30/10/2025
All’alba
La notte indugia, ultima e lenta,
sospira il cielo, l’ombra s’allenta,
un soffio chiaro, un lieve bagliore,
sfiora il mondo e ne accende il colore.
Dal mare sale un respiro sottile,
onde tranquille, d’argento e gentile,
il cielo sfuma dal blu all’arancio,
scioglie la notte nel suo incanto.
Un pescatore, sull’acqua ferma,
osserva il giorno che si conferma,
le case ai margini, bianche e assopite,
aprono gli occhi alle prime vite.
I gabbiani tagliano il silenzio,
nel vento lieve c’è un dolce senso,
di pace antica, di moto eterno,
che sale al cuore come un canto interno.
Nel campo, un canto d’usignolo,
si leva piano a prendere il volo,
la rugiada, come un pensiero,
svanisce al caldo del mattin sincero.
Tutto tace, poi tutto respira:
il giorno si leva, la terra sospira,
e in quel momento di luce e calma
il mondo rinasce, svelando l’alma.
Oh, mattino, fiato interno,
che risveglia il cielo eterno,
porta pace e vita nuova,
mentre il sole il cuor rinnova.
E l’uomo che guarda, tacito e attento,
sente la vita nel chiaro momento,
e pur mi piace la mattina,
a la freddezza di tal tempo.
RA
Nota
Il verso «e pur mi piace la mattina / a la freddezza di tal tempo» — tratto da un frammento leopardiano — introduce una sfumatura malinconica alla quiete dell’alba.