07/04/2026
Gelso
La passeggiata sotto il grande Gelso bianco era diventata una consuetudine in quegli anni. Al tocco non vi era nessuno, ma dal tardo pomeriggio fino a sera inoltrata i passanti erano moltissimi. La notte poi, scorribande di cavalieri a cavallo che impennavano e si lanciavano in corse che avrebbero potuto travolgere chiunque e terminare in tragedia. Tutti tacevano su questo momento ch’essi ripetevano ogni singola notte. Barracuda, un alto prelato che viveva nella zona faceva finta di non sapere. Avea da nascondere altre cose sue in quel letto di fiume. Molti si interrogavano di tal faccenda, poiche’ solo una donna ed una fanciulletta civettuola vivevano sulla spianata del fiume, accanto al grande gelso. La mattina poi, orde di bambini diretti alla scuola transitavano di li. Ma nei caldi pomeriggi assolati d’estate non vi avreste trovato nessuno , se non qualche ragazzino con improvvisate canne da pesca, alla ricerca del Cavedano della Magra. Non che fosse un pesce pregiato, ma i ragazzetti ne vendevano a volonta’ ai vecchi che ancora ñe apprezzavano le carni fangose. Vi chiederete dunque perche’ di quella valle vi parlo esattamente di quel punto. Ebbene, ve’ un motivo che va’ oltre ogni aspettativa e logica. Ma di questo vi racconterò piu’ tardi…