03/06/2026
Abbiamo finito per attribuire un valore soltanto a ciò che produce risultati. La bellezza deve generare consenso, il talento deve trasformarsi in rendimento, persino il dolore viene spinto verso una conclusione edificante che lo renda accettabile. Ci riesce sempre più difficile conservare qualcosa nell’intimità dell’esperienza. Ogni emozione, ogni scoperta, ogni ferita viene portata alla luce troppo presto, consegnata allo sguardo altrui prima ancora di aver trovato un significato dentro di noi.
Nel nuovo editoriale di Caterina Lucia, che apre il numero 26 di Red And Green, riflettiamo sulla velocità come forma di consumo dell’esperienza e sulla necessità di ritrovare uno spazio umano dentro il rumore continuo del presente.
📍Buona lettura con:
▪️ ORLAN, ovvero l’abolizione del volto
Un viaggio nell’opera di una delle artiste più radicali e controverse del nostro tempo, dove il corpo diventa linguaggio, provocazione e riscrittura dell’identità.
▪️ Design: Faithless | Recensione
L’analisi di un album ambizioso e visionario che costruisce paesaggi sonori sospesi tra introspezione e ricerca.
▪️ Bruce Soord: Ghosts In The Park | Recensione
Un disco intimo e vulnerabile che trasforma ricordi, assenze e silenzi in una narrazione musicale di rara sincerità.
▪️ Aura Q: Daylight | Recensione
L’esordio dell’artista per Liminal Music, un lavoro che esplora la luce e le sue ombre attraverso atmosfere dense e suggestive.
▪️ Smell of Grunge. La scena di Seattle e i suoi dischi | Recensione
Un libro che ripercorre la storia, i luoghi e gli album che hanno definito una delle stagioni più influenti della musica contemporanea.
▪️ All You Can Hate: Afterglow | Recensione
Un’opera che si muove tra malinconia e tensione emotiva, raccogliendo ciò che rimane quando il rumore si dissolve.
▪️ Orli è il nuovo LP di RAMCO
La presentazione del nuovo lavoro del progetto, tra sperimentazione sonora e ricerca espressiva.
Red And Green Mag N°26 | 2026