18/07/2026
La lettera inviata dal dott. Raffaele Piemontese, Assessore alle infrastrutture e Difesa del Suolo, della Regione Puglia, ai sindaci di Ischitella e Vico del Gargano, ci fa ben sperare!
Il contributo assegnato di 2.500.000 euro per l’intervento di miglioramento dell’officiosità idraulica del reticolo idrografico superficiale del Torrente denominato “Vallone La Porta e/o Fosso dei Mulini”, come specificato dal sindaco di Ischitella permetterà due cose:
1) - mettere in sicurezza il territorio e il reticolo idrico superficiale;
2)- avviare un recupero storico e culturale, di valorizzazione di una parte del nostro paesaggio che sarà fruibile a tutti.
Meraviglioso! Un sogno! Finalmente, ciò che resta del Vallone dei Mulini sarà restituito alla Storia e alla comunità?
Fu un tempo valle incantevole, di orti, di giardini di agrumi e di mulini ad acqua, un “distretto industriale” ante litteram, presente fin dal XI secolo. Fu creato e gestito dal potente ordine dei benedettini che, nel silenzio della formula “ora et labora”, bonificavano, coltivavano e gestivano acque e strade, rendendo più sicuro e ospitale il percorso per i pellegrini diretti alla grotta dell’Arcangelo Michele.
Negli anni 80, il Vallone della Porta o Vallone dei Mulini venne completamente sventrato dal Progetto della Superstrada, che ignorò: l’esistenza delle svariate sorgenti perenni; l’economia locale basata sulle coltivazioni di orti e giardini; la STORIA del Fosso dei Mulini e tutto il contesto paesaggistico e faunistico. Vennero spianati 4 dei 7 mulini presenti, di cui 4 appartenenti al Principe Emanuele Pinto y Mendoza, signore di Ischitella (1789).
A causa della modifica del territorio e delle interruzioni stradali, molti appezzamenti e fabbricati, non più raggiungibili, furono abbandonati. Le macine rinvenute durante i lavori furono saccheggiate diventando oggetto di traffici illeciti e inoltre, le iniezioni di calcestruzzo nelle cavità carsiche, modificarono il flusso delle sorgenti.
La comunità ischitellana assistette, inerme e silente, allo scempio...
Un vero disastro!
Noi dell’associazione “Il Quadrato Magico APS” conosciamo bene questi luoghi, dove è ancora possibile leggere le tracce tangibili di quell’architettura d’acqua che metteva in funzione gli ingranaggi delle macine; sbarramenti, bacini di raccolta, cascatelle.
Attraverso le attività di escursionismo, ci siamo costantemente impegnati a valorizzare il tratturo di San Rocco, che da Ischitella conduce a Rodi attraverso il Vallone dei Mulini, e abbiamo prontamente sporto formale denuncia (30 dicembre 2024), quando ci siamo accorti che la macina del Principe, incastonata lungo il sentiero, era stata trafugata da ignoti che, con macchine operatrici, avevano sconquassato e distrutto il sentiero recentemente recuperato con finanziamento del GAL Gargano “Sentieri di Incontro”.
Durante le successive attività di accertamento e controllo avviate dalle Forze dell’Ordine, abbiamo collaborato attivamente, offrendo collaborazione e supporto, al fine di mettere a disposizione ogni elemento utile al rapido rinvenimento della macina.
Per chi non ricorda, la vicenda si concluse positivamente e nel giro di pochi giorni la macina fu restituita! (11 gennaio 2025). A tutt’oggi giace nei depositi del Comune.
Siamo fiduciosi e crediamo si possa Recuperare parte di quella storia e Preservare questo ambito a forte valenza paesaggistica (ZPS Zona di Protezione Speciale, PPTR Puglia), tornato in equilibrio con la natura.
Questa valle merita rispetto, le siamo debitori!
I vincoli paesaggistici garantiranno le corrette linee di condotta.
Ci auguriamo che questa sia l’occasione per sistemare e mettere in sicurezza nuovamente il tratturo di San Rocco e per restituire ai luoghi l’ultima testimone della Storia del Vallone dei Mulini: la Macina di sua Maestà!