28/04/2026
Vittorio Palmacci, clarinettista, sassofonista e band leader, ci ha lasciati ieri, 27 aprile, a Terracina, al termine di una lunga e significativa carriera dedicata alla musica e al jazz in Italia.
Appartenente a quella generazione di musicisti che ha esplorato, custodito e fatto crescere il Dixieland in Italia, Vittorio ha condiviso un’epoca e uno spirito artistico con i pionieri del jazz in italia. Il suo percorso musicale si è distinto anche per una naturale versatilità; ha saputo accogliere le influenze del jazz americano e intrecciarle con la sensibilità della musica italiana, sempre diretto e profondamente comunicativo.
Sul palco era un musicista di straordinaria immediatezza: capace di inserirsi con naturalezza in ogni contesto, con un suono sempre rotondo e riconoscibile, con un senso della musica che andava oltre la tecnica, restituendo chiarezza e spontaneità, e con il miglior glissato di clarinetto che abbia mai sentito! Ha diretto molteplici formazioni, dal settetto alla big band, fino a collaborazioni con orchestre d’archi percorrendo in lungo e largo l’Italia ma anche qualche angolo d’Europa.
Per me, Vittorio è stato qualcosa di più, una delle prime fonti di ispirazioni verso il clarinetto. Se oggi sono un clarinettista, lo devo all’ascolto che la sua musica mi ha trasmesso in un tempo d’infanzia che precede persino i miei ricordi nitidi.
La sua discografia non è facilmente reperibile, e questo racconta molto della sua generazione; musicisti che dedicavano il loro tempo al fare musica, ogni giorno, più volte al giorno, più che a documentarla.
Lo ricordo con gratitudine e affetto, con il sorriso che la sua personalità sapeva generare.
Giordano Carnevale