03/09/2026
All'inizio degli anni Settanta, la California ha cambiato la mia vita.
Queste immagini arrivano da quegli anni, tra Stanford e San Francisco. Erano giorni di fermento, di cambiamenti profondi, di nuove idee.
Attorno a me si respiravano i movimenti per i diritti civili, la liberazione femminile, le proteste studentesche e la forte opposizione alla guerra in Vietnam, che attraversava profondamente la società americana e animava il dibattito soprattutto tra i giovani e nelle università.
In quel contesto ho iniziato a riconoscere davvero la mia identità, non solo come donna, ma anche come artista.
Fu lì che mi avvicinai alla ceramica. Nei laboratori di Stanford imparai a lavorare il tornio, i forni, la materia. Ma soprattutto scoprii qualcosa che mi accompagna ancora oggi: l'argilla non era semplicemente un materiale da modellare, era un linguaggio, un modo per dare forma a un pensiero e stabilire un dialogo con la terra.
Quelli che vedete nelle immagini sono tra i miei primi lavori. Da quelle forme nasce una ricerca che, nel tempo, mi avrebbe portato oltre la ceramica, verso il grès, il ferro, il legno e le grandi sculture monumentali. Eppure tutto ha avuto origine lì: da un tornio, da un pugno di argilla e dalla libertà di poter finalmente seguire la mia strada.