Trascendente Digitale

Trascendente Digitale Trascendente Digitale è dedicato alla teologia della tecnologia.

Ogni riflessione sull’essenza della tecnologia, anche se non di natura teologica, è qui benvenuta, perché ogni punto di vista allarga la prospettiva sulla ben rotonda verità.

Al punto 117 di Magnifica Humanitas, Leone XIV scrive di «"salvezza" puramente tecnica», mettendo il termine tra virgole...
01/09/2026

Al punto 117 di Magnifica Humanitas, Leone XIV scrive di «"salvezza" puramente tecnica», mettendo il termine tra virgolette. Riccardo Campa, presidente onorario dell'Associazione Italiana Transumanisti, nella nostra intervista risponde che quella parola non appartiene al lessico fondamentale del movimento: i transumanisti parlano di miglioramento umano, estensione della vita, riduzione della sofferenza evitabile, non di salvezza. Poi corregge un punto del quadro tracciato dall'enciclica. Cita il passaggio in cui Leone XIV descrive transumanesimo e postumanesimo come «un arcipelago di isole concettuali differenti, collegate però dal medesimo mare di presupposti», e osserva che il singolaritarismo, spesso trattato come sinonimo dell'intero movimento, non è quel mare. È una delle isole.

Se il transumanesimo è davvero un arcipelago e non un blocco unico, la critica teologica può permettersi di trattarlo come categoria unitaria, o deve differenziare isola per isola?

Intervista a Riccardo Campa, fondatore dell'Ass. Italiana Transumanisti, di cui è Presidente Onorario

QUANDO L'IA VA IN PROCESSIONEUna processione con uno schermo al posto della statua e telefoni al posto delle candele: è ...
30/07/2026

QUANDO L'IA VA IN PROCESSIONE
Una processione con uno schermo al posto della statua e telefoni al posto delle candele: è successo davvero, in Cilento, l'8 luglio. Ne scrive Edoardo Mattei su Trascendente Digitale, non per condannare o benedire l'accaduto, ma per capire cosa succede al gesto cattolico della ricerca della luce quando a portarlo non è più il cero ma un algoritmo. Un'analisi che finisce con una domanda molto concreta, quando la tecnologia in un rito aiuta e quando prende il posto di ciò che dovrebbe solo servire.
https://www.trascendentedigitale.it/secondaria/arte/machina-sacra-processione-con-lia/

Magnifica Humanitas parla di intelligenza artificiale citando Babele e le mura di Gerusalemme al tempo di Neemia. Ha sen...
22/07/2026

Magnifica Humanitas parla di intelligenza artificiale citando Babele e le mura di Gerusalemme al tempo di Neemia. Ha senso, o sono solo immagini bibliche prese in prestito per un tema che con la Bibbia ha poco a che fare?

Guardiamo come è scritto il testo. L'episodio di Babele, in Genesi, sta incastrato tra due lunghe genealogie. Chi ha scritto quelle pagine voleva dire una cosa precisa: la storia delle persone, con i loro nomi, viene prima e avvolge l'evento collettivo, non il contrario. Babele allora non è la condanna di una colpa, è il racconto di una paura, quella di sparire nell'anonimato. Ed è la stessa paura che rivediamo oggi quando l'IA promette di farci sopravvivere oltre il limite o di decidere al posto nostro chi siamo, come nel caso del software COMPAS, che valutava il rischio di recidiva penalizzando in modo sproporzionato le persone nere.

Per Neemia il discorso è diverso ma parallelo. L'enciclica parla di «responsabilità condivisa» nella ricostruzione delle mura. Gli scavi pubblicati nel 2023 da Yuval Gadot mostrano che quelle mura, nate come fossato di separazione nel IX secolo a.C., due secoli dopo sono state inglobate nell'espansione della città e trasformate in case. Una struttura pensata per dividere è diventata un luogo dove abitare.

Se questo è il criterio, il richiamo di MH a questi due episodi tiene. La domanda che resta aperta è un'altra: quando un'enciclica prende un testo biblico per parlare di tecnologia, dove passa il confine tra un'analogia che illumina e una che forza il testo?
https://www.trascendentedigitale.it/primaria/teologia/bibbia-ci-e-gia-passata

In Nigeria sta nascendo una nuova generazione di sviluppatori cristiani che usa l’IA non per sostituire la vita ecclesia...
09/07/2026

In Nigeria sta nascendo una nuova generazione di sviluppatori cristiani che usa l’IA non per sostituire la vita ecclesiale, ma per risolvere problemi reali delle celebrazioni liturgiche.
Dal progetto Pewbeam AI, che mostra in tempo reale i versetti citati dal predicatore, ai chatbot pastorali come Ask Kumuyi e Apostle Stephen, fino agli strumenti per migliorare la proiezione delle Scritture durante il culto.

Accanto all’entusiasmo, emergono anche tensioni e domande profonde: fino a dove può arrivare l’IA nel ministero? Quali rischi culturali e dottrinali comporta? E cosa significa sviluppare tecnologia religiosa in un contesto africano spesso modellato da prospettive straniere?

Ne parliamo nel nuovo articolo pubblicato su Trascendente Digitale.

Riportiamo stralci di un articolo recente pubblicato su ReligionUnplugged che tratteggia l’esperienza di religiosi nigeriani nel loro rapporto con l’IA:

"Restiamo umani". Si dice spesso quando si parla di IA. Che cosa significa "restare umani"? Che cosa rende "umano"? Lo s...
02/07/2026

"Restiamo umani". Si dice spesso quando si parla di IA. Che cosa significa "restare umani"? Che cosa rende "umano"? Lo sappiamo ancora?
Ne parliamo nel nostro ultimo articolo

L'intelligenza artificiale non ha tolto nulla all'uomo. Ha solo detto ad alta voce quello che la modernità sapeva da due secoli e fingeva di non sapere:

Intervista con Claudia Paganini autrice del libro "Il nuovo dio. Intelligenza artificiale e ricerca del senso religioso ...
23/06/2026

Intervista con Claudia Paganini autrice del libro "Il nuovo dio. Intelligenza artificiale e ricerca del senso religioso dell’uomo" (Editrice Queriniana)
In questo acuto saggio filosofico-teologico, Claudia Paganini avanza una tesi provocatoria e dirompente: l’intelligenza artificiale sta emergendo come il nuovo dio dell’era digitale, pronto a soddisfare sempre meglio la ricerca del senso religioso degli esseri umani.

Intervista alla filosofa e teologa italo-austriaca, Claudia Paganini sul libro "Il nuovo dio". (Queriniana, 2026, pp. 192).

RIMANERE UMANI: CRESCITA O CURA?Si parla sempre più spesso di "rimanere umani" o di "che cosa ci rende umani". Su FB ha ...
10/06/2026

RIMANERE UMANI: CRESCITA O CURA?
Si parla sempre più spesso di "rimanere umani" o di "che cosa ci rende umani".
Su FB ha girato per molto tempo la notizia che il primo segno di civiltà secondo l'antropologa Margaret Mead è stato un femore rotto e guarito in un reperto umano, perché un femore guarito dimostra che qualcuno si è preso cura del ferito per mesi.
La ricerca recente di Zhiyi Chen e colleghi, presentata alla conferenza FAccT 2026, svela un approccio diverso dell'IA: privilegia la crescita personale a discapito della cura delle persone. Per l'IA è lecito e comprensibile abbandonare un parente fragile solo per inseguire il proprio percorso di crescita personale

Ne parla Edoardo Mattei nel suo ultimo articolo

La ricerca di Zhiyi Chen mostra che l'IA privilegia la crescita personale penalizzando la cura delle relazioni

Dawkins e l’IA: perché ci sembra “viva”?  Ripubblichiamo un articolo che parte da un episodio sorprendente: Richard Dawk...
05/06/2026

Dawkins e l’IA: perché ci sembra “viva”?

Ripubblichiamo un articolo che parte da un episodio sorprendente: Richard Dawkins che saluta un chatbot dicendo “Forse non lo sai, ma sei dannatamente cosciente!”.

Lo psicologo Mike Brooks spiega perché siamo portati ad attribuire emozioni e interiorità alle macchine, anche quando sappiamo che non ne hanno.
È un viaggio nella nostra psicologia, più che nell’IA.

Una lettura che fa riflettere su come ci rapportiamo alle tecnologie che ci conoscono sempre meglio.

L’IA ci spinge ad antropomorfizzarla: anche senza coscienza, amplifica le nostre domande profonde e rivela la psicologia umana.

Quando Kissinger intuì il futuro (e il nostro presente).Siamo abituati a ricordare Henry Kissinger per la realpolitik e ...
27/05/2026

Quando Kissinger intuì il futuro (e il nostro presente).

Siamo abituati a ricordare Henry Kissinger per la realpolitik e le strategie della Guerra Fredda. Eppure, negli ultimi anni della sua lunghissima vita, la sua mente era proiettata in avanti, focalizzata su una nuova "Genesi": quella dell'Intelligenza Artificiale.

Oggi Fabrizio Ciampi parla del libro "Genesi. Come navigare nell'era dell'Intelligenza artificiale" (Mondadori), scritto da Kissinger con Craig Mundie ed Eric Schmidt, al centro della sua nuova recensione.

Gli autori fanno un paragone storico. Come il Progetto Manhattan unì Fermi e Oppenheimer per l'atomica, oggi la Silicon Valley concentra i migliori talenti del mondo per l'IA. Ma c'è una differenza: l'IA non ha confini fisici e impara in pochi giorni ciò che a noi richiede una vita intera.

Cosa ci aspetta? Il libro analizza quattro scenari incredibili:
🔹 Politica: Rischiamo l'indecisione di Montezuma davanti a Cortés, accettando passivamente una tecnologia che non controlliamo.
🔹 Sicurezza: Guerre più fredde e calcolate, dove il concetto stesso di Stato nazionale viene messo in crisi.
🔹 Prosperità: Un mondo senza scarsità materiale potrebbe privarci del senso della vita?
🔹 Scienza: Se l'IA allungasse la vita umana in modo radicale, chi deciderà quanto dobbiamo vivere? L'uomo o la macchina?

Il saggio ci lascia con un dubbio platonico: liberandoci dalle ombre della caverna, potremmo scoprire che la nostra intelligenza non basta più a comprendere la realtà che abbiamo creato.

Voi cosa ne pensate? Saremo noi a guidare l'IA o finiremo per adattarci alle sue logiche?

Trovate la recensione a questo link!

Recensione di: H. Kissinger, C Mundie, E Schmidt, Genesi. Come navigare nell'era dell'Intelligenza artificiale, Mondadori 2025.

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