08/11/2020
Era una calda giornata d'estate quando decisi di aprire questo blog. Era il 2009. Di blogger non se ne parlava ancora. C’erano le prime Ferragni, Ferraro, ma poco di più. C’era Milano, che era bella, ma mai splendida come oggi. Io avevo appena vissuto la mia prima delusione nel mondo del giornalismo. �
In quel caldo pomeriggio di Milano, in viale Abruzzi, chiesi a un ex collega informatico, allora caro amico, se mi aiutasse ad aprire un blog, uno strumento per continuare a scrivere nel modo in cui il mio primo lavoro mi aveva insegnato a fare. "Sì, ma cosa vuoi metterci dentro, di cosa vuoi scrivere? Un blog lo devi popolare di contenuti interessanti per un pubblico, se no chi ti legge?” - mi chiese Giò, contento di aiutarmi, ma anche un po' perplesso.
"Non lo so" - risposi io - "A me serve come strumento per continuare a vivere la mia passione. Non so molto del mondo; posso raccontare di quello che so e che amo: amo l'Arte e amo la mia Milano. Conosco tante storie e mi piace raccontarle. Che ne dici?“. Dissi così, di botto - "E come lo vuoi chiamare?" - "Milanoincontemporanea" dissi subito. �
In un attimo il profilo Wordpress di "Milanoin" venne aperto, ma per contenuti, storie, spunti e soprattutto "social repost" dovetti aspettare qualche mese.
Almeno tre.
Fino ad arrivare a OGGI. NOVEMBRE 2009.
Il primo articolo pubblicato al mondo, sul web, fa paura.
Quando premi “pubblica” è un po’ come fare un tuffo carpiato da una torretta altissima (cosa che, da ragazza, gli amici che mi conoscono da una vita lo sanno, non ho mai avuto il coraggio di fare).
E' come mettersi a n**o in mezzo a una piazza, soprattutto se quello che dici, che scrivi, che esponi, fa parte del tuo modo di essere, di quello che sei, che ami e che ti piace.
Dopo quel primo post ce n'è stato un altro, e poi un altro ancora, giorno dopo giorno, ogni giorno, tutti i giorni, sempre, con costanza. Non ci sono stati giorni di vacanza, feste, “ponti”.
Su Milanoin abbiamo affrontato qualunque argomento, vissuto ogni spazio e tempo di Milano.
Abbiamo pianto chi ne l'ha fatta grande e se n’è andato (come Ferruccio Soleri, G*e Aulenti, Mike Bongiorno, Dario Fo, Mariangela Melato, tra gli altri).
Abbiamo brindato a chi l'ha resa così bella nel tempo, ai grandi eventi, su tutti, Expo 2015, uno "starting point di bellezza" dal quale non siamo tornati più indietro.
Abbiamo visitato insieme angoli di un tempo che non c'è più.
Ricordato sapori antichi e testato i nuovi gusti, fatti di nuove aperture, ristoranti, food truck, bistrot...
Abbiamo vissuto la moda, siamo entrati in sfilate e atelier.
Abbiamo incontrato i nostri miti.
Vissuto esperienze da favola.
Ci siamo divertiti con amici che hanno dato il loro contributo anche loro scrivendo, raccontando, quello che amavano di più.
Perché Milanoin è sempre stato questo per me: una creatura, la mia creatura, che è diventata la creatura convissuta con passione con le persone care, gli affetti della vita, su tutte, mia sorella Giulia Perfetti.
Ma ci sono stati anche Davide, Silvia, Marta, Tiziana, Viviana, Stefania. Hanno scritto Arianna, Marco, Andrea, Alberto, Pinella, Martina e molti altri - perdonate se non ricordo tutti.
Quello che ricordo bene, quello che so, è che ci siamo stati, siamo stati in tanti e veri, sempre per passione, amore e senso di appartenenza, verso noi stessi e la nostra città.
Una città che in questi ultimi anni è cambiata. Siamo cambiati e cresciuti noi.
E questo ultimo anno ci ha cambiati un po’ di più.
Perdonate se questo tempo, quello più recente, non ha contenuto parole, storie, racconti, reportage, interviste, suggerimenti, ricette, “post” nel modo in cui ci siamo reciprocamente abituati in questi ultimi 11 anni. E grazie di aver vissuto questa avventura fino ad oggi.
Nell’ultimo anno Milanoin ha proseguito la sua storia, in modo diverso ma continuo.
Grazie Milanoin per questo viaggio.
Grazie a voi per esserci stati e per continuare a condividere con me questo sogno.
Buon compleanno Milanoin. E buon compleanno a tutti noi.
- Paola