarda notte, ha ridotto progressivamente il diritto dei residenti a vivere il proprio quartiere. Sia chiaro: non siamo contrari al commercio, alla ristorazione né al diritto dei giovani di incontrarsi. Siamo contrari a un modello che ha eliminato la diversificazione commerciale, invaso gli spazi pubblici, alterato gli orari di riposo e trasformato le strade in un unico grande locale all'aperto. Il Vomero non può essere gestito come una discoteca permanente. Chiediamo alla Prefettura, alla Questura, al Comune un piano straordinario e strutturato per il Vomero, che comprenda un censimento aggiornato delle attività commerciali e di somministrazione, una verifica rigorosa di autorizzazioni, orari, dehors, occupazioni di suolo pubblico e rispetto delle norme igienico-sanitarie, la rimozione immediata delle occupazioni abusive dei marciapiedi e delle aree pedonali, il ripristino della piena percorribilità pedonale, una disciplina degli orari di chiusura e di somministrazione, applicata con continuità oltre a presidi visibili e coordinati nelle ore serali e notturne con un confronto periodico con residenti, commercianti e associazioni e un piano di riqualificazione commerciale che favorisca la diversificazione dei settori e la presenza di negozi utili alla vita quotidiana. Infine sollecitiamo l'adozione di programmi di prevenzione e inclusione per i giovani, invece della sola gestione emergenziale dei fenomeni di disagio.
Non possiamo più accettare che il Vomero venga trattato come una risorsa da sfruttare e i residenti come un fastidio da ignorare. Il quartiere ha bisogno di un nuovo equilibrio: commercio sì, ma non a spese della residenza; vita sociale sì, ma non senza regole; movida sì, ma non trasformata in schiamazzi e risse. Chi amministra questa città deve finalmente assumersi le proprie responsabilità.

*GENNARO CAPODANNO*

Indirizzo

Via Solimena, 74
Naples
80129

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