26/08/2026
DEL MIO REALISMO
L'aderenza con la storia, quando perde attrito scivola e traspare in strade diverse dalle conoscenze. Il dolore cresce nella solitudine e nel vocabolo lí dove non c'è risposta o concretezza adatta ad un pensiero e cosi svolta nel malpensiero e nella freddezza. Ho passato anni fuori dalla mia cerchia di giovane poeta, sui lussi della malavita cercando il diamante della resurrezione. Ho perso il quadro della mia provvidenza ho c**tivato cocaina in Colombia e ho venduto il sapere del crimine a prezzo esagerato. Sono volato nel fiume di sangue dei pazzi che hanno tradito, cio' che io non sono mai riuscito pur tentandoci di tradire. All'Inferno dove tutto brucia le dita con cui tocchi il cibo non ho voluto abbandonare l'ossigeno. Mi sono chiuso dentro una molecola d'acqua e ho navigato gli oceani della malvagita' ho perso tutto ho lasciato tutte le speranze alle mie spalle, ho murato i desideri nei bicchieri rotti della sbornia. Non ha l'idea, non ha la ballata della gioia, non ha i denti per mordere non ha la voglia di esserci di stare sul tempo e cosi veloce e profuga la ragione nel crimine muore. Il tutto compreso di sete di sangue degli squali assassini dei giri loschi, una perdita nel vuoto un buco mai colmato, un vero disastro. Il pezzo dei miei peggiori anni sulle note del pianoforte abbandonato, nella dimora degli spacciatori di strada. Ho racc**to l'ultimo centesimo e l'ho puntato sulla mia vittoria, in questa partita dove la quota era un milione a uno contro di me. Sono in guerra contro la faccia dell'arte e della musica che offre il cabaret politico, la bellezza del narcisismo ricco di ricchezze mai avute, il mio pendolo è coerente e abbandona quella specie che ostenta e rende la parola come un fango da cui trarne un profitto una resa morale un essere accettati millantando denaro e opere d'arte. La convenienza dei passi narcisi rende l'egoismo più sconfinato e trovo parallelo tra crimine e stato questo confronto sul mio bilancino preciso, che calcola il grammo di madreperla che ti vendo. Lascio dietro di me un fatto poetico surreale, mi sto agganciando a un realismo, di strada di vita mai raccontata di realta' violenta, di passato e di novita' di strada, dopo quasi trent'anni ho spento la giostra della piazza, ho girato tutto sulla sua faccia opposta e ho scommesso su di me tutto quello che avevo. La guerra è la stessa contro la finzione, il costo del mio passato è un frammento di diamante che vale il prezzo della lettura e della pressione dei cilindri sull'ordine di falsita' a cui io ho detto addio, contro di esso dalle fanghiglie del crimine del nuovo millennio sulle cime della poverta', dove lo scritto della penna scava con il suo carato il peso della verita'. Il racconto ebbe valore e il pregiudizio ottiene conforto, la cassa si riempie e quel sorriso non è più una cicatrice, questo realismo che ha vinto la sua preda, è il valico della tenebra per me poeta, di storia moderna di storia viziata dalla censura, di becchi giudiziari di fanciulle tradite. Ho pesato il mio tempo, su queste strade, sono libero e presente, la strada risponde con le stesse bugie mascherate da altre bugie, la circostanza che il media abbia soggiogato il dolore e la ripresa in gioia e guadagno, il fermo immagine di un'indagine dei miei versi, la rottura tra coloro che avanzano il dire come una canzone utile alla coscienza e quindi narciso e chi sta ancora sulle stesse strade sporche ma con piu' consapevolezza che tutto questo lusso millantato tra i crimini ha tolto a molti rendendogli cio' che non hanno capito, o il fare cristallino che non esiste più a chi ha dato a chi ha fatto a chi è stato colpito dalla macchina politica. La realta' è singolare, il mio singolarismo ha scommesso sulla mia penna, una g***k che scrive la storia e il realismo del tempo che tutti vivono, sul volto della luna che non si mostra, che combatte la dittatura mediatica e le sue malefatte nei silenzi notturni tra un cliente e l'altro.