Piero Bellotto

Piero Bellotto scrittura | danza | formazione

La funzione “ricordi” di Facebook (dovrebbero disinstallarmela in modo coercitivo) mi propone un video caricato 5 anni f...
15/06/2026

La funzione “ricordi” di Facebook (dovrebbero disinstallarmela in modo coercitivo) mi propone un video caricato 5 anni fa nel quale, nonostante un piede rotto, ballo giocosamente in cucina con le stampelle.
Ora, a prescindere dal fatto che fossimo in lockdown, nel suddetto video sembro avere 10 anni più di ora (quindi un totale +15 considerando che era il 2021).
Ben lungi dal credere ai poteri taumaturgici della mia skincare coreana, mi son trovato a interrogarmi sull’effetto biologico ed estetico dell’autosvalutazione. Su quanto invece la rabbia faccia bene alla produzione di collagene e su come un banale taglio di capelli, eseguito per benino, possa trasformare ogni cosa.
Mi sono chiesto, ancora e ancora una volta, quale sia il costo della rinuncia di sé.
E ho cancellato il video.

Ho un livido, grosso e scuro.Il livido ho un gemello, opposto, baciato: specchiato.Lividi gemelli.Quando Marco l’ha vist...
09/06/2026

Ho un livido, grosso e scuro.
Il livido ho un gemello, opposto, baciato: specchiato.
Lividi gemelli.
Quando Marco l’ha visto, ho pensato: questa è la mia vita. Ho pensato.
È che ho spinto troppo, e l’amore mi ha ferito.
Amore per cosa.
Per la vita.
È che essere libero ho un costo. Alle volte un costo fisico. È che ogni giorno penso di non farcela, ma ce la faccio: io speravo che il senso fosse quello che chiamavo amore.
Amore non era.
Questa è la vita, ripeto. Pago il conto.
La vita mia.

Una bellissima recensione di Claudio Mariani , che ringrazio, su Mescalina  per il mio “Cipria”  “Esistono delle opere d...
08/06/2026

Una bellissima recensione di Claudio Mariani , che ringrazio, su Mescalina per il mio “Cipria”

“Esistono delle opere di letteratura necessarie. Anzi, talvolta la vera letteratura è necessità, soprattutto per l’autore stesso: un modo per muoversi e orientarsi in percorsi personali -quasi sempre intricati - e per dipanare grovigli per lo più complessi e all’apparenza irrisolvibili, che si gonfiano a dismisura, inumiditi dal tempo, spietatamente inesorabile, e dagli accadimenti quotidiani. Quando questa letteratura, oltre che dal bisogno interiore, è supportata da altri elementi, come in questo caso una voce interiore e una notevole tecnica, allora le cose iniziano a farsi molto, ma molto interessanti.
Cipria, l’esordio di Piero Bellotto, per nostra fortuna, fa parte di quella ristretta cerchia di narrazioni nate da congiunzioni particolarmente fortunate, alla cui base vi è un materiale biografico di evidente ispirazione. Una scrittura che, mossa inizialmente da necessità, viene poi cesellata magistralmente con una sensazione di spontaneità che lievemente trasuda dalla carta stessa. E come potrebbe essere altrimenti, visto che si sta parlando di quasi 400 pagine che non lasciano dubbi sulla freschezza e sulla sincerità intellettuale del progetto?”

https://www.mescalina.it/.../recens.../piero-bellotto/cipria

Serata intensa, quella di ieri, ricca di sorrisi, amici, domande difficili, refusi scovati da occhi molto attenti e tent...
05/06/2026

Serata intensa, quella di ieri, ricca di sorrisi, amici, domande difficili, refusi scovati da occhi molto attenti e tentativi di fuga (da parte mia).
Grazie ad per il lavoro fatto sul mio libro e a Debora Zuin per le letture emozionanti. Grazie a chi è venuto ad ascoltare i miei vaneggiamenti.
E grazie, infine, alla per averci ospitati.
Ci sono molti modi per curare una ferita. Se sei fortunato basta un po’ d’acqua fresca e un cerotto.
Se ti va male ci devi scrivere un libro, prima che quella suppuri infettando quel che resta di te.
Per quel che mi riguarda, sto ancora imparando a ballare, sto ancora imparando a scrivere e sto ancora provando a guarire.

CIPRIA

Ho perso la verginità a 14 anni, in una 126 bianca.Oppure è stato nel retro di un’edicola, a Porta Aosta.Ma magari è sta...
04/06/2026

Ho perso la verginità a 14 anni, in una 126 bianca.
Oppure è stato nel retro di un’edicola, a Porta Aosta.
Ma magari è stato nel garage di Andrea.
Poco importa: la mente non fa che inventare.

Giovedì 4 giugno 2026 sarò felicemente ospite alla Biblioteca Calvairate di Piazzale Martini 16 Milano per parlare di Lu...
02/06/2026

Giovedì 4 giugno 2026 sarò felicemente ospite alla Biblioteca Calvairate di Piazzale Martini 16 Milano per parlare di Lula, di Mamau, di danza, di identità e di libertà. L’evento, parte degli appuntamenti di vedrà la partecipazione di Debora Zuin che leggerà alcuni brani e di a cui spetterà l’onere di condurre la presentazione.

Vi aspetto per festeggiare con un brindisi l’inizio del Pride month 2026 🌈🌈🌈🥂🥂🥂

I colpi di fulmine esistono, è un dato di fatto. Io, per esempio ho una crush per la  di Piazzale Martini 16, Milano. Pe...
25/05/2026

I colpi di fulmine esistono, è un dato di fatto.
Io, per esempio ho una crush per la di Piazzale Martini 16, Milano.
Per questo motivo sono particolarmente felice e orgoglioso di presentare CIPRIA in quelle mura ospitali giovedì 4 giugno alle ore 18:30.
Con me ci sarà la bravissima Debora Zuin a leggere alcuni stralci del mio romanzo.
Mediatore dell’incontro sarà Andrea Alberto Annaratone .
Vi aspetto numeros3!

È che non smetterà mai di essere così ❤️
24/05/2026

È che non smetterà mai di essere così ❤️

Talvolta capita anche di sognarli di notte quei ricordi. Per un attimo tornano vividi e intensi come quei temporali che ...
12/05/2026

Talvolta capita anche di sognarli di notte quei ricordi. Per un attimo tornano vividi e intensi come quei temporali che ti sorprendono senza ombrello, nelle sere di tarda estate. E al risveglio non resta altro che un profumo confuso, le guance umide d’acqua piovana e un sussurro, sulle labbra. Un rimorso forse, quasi dimenticato.
Intere esistenze trascorse a innalzare muri, per tener lontano qualcosa. E va a finire che quegli stessi muri, oltre a proteggere dai pericoli, celano la memoria di ciò che era semplicemente reale.
Così non resta altra possibilità, per noi ancora vivi, se non accumulare compulsivamente surrogati di risposte. Possono essere vecchie fotografie, ritagli di giornali o segreti mai detti. Feticci per colmare il vuoto lasciato da ciò che si è preferito dimenticare o di ciò che non ci è mai stato detto.
Si custodiscono a tempo indeterminato quegli ammennicoli, con gelosa ossessione, magari dentro scatole di biscotti. In attesa che un dettaglio passato inosservato fino a quel momento possa finalmente svelare un perché.

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