09/05/2026
Non siam tanti, ma credetemi esistiamo.
In Turchia, dove un tempo c’erano colline spoglie e terreno consumato dall’erosione, oggi si estende un grande bosco.
Dietro questa trasformazione c’è il lavoro di Hikmet Kaya, ex responsabile forestale del distretto di Boyabat, nella provincia di Sinop. La sua missione iniziò alla fine degli anni ’70, quando quella zona appariva secca, fragile e quasi priva di vegetazione.
Kaya non si limitò a piantare qualche albero simbolico. Insieme alla sua squadra e con l’aiuto degli abitanti locali, portò avanti per anni un grande progetto di riforestazione. Secondo le fonti, nel corso di circa 25 anni furono piantati fino a 30 milioni di alberelli, recuperando un’area di circa 10.000 ettari.
Non fu un lavoro rapido né semplice. Ogni giovane pianta doveva essere scelta, messa a dimora, protetta e seguita nel tempo. La vera sfida non era solo piantare alberi, ma fare in modo che sopravvivessero.
Con il passare degli anni, il paesaggio è cambiato. Le radici hanno aiutato a stabilizzare il suolo, l’erosione si è ridotta e la natura ha iniziato a riprendersi spazio. Alcune fonti raccontano anche il ritorno di animali selvatici come volpi, cinghiali, conigli e persino orsi.
Oggi Hikmet Kaya, ormai in pensione, guarda quel bosco come il risultato più importante della sua vita. Non è solo una distesa di alberi: è la prova che la pazienza, quando dura abbastanza, può cambiare il volto di un intero territorio.
Dove prima c’era terra nuda, ora c’è ombra, vita e futuro.