05/09/2026
la stagione cinematografica riparte con un' intensa iniezione di verità quotidiana, in cui mi sono inevitabilmente riconosciuta.
couture non è ( soltanto) un film sulla moda, ma, soprattutto il racconto sincero di un mondo, quello del fashion e delle arti, che si regge su un equilibrio precario e fragilissimo, dove il possibile successo ed il baratro del fallimento sono insieme motore ed azione delle esistenze di quattro donne che si incontrano a parigi.
alice winocour racconta con efficacia la solitudine di una modella del sud sudan, alla sua prima sfilata, di una giovane sarta che non ha orari per confezionare l abito perfetto nei tempi prestabiliti, di una truccatrice che corre da un set all altro, mentre nelle pause, coltiva il sogno di diventare una scrittrice, e di una regista, che ha lasciato a los angeles un matrimonio fallito, una figlia adolescente, con cui non riesce ad avere un dialogo, ed una diagnosi di tumore al seno.
la vita accade, sembra volerci dire la regista, indipendentemente dai nostri desideri e dalle nostre aspettative, rubandoci il tempo che pensiamo di avere a disposizione all infinito.
angelina jolie è semplicemente se stessa nel ruolo di maxine, triste, distante, sola e lontana da tutto, louis garrel non è un salvatore, ma, al contrario, fa da specchio alla dolorosa realtà dei fatti, mentre il finale si dissolve in un senso di incompiuto, lasciando un velo di tristezza che ci accompagna fuori dalla sala.