Mardou's Thinking About Shoes

Mardou's Thinking About Shoes https://mardoushoes.com/ " Buy the Best and You'll Only Cry Once " Miles Redd

 la stagione cinematografica riparte con un' intensa iniezione di verità quotidiana, in cui mi sono inevitabilmente rico...
05/09/2026


la stagione cinematografica riparte con un' intensa iniezione di verità quotidiana, in cui mi sono inevitabilmente riconosciuta.
couture non è ( soltanto) un film sulla moda, ma, soprattutto il racconto sincero di un mondo, quello del fashion e delle arti, che si regge su un equilibrio precario e fragilissimo, dove il possibile successo ed il baratro del fallimento sono insieme motore ed azione delle esistenze di quattro donne che si incontrano a parigi.
alice winocour racconta con efficacia la solitudine di una modella del sud sudan, alla sua prima sfilata, di una giovane sarta che non ha orari per confezionare l abito perfetto nei tempi prestabiliti, di una truccatrice che corre da un set all altro, mentre nelle pause, coltiva il sogno di diventare una scrittrice, e di una regista, che ha lasciato a los angeles un matrimonio fallito, una figlia adolescente, con cui non riesce ad avere un dialogo, ed una diagnosi di tumore al seno.
la vita accade, sembra volerci dire la regista, indipendentemente dai nostri desideri e dalle nostre aspettative, rubandoci il tempo che pensiamo di avere a disposizione all infinito.
angelina jolie è semplicemente se stessa nel ruolo di maxine, triste, distante, sola e lontana da tutto, louis garrel non è un salvatore, ma, al contrario, fa da specchio alla dolorosa realtà dei fatti, mentre il finale si dissolve in un senso di incompiuto, lasciando un velo di tristezza che ci accompagna fuori dalla sala.

JACQUEMUS
04/09/2026

JACQUEMUS

Manolo Blahnik
29/08/2026

Manolo Blahnik

Newton Foundation
27/08/2026

Newton Foundation

FERRAGAMO fall26
31/07/2026

FERRAGAMO fall26

I fit everywherebut I belong nowhere  💛
25/07/2026

I fit everywhere
but I belong nowhere
💛

20/07/2026



nolan è tornato alla sua ossessione primaria: raccontare il concetto di tempo. come questo possa allungarsi all infinito, mentre gli anni si esauriscono in pochi secondi e gli attimi si fanno eterni, a seconda della dimensione in cui il racconto si svolge.
una nozione del tutto soggettiva, che in memento diventava la memoria che viene meno, in the prestige si trasformava nell illusione di un numero di magia , in inception era il replicarsi infinito di un sogno incredibilmente reale ed, in interstellar, corrispondeva ad un viaggio nello spazio per cambiare il presente attraverso il futuro..
con l opera omerica, il regista di oppenheimer, può giocare nuovamente su piani temporali diversi, perché il ritorno a casa di ulisse è intriso di ricordi, momenti onirici, incubi e allucinazioni, mentre il presente viene continuamente interrotto dal flashback.
la sua odissea tratta rispettosamente il poema epico, con alcune licenze poetiche, tra cui il racconto di polifemo, che hanno una finalità ben precisa: togliere ad ulisse la sua dinamica scaltrezza.
il multiforme ingegno di odisseo annega nei tormenti di un eroe umano troppo umano, ottimamente interpretato da matt damon, che, riflette sulle sue imprese col sapore amaro della sconfitta.
questo peso della coscienza fa sì che lo spettatore rimanga incollato al grande schermo per quasi tre ore, mentre la colonna sonora orchestra una tensione emotiva che resta costantemente a livelli altissimi.
come spesso accade nelle sue pellicole, nolan non sa trovare un codice narrativo per dare profondità al sentimento erotico e sensuale tra i personaggi e quindi lo elimina del tutto: forse il suo errore più grossolano, non solo perché la calipso di charlize theron sembra più una psicoterapeuta che una ninfa amante e manipolatrice, ma perchè carnalità, seduzione e desiderio sono gli elementi principali che tengono lontano ulisse da itaca per così tanto tempo.
la penelope di anne hathaway è invece impeccabile, così come robert pattinson si trova perfettamente a suo agio nei panni del maligno antinoo.

  nolan è tornato alla sua ossessione primaria: raccontare il concetto di tempo. come questo possa allungarsi all infini...
18/07/2026


nolan è tornato alla sua ossessione primaria: raccontare il concetto di tempo. come questo possa allungarsi all infinito, mentre gli anni si esauriscono in pochi secondi e gli attimi si fanno eterni, a seconda della dimensione in cui il racconto si svolge.
una nozione del tutto soggettiva, che in memento diventava la memoria che viene meno, in the prestige si trasformava nell illusione di un numero di magia , in inception era il replicarsi infinito di un sogno incredibilmente reale ed, in interstellar, corrispondeva ad un viaggio nello spazio per cambiare il presente attraverso il futuro..
con l opera omerica, il regista di oppenheimer, può giocare nuovamente su piani temporali diversi, perché il ritorno a casa di ulisse è intriso di ricordi, momenti onirici, incubi e allucinazioni, mentre il presente viene continuamente interrotto dal flashback.
la sua odissea tratta rispettosamente il poema epico, con alcune licenze poetiche, tra cui il racconto di polifemo, che hanno una finalità ben precisa: togliere ad ulisse la sua dinamica scaltrezza.
il multiforme ingegno di odisseo annega nei tormenti di un eroe umano troppo umano, ottimamente interpretato da matt damon, che, riflette sulle sue imprese col sapore amaro della sconfitta.
questo peso della coscienza fa sì che lo spettatore rimanga incollato al grande schermo per quasi tre ore, mentre la colonna sonora orchestra una tensione emotiva che resta costantemente a livelli altissimi.
come spesso accade nelle sue pellicole, nolan non sa trovare un codice narrativo per dare profondità al sentimento erotico e sensuale tra i personaggi e quindi lo elimina del tutto: forse il suo errore più grossolano, non solo perché la calipso di charlize theron sembra più una psicoterapeuta che una ninfa amante e manipolatrice, ma perchè carnalità, seduzione e desiderio sono gli elementi principali che tengono lontano ulisse da itaca per così tanto tempo.
la penelope di anne hathaway è invece impeccabile, così come robert pattinson si trova perfettamente a suo agio nei panni del maligno antinoo.

 la mentalità da vincente può cambiare le sorti di un risultato già scritto. forse. dopo la vittoria al roland garros, a...
12/07/2026


la mentalità da vincente può cambiare le sorti di un risultato già scritto. forse.
dopo la vittoria al roland garros, alexander zverev è un giocatore nuovo.
essere forte, fortissimo, non era più sufficiente senza la validazione di un titolo del grande slam e questa è arrivata proprio quando sasha stava per rassegnarsi ad essere un re senza corona..
approdare a wimbledon con la bandiera ben piantata sulla terra rossa di parigi, gli ha permesso di accedere senza sforzi ai quarti, cosa mai accaduta prima..
il percorso sull erba non sarebbe potuto essere più fluido e libero da spettri, paure ed insicurezze.
ecco perché la finale di oggi, contro il numero uno del mondo, è partita con un equilibrio perfetto da entrambe le parti.
il primo turno di battuta è di sinner, che forza il servizio all inverosimile ( simbolici i 3 net consecutivi col sottofondo degli aerei in volo), portando a casa il primo gioco con un ace.
il game 2 è di zverev, che spinge, a sua volta, sul servizio, ormai diventato il colpo decisivo di ogni partita.
primo e secondo set si giocano al tie break: 6-7 per jannik e 7-6 per sasha, che va 5 a 4 ficcando nove ace.
ne farà tipo dodici in tutto il match, mentre sinner si posiziona lontanissimo dalla riga di fondo, al limite degli spalti, per tentare di rispondere alle bordate che arrivano dal tedesco.
sasha, invece, viene spesso avanti a rete, cercando di accorciare lo scambio il più possibile.
2 ore e 57 minuti estenuanti chiudono il terzo set 6-3 in favore di sinner che, dopo attimi di smarrimento, torna a leggere le traiettorie, mantiene il controllo da fondo campo, smette con le steccate e non concede neanche un break.
il quarto set è fatale per zverev, che cala d intensità ed impatto, lascia andare il braccio ma la butta fuori, discute in russo col padre e perde 6-4, con la serenità di chi, adesso, sa che giocarsi altre finali come questa è ancora possibile.
grande jannik, un anno dopo la prima vittoria a wimbledon, hai confermato ancora una volta, la tua superiorità assoluta.

 la mentalità da vincente può cambiare le sorti di un risultato già scritto. forse. dopo la vittoria al roland garros, a...
12/07/2026


la mentalità da vincente può cambiare le sorti di un risultato già scritto. forse.
dopo la vittoria al roland garros, alexander zverev è un giocatore nuovo.
essere forte, fortissimo, non era più sufficiente senza la validazione di un titolo del grande slam e questa è arrivata proprio quando sasha stava per rassegnarsi ad essere un re senza corona..
approdare a wimbledon con la bandiera ben piantata sulla terra rossa di parigi, gli ha permesso di accedere senza sforzi ai quarti, cosa mai accaduta prima..
il percorso sull erba non sarebbe potuto essere più fluido e libero da spettri, paure ed insicurezze.
ecco perché la finale di oggi, contro il numero uno del mondo, è partita con un equilibrio perfetto da entrambe le parti.
il primo turno di battuta è di sinner, che forza il servizio all inverosimile ( simbolici i 3 net consecutivi col sottofondo degli aerei in volo), portando a casa il primo gioco con un ace.
il game 2 è di zverev, che spinge, a sua volta, sul servizio, ormai diventato il colpo decisivo di ogni partita.
primo e secondo set si giocano al tie break: 6-7 per jannik e 7-6 per sasha, che va 5 a 4 ficcando nove ace.
ne farà tipo dodici in tutto il match, mentre sinner si posiziona lontanissimo dalla riga di fondo, al limite degli spalti, per tentare di rispondere alle bordate che arrivano dal tedesco.
sasha, invece, viene spesso avanti a rete, cercando di accorciare lo scambio il più possibile.
2 ore e 57 minuti estenuanti chiudono il terzo set 6-3 in favore di sinner che, dopo attimi di smarrimento, torna a leggere le traiettorie, mantiene il controllo da fondo campo, smette con le steccate e non concede neanche un break.
il quarto set è fatale per zverev, che cala d intensità ed impatto, lascia andare il braccio ma la butta fuori, discute in russo col padre e perde 6-4, con la serenità di chi, adesso, sa che giocarsi altre finali come questa è ancora possibile.
grande jannik, un anno dopo la prima vittoria wimbledon, hai confermato ancora una volta, la tua superiorità assoluta.

Indirizzo

Milan

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