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Milan, Italy
06/04/2019

Milan, Italy

Inaugurato nel 2016, il complesso, lungo ben duecento metri, è formato da due corpi, caratterizzati da una tetto a doppi...
06/03/2019

Inaugurato nel 2016, il complesso, lungo ben duecento metri, è formato da due corpi, caratterizzati da una tetto a doppia falda molto accentuato, che ospitano uffici, una sala di lettura, spazi polifunzionali, caffetterie, ristoranti e negozi. Il profilo dei volumi, realizzati in calestruzzo e vetro, è ispirato a quello della tradizionale cascina lombarda.
Come scrivono Herzog & de Meuron: ”I nuovi edifici sono ispirati dalla semplicità e dalle generose dimensioni dell’architettura tradizionale milanese, come quella dell’ Ospedale Maggiore, della Rotonda della Besana, del Lazaretto e del Castello Sforzesco. Essi si ipirano anche ai lunghi edifici lineari delle cascine tipiche dell’architettura della Lombardia che sono state anche fonte di ispirazione per l’opera di Aldo Rossi, ad esempio nel caso del suo edificio residenziale al quartiere Gallaratese.
E’ per questo che proponiamo un edificio lungo e stretto che, in modo vagamente figurativo, presenta un tetto che diventa anche facciata. La struttura riflette la configurazione geometrica del suo sito attraverso la rotazione dei suoi elementi costitutivi ed esprime un equilibrio tra trasparenza e consistenza spaziale. Facciata, struttura e spazio concorrono a formare un insieme coerente e integrato”. @ Milan, Italy

Feltrinelli Porta VoltaMilano 📍 Italia 🇮🇹 2016Herzog & de Meuron @ Milan, Italy
06/03/2019

Feltrinelli Porta Volta
Milano 📍 Italia 🇮🇹 2016
Herzog & de Meuron @ Milan, Italy

Nati a Basilea nel 1950, affiancano l’attività didattica a quella prettamente professionale.Dagli anni Novanta H&M produ...
06/03/2019

Nati a Basilea nel 1950, affiancano l’attività didattica a quella prettamente professionale.
Dagli anni Novanta H&M producono piani residenziali più vasti, tra cui la Casa dello Studente a Digione (1992) e “nei loro lavori si evidenzia la tendenza a utilizzare le superfici edilizie per la comunicazione di messaggi autonomi, separando la cubatura dall’involucro che contiene lo spazio”. Tra le opere dell’ultimo decennio spiccano i molti progetti museali: il celebre Tate Modern a Londra (2000, e successivo ampliamento); il De Young Museum a San Francisco (2005) e l’ampliamento del Walker Art Center a Minneapolis (2005) sono “improntati dalla ricerca di una plasticità delle forme”;
negli ultimi anni H&M hanno ultimato il Parrish Art Museum a New York (2012) e il Pérez Art Museum a Miami (2013).
Per l’importanza e l’influenza delle opere, Herzog & de Meuron sono oggi tra i principali studi di architettura del mondo: lo stadio Allianz Arena a Monaco di Baviera (2004) è unanimemente considerato uno degli esempi più riusciti di strutture sportive coperte moderne.
Tra i molti riconoscimenti internazionali, ricordiamo il Pritzker Price nel 2001.
Tra i recenti lavori del duo ricordiamo:
a. Tate Modern Switch House, Londra, 2016
b. Sammlung Goetz, Monaco di Baviera, 1993
c. CaixaForum Madrid, Madrid, 2008
❓Quali di questi vorreste esaminare la prossima volta?

Torino, 2009 - Ci troviamo in un quartiere che non rispetta più l’impianto romano ma che non rinuncia ai tipici blocchi ...
24/02/2019

Torino, 2009 - Ci troviamo in un quartiere che non rispetta più l’impianto romano ma che non rinuncia ai tipici blocchi chiusi torinesi. Zucchi rompe questo schema e apre l’isolato alla città, con una nuova piazza centrale che permette l’attraversamento diurno e collega tra loro i diversi edifici del complesso Lavazza. A ingentilire il passaggio ci pensa il giardino, "l’abbraccio" con cui la Nuvola stringe la piazza, un gesto che a Torino non si vedeva dall’età barocca. In questo contesto i prospetti diventano «sfondo dello spazio pubblico», spiega Zucchi. Non solo la nuova facciata, con ritmi e scansioni ispirati dalle vie di Torino, ma anche quella disegnata per gli edifici già esistenti, che ne erano privi all’interno dell’isolato: «I triliti bianchi, che sono una sorta di continuazione delle paraste del prospetto sulla strada e abbracciano lo spazio aperto, offrono l’elemento ritmico di un edificio urbano», dice l’architetto. «Tutto il disegno è reattivo al contesto, ma non imitativo». La linea curva e avvolgente torna anche nella hall, che sale ai piani superiori con una scala dalle forme morbide («Ai Lavazza farà pensare alle volute di fumo del caffè, a me a Mollino e a Palazzo Carignano». @ Turin, Italy

NUVOLA LAVAZZATorino 📍Italia 🇮🇹 2018CZA - Cino Zucchi Architetti @ Turin, Italy
24/02/2019

NUVOLA LAVAZZA
Torino 📍Italia 🇮🇹 2018
CZA - Cino Zucchi Architetti @ Turin, Italy

Milano classe 1955, Cino Zucchi è tra i più noti progettisti italiani nei campi dell’architettura e del disegno urbano, ...
24/02/2019

Milano classe 1955, Cino Zucchi è tra i più noti progettisti italiani nei campi dell’architettura e del disegno urbano, con un particolare accento sul rapporto tra innovazione e interpretazione del contesto. I suoi progetti con lo studio CZA hanno conseguito numerosi premi e sono stati pubblicati su riviste e libri internazionali, come l’installazione Copycat alla XIII Biennale di architettura 2012, gli uffici Salewa a Bolzano, la riforma dell’area ex Junghans a Venezia e le case a Porta Nuova di Milano.
Tra i suoi recenti lavori ricordiamo:
a. Museo dell'automobile, Torino, 2011
2. Residenze Nuovo Portello, Milano
3. Chiesa della Resurrezione di Gesù, Sesto San Giovanni, 2010
Quali di questi vorreste esaminare la prossima volta? @ Milano Italia

Lo studio BBPR, fondato nel 1932 da Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nath...
22/02/2019

Lo studio BBPR, fondato nel 1932 da Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers, costituisce uno dei primi e più interessanti casi di sodalizio artistico e culturale fondato sul lavoro di gruppo anziché sulla personalità del singolo.
Negli anni Cinquanta i BBPR avviarono una profonda riflessione sul rinnovamento dell’architettura moderna in rapporto al contesto, alla storia e alla tradizione. In quest’ottica, la teoria delle preesistenze ambientali promossa da Rogers, proponeva di affrontare la progettazione in relazione ad una nuova nozione di ambiente, tentando di rappresentare empiricamente nel linguaggio architettonico alcuni caratteri significativi dei luoghi, recuperandone gli aspetti materici, di colore e d’immagine. L’edificio-simbolo che esprime i risultati di questa teoria è sicuramente la Torre Velasca, terminata a Milano nel 1958 dopo una vicenda progettuale e di cantiere durata quasi dieci anni. Sul progetto e sulla realizzazione della Velasca, nonché sul dibattito che si è scatenato intorno ad essa, si è formata un’intera generazione di progettisti.

Nel 1950 lo studio BBPR riceve l’incarico di progettare un complesso polifunzionale, a poche centinaia di metri dal Duom...
22/02/2019

Nel 1950 lo studio BBPR riceve l’incarico di progettare un complesso polifunzionale, a poche centinaia di metri dal Duomo, su alcune aree devastate dai bombardamenti, in base ad un mix di funzioni attentamente studiato per adeguarsi alla normativa del tempo. La torre Velasca diventa così un episodio isolato, in contrasto con l’idea corrente di grattacielo come tipo ripetibile: il profilo della torre svetta per un centinaio di metri come un unicum nello skyline milanese, con il dichiarato intento di ricostruire il profilo di una città che sta aumentando l’altezza media degli edifici perdendo tutti gli elementi di riferimento: i campanili e le chiese.
Fin dalle prime bozze di progetto i BBPR delineano una torre in cui la parte superiore è più larga di quella inferiore, in funzione del fatto che le abitazioni (dal 19° al 25° piano) necessitano di una profondità maggiore del corpo di fabbrica rispetto agli uffici (dal 2° al 10° piano) e agli studi professionali con abitazione annessa (dall’11° al 17° piano). Le settantadue abitazioni della parte in alto, da due a sette vani più servizi, sono tutte dotate di veranda o terrazzo. Nelle fasi di ricerca iniziali s’immaginava una torre rivestita da un curtain wall vetrato, sostenuta da una struttura in acciaio, ma si arriva ad una soluzione in cemento armato che consente di ridurre i costi. La struttura è gettata in opera ed esibita con possenti costoloni rastremati che percorrono le facciate e si allargano in caratteristici puntoni di raccordo al diciottesimo piano. Il telaio strutturale è tamponato da pannelli prefabbricati in cemento e graniglia di marmo rosato disposti in maniera irregolare.
Da un progetto in piena sintonia con l’imperante International Style i BBPR passano dunque ad una soluzione definita «Neo Art Noveau» e che suscita "scalpore" a causa delle membrature neogotiche, delle guglie terminali, del grande tetto a falde che copre il piano attico, dei richiami al profilo di una torre medievale. La Torre Velasca è da considerare un «omaggio a Milano» che, scrive Rogers, «offre una visione meno dogmatica della modernità». @ Milan, Italy

Torre VelascaMilano 📍 Italia  🇮🇹 1961BBPR @ Torre Velasca
22/02/2019

Torre Velasca
Milano 📍 Italia 🇮🇹 1961
BBPR @ Torre Velasca

Entrambi nati a Basilea nel 1950, affiancano l’attività didattica a quella prettamente professionale.Dagli anni Novanta ...
18/02/2019

Entrambi nati a Basilea nel 1950, affiancano l’attività didattica a quella prettamente professionale.
Dagli anni Novanta H&M producono inoltre piani residenziali più vasti (tra cui la Casa dello Studente a Digione, 1992) e “nei loro lavori si evidenzia la tendenza a utilizzare le superfici edilizie per la comunicazione di messaggi autonomi (...) separando la cubatura dall’involucro che contiene lo spazio”.
Tra le opere dell’ultimo decennio spiccano i molti progetti museali: il celebre Tate Modern a Londra (2000, e successivo ampliamento); il De Young Museum a San Francisco (2005) e l’ampliamento del Walker Art Center a Minneapolis (2005) sono “improntati dalla ricerca di una plasticità delle forme”; negli ultimi anni H&M hanno ultimato il Parrish Art Museum a New York (2012) e il Pérez Art Museum a Miami (2013).
Per l’importanza e l’influenza delle opere, Herzog & de Meuron sono oggi tra i principali studi di architettura del mondo: lo stadio Allianz Arena a Monaco di Baviera (2004) è unanimemente considerato uno degli esempi più riusciti di strutture sportive coperte moderne.
Tra i molti riconoscimenti a livello internazionale, spicca il Pritzker Price nel 2001.

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