28/11/2016
Vogliamo condividere con voi il pensiero di un cittadino, chiaro e semplice:
IO VOTO SI E VI SPIEGO PERCHE'.
In questi giorni ho avuto finalmente il tempo di leggere la riforma costituzionale che sarà oggetto del REFERENDUM del 4 DICEMBRE. Innanzitutto la prima parte della Costituzione, quella che riguarda i PRINCIPI FONDAMENTALI, non viene toccata. Sono state invece apportate delle modifiche solo alla seconda parte dove ho trovato alcune cose positive e altre meno, ma, mettendo tutto insieme posso sicuramente dire che si va verso quello che per decenni abbiamo auspicato come la riduzione dei privilegi della casta, la semplificazione legislativa, l'abolizione di enti inutili come la Provincia, l'ampliamento degli istituti di democrazia diretta come l'inserimento del referendum propositivo....
Nel complesso questa riforma mi è piaciuta e il 4 Dicembre VOTERO' SI.
Per spiegare la mia decisione voglio ricorrere a delle semplici domande che affrontano i vari punti della riforma.
E' vero che ci siamo sempre lamentati sul numero elevato dei parlamentari dei loro stipendi e delle loro pensioni? Bene, in un solo colpo vengono cancellati 315 SENATORI che non percepiranno più stipendi, rimborsi e future pensioni con tutti i privilegi che si portavano dietro. Questi verranno sostituiti da 95 senatori che non percepiranno nessuna indennità e saranno INDICATI dagli elettori al momento del voto regionale, come previsto dal disegno di legge che una volta convertito regolamenterà il tutto. All'Abruzzo spetteranno solo 2 Senatori. Ai 95 eletti, se ne potranno aggiungere altri 5 scelti dal capo dello Stato. Questo superamento del bicameralismo perfetto, dove cioè CAMERA e SENATO facevano le stesse cose, porterà anche ad una velocizzazione legislativa.
E' vero che ci siamo sempre lamentati degli ELEVATI STIPENDI DEI CONSIGLIERI REGIONALI?
Bene, se passerà questa riforma, i Consiglieri Regionali , avranno un tetto al loro stipendio che sarà equiparato a quello del Sindaco del Comune capoluogo. Questo comporterà mediamente una riduzione del 50% delle loro indennità, più che sufficiente per vivere dignitosamente e fare politica.
Inoltre i gruppi politici non avranno più rimborsi, che , in Abruzzo, ammontano a circa 1milione di euro l'anno, e spesso vengono spesi per i loro comodi come dimostrano gli scandali che si sono succeduti e che hanno interessato anche la nostra Regione.
Quante volte ci siamo lamentati della Provincia e di altri ENTI INUTILI?
Bene, se vince il SI sarà DEFINITIVAMENTE ABOLITA LA PROVINCIA. In questi anni abbiamo toccato con mano l'immobilismo di questo ente e della sua incapacità a gestire anche l'ordinario. Con questa riforma non ci saranno più ambiguità e sapremo di chi sono le competenze che fino ad oggi sono rimaste nel purgatorio. Altro ente che verrà abolito è il CONSIGLIO NAZIONALE DELL'ECONOMIA E DEL LAVORO, ente che ci costa almeno 15 milioni di euro l'anno e che da tanti anni non produce più niente.
Chi di voi, ad ogni REFERENDUM, non si è mai rammaricato del quorum troppo alto che puntualmente faceva fallire la consultazione?
Se vince il SI il quorum si abbassa al 50%+1 dei votanti delle precedenti elezioni della Camera, a condizione però che si raggiungano le 800.000 firme. In caso contrario tutto resta così com'è ora per richiedere il referendum (500.000 firme o 5 consigli regionali). Non saranno più i cittadini che restano a casa a decidere le sorti del referendum. Inoltre, la riforma introdurrà il REFERENDUM PROPOSITIVO e di indirizzo con l’obiettivo di favorire la partecipazione popolare con la possibilità di proporre nuove leggi.
Altri punti importanti sono: scomparsa di materie di competenza concorrente Stato/Regioni, come ad es. nella SANITA' dove verranno introdotti parametri standard come i costi, con l'obiettivo di non avere 20 sanità differenti; divieto di abusare dei decreti legge; Iter più rapido ai disegni di legge del Governo.....
BASTERA' UN SI ? Sicuramente si poteva fare di più e meglio ma il BENALTRISMO è quello che ha reso immobile questo paese. Con il SI ritengo ci sia la possibilità di cominciare a cambiare, lo status quo non è più sopportabile e questo ritengo sia un treno che difficilmente ripasserà. Almeno io potrò dire di averci provato.
E.F.