28/07/2026
🚩 28 LUGLIO 1920, IL GIORNO IN CUI GRUMO APPULA SI FERMÒ PER LA PRIMA VOLTA
Ferdinando Adesso, 25 anni, reduce della Grande Guerra, sottocapo radiotelegrafista della Regia Marina. Tornato a Grumo Appula, l'Adesso decise di trasmettere un messaggio nuovo alle classi oppresse: la rivolta.
Fino ad allora, nessuno sciopero aveva mai scosso le campagne e le vie di Grumo. Latifondisti e borghesia al comando, contadini e operai a testa china, reduci senza terra né lavoro.
• Il 28 luglio, mattina: Ferdinando Adesso guidò una colonna di scioperanti fino al cantiere Centrone fermendo il lavoro. La sera stessa, nella Camera del Lavoro che lui stesso aveva fondato e che presiedeva, pronunciò parole che il regime userà come prova d'accusa:
"È tempo di finirla; siamo tutti uniti e non temiamo nessuno; dobbiamo abbattere le autorità; dobbiamo bruciare il comune." Non un semplice comizio. Una dichiarazione di guerra di classe, fu l'inizio dello sciopero generale.
•Il 29-30 luglio: il primo sciopero generale della città. Operai, contadini, studenti e disoccupati alzarono la testa contro i padroni. L'Adesso invitò a "impugnare le armi contro i signori", accusando borghesia e clero di essere "vampiri della vita del proletariato".
•Il 30 luglio, poi, la resa dei conti; Ferdinando Adesso venne arrestato con altri 14 compagni. Il dossier della Milizia fascista lo definirà "un noto e pericoloso comunista, abile propagandista, ottimo oratore e organizzatore, insinuante e persuasivo". Persino i suoi nemici, senza volerlo, gli resero omaggio.
106 anni dopo, la sua voce merita ancora di essere ascoltata.