19/04/2026
Scrivo per rappresentazione di una verità, creo poesie nel senso e nella voglia della libertà di rappresentare l'arte che sono, il vero costo della professione e la credibilità della parola. Il pezzo che racconta la vita nel suo fatto profondo e veloce, il timpano della desolazione che respinge il dolore, rappresento una generazione, un tempo un varco verso il futuro, che è quell'oggi desiderato lontano da malattie e difficile interpretazione della realtà. Purtroppo gli abusi, quando passi dentro strutture di contenimento sono frequenti e lontano dalla verità. Ad oggi latito dalla legge, guadagno poco mi distinguo in ambito per una necessità, ma il bello da cui voglio esigere la mia rappresentazione è quel primo passo fuori dal criminoso, fuori dalle malefatte una purga dell'animo che costa il canto della paura ma facendocela a superare la mancanza di denaro, il verso non letto il libro non venduto, l'insulto il dolore riesco a convincere e rappresentare il senso della mia vita; evolverlo nel bene e costruire una casa dove vivere con me stesso in pace nell'animo e nel cuore. Le mie vicende sono piuttosto bizzarre gli interventi di certi periti psichiatri le cure sbagliate i pazzi che ho visto nei manicomi nelle comunità riabilitative il mio disprezzo. Non mi serve un punto su cui poggiarmi, un azzardo un frignare emotivo della solitudine, mi serve soltanto una quiete un ramo di quell'albero che mi dia sostenibilità, perchè in fondo è tutto quello che ho la mia mano sul cuore e sul capo quando mi guardo negli occhi allo specchio, nei sobborghi di Parigi, so che ogni male è ingiusto, so che non merito di essere punito ma neanche capito, merito soltanto di essere lasciato in pace. La violenza con cui si pone la legge non è facile da accogliere, c'è chi si toglie anche la vita, ma quando io ci penso al passato alle mie donne ai miei guadagni alle mie realtà, alle serate che ho passato al meglio che ho dato agli amici ai lavori ai pesi delle carceri, alle facce che mi hanno incastrato a tutto quello che mi ha compromesso, esco dalla faccia dei miei crimini, perchè fluisce tutto in una necessità di pace esterna, la calma delle belle cose e dei fiori che merito. Io non faccio male a dirlo e se il mio male è stato feroce, confesso allo specchio della legge che è passato compreso e soprasseduto dalla vita e dal tempo, non sono stato un criminale, sono stato un artista vero, un pezzo di lettera che graffia la realtà, una Nike dell'epoca, una leggenda che non finisce male, un sorriso gelido, un freddo profondo del cuore una bella riscossa del mio faldone penale, un giunto alla novità reale. Il mio vangelo letterario sprofonda nella multi versione, ma alla fine quando il pettine tira i nodi, tutta la m***a che non mi ha dato pace, si elimina da sola, o quasi, si esclude si autorizza ad altro, lasciando pace intorno a me, finalmente. Questo per dire che i pianti dell'anima sono stati ascoltati e letti e che la giustizia della realtà vissuta, rende il premio alla mia vita. La nota rappresenta l'anti-sciagura della vita, il ragionamento sulla criticità della vita sul decennio violento che ho vissuto, sul prezzo che ho pagato per avere pace e libertà, della mia persona, negli ambiti penali dove non c'è la caccia all'uomo o la persecuzione, per cui vale una ristrutturazione della fedina penale, la pulizia concreta della omologazione ad un contesto che non mi appartiene più, un costesto che è stato criminale, rappresentato da un uomo che ha chiuso e sbarrato la porta al male e al passato. E' la confessione di un uomo libero, che non reca male a nessuno se non a quel fare paranoico di oppressione e violenza che la legge utilizza quando vuole fare male, quindi la mia libertà è sacro santa cosi il mio pregio letterario, la mia poesia il mio canto d'anima pulita di cuore libero. Attraverso la novità porto con me la rappresentazione surreale letteraria, della coordinazione e del tempo il volto adulto di me bambino, il passaggio che è legge della vita, il trapasso che è il karma e poi la resa che è la verità in essa espressa, rappresentando poi la pace e la libertà intorno a me. Quindi lontano da posti di blocco da reati penali da volteggi da equilibrista, lontano da bugie lontano da maschere di cera da lacrime di coccodrillo. La mia vita l'ho sudata, la mia arte l'ho pagata in faccia alla morte, il mio rispetto l'ho guadagnato con il cuore e la mente, la mia firma ha il valore della rappresentazione del vero, della verità spiccata nei globuli della pena che non torna, su di me come una carambola assassina. Onestamente ho spremuto la mente, ho fatto il fiore della notte, il passo sul chiodo che non agisce e non mi uccide, perchè non può e non ha ragione.
da "IL FIORE DELLA NOTTE".