Romagna da Scoprire

Romagna da Scoprire La Romagna che non ti aspetti, fra storia, folklore e tradizioni

17/10/2026

Dove nella Romagna più interna, profonda e agreste sopravvive un luogo di culto INFOGNATISSIMO e dentro una grotta.

Storie di Meldola

     Ravenna, 1943.È l’8 settembre, ma di ottantatré anni fa.È sera quando la radio interrompe le trasmissioni. Poco pri...
08/09/2026



Ravenna, 1943.
È l’8 settembre, ma di ottantatré anni fa.

È sera quando la radio interrompe le trasmissioni. Poco prima il generale Eisenhower ha annunciato da Radio Algeri l’armistizio firmato tra l’Italia e gli Alleati; ora, dai microfoni dell’EIAR, arriva anche la voce del maresciallo Badoglio.

Per molti italiani quelle parole significano una cosa sola: la guerra è finita.

Ma non è così.

A Ravenna, in piazza Garibaldi, un giovane tenente di appena ventotto anni si trova al bar insieme ad alcuni amici antifascisti. Si chiama Arrigo Boldrini. È tornato da poche settimane dal servizio militare in Jugoslavia e, davanti alla folla che comincia a radunarsi nella piazza, non condivide affatto l’euforia del momento.
La guerra, dice, non è finita. I tedeschi sono ancora lì, e bisogna prepararsi a combatterli.
Boldrini sale sul monumento della piazza e improvvisa un breve comizio. La gente si ferma ad ascoltarlo. Poi interviene la polizia per disperdere i presenti e arrestarlo.

A salvarlo è una giovane operaia ravennate, Natalina “Lina” Vacchi: lo carica sulla propria bicicletta e riesce a portarlo al sicuro.

Lina Vacchi diventerà una staffetta e una delle protagoniste della Resistenza ravennate. Meno di un anno dopo, il 25 agosto 1944, sarà assassinata dai fascisti al Ponte degli Allocchi.

E anche per Boldrini quella sera rappresenta soltanto l’inizio.
Tre giorni dopo, l’11 settembre 1943, parteciperà alla riunione clandestina dell’Hotel Mare-Pineta di Milano Marittima, uno degli incontri decisivi per l’organizzazione della nascente Resistenza armata in Romagna. È lì che comincia a prendere forma anche una delle intuizioni che caratterizzeranno la lotta partigiana ravennate: portare la guerriglia non soltanto sulle montagne, ma nelle campagne e nelle pianure.

Arrigo Boldrini diventerà “Bulow”, comandante partigiano e Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Molti anni dopo avrebbe riassunto così il significato di quella lotta:

«Abbiamo combattuto assieme per riconquistare la libertà per tutti: per chi c’era, per chi non c’era e anche per chi era contro».

(Foto da resistenzamappe.it)

29/08/2026

Dove gli Abati Guerrieri di Sant'Ellero dominavano e combattevano (forse).

Un po' di biblio:

G. Cencetti, “L’autenticità di alcuni privilegi della Chiesa ravennate e la giurisdizione sull’abbazia di S. Ellero in Galeata”, Studi Romagnoli, X (1959), pp. 73-96.

R. Savigni, “Ellero e l’Appennino forlivese tra tardoantico e Medioevo”, Studi Romagnoli, 71 (2020), pp. 431-470.

L. Mascanzoni (a cura di), La «Descriptio Romandiole» del card. Anglic. Introduzione e testo, Bologna, 1985.

W. Goez, “Ein Brief des Grafen Guido Guerra III. an Markward von Annweiler”, Deutsches Archiv, 32 (1976), pp. 131-146.

S. Cambrini – T. di Carpegna Falconieri (a cura di), Codice diplomatico dei conti di Carpegna (secoli XII-XIV), San Leo 2007.

T. Casini, “Organized Collective Violence in Twelfth and Thirteenth Century Tuscan Countryside…”, 2012/2014.

L. G. Duggan, Armsbearing and the Clergy in the History and Canon Law of Western Christianity, Boydell & Brewer 2013.

18/08/2026

Dove a Cesena nel 1485, uno "spirito" tormentava la casa di un prete. E tutti lo sapevano!

05/07/2026

Dove i Forlivesi di XV secolo erano convinti che una reliquia realizzata da un celeberrimo astrologo proteggesse la loro città da quasi duecento anni.

Un po' di biblio:

-Elide Casali, Astrologia, in "Nuova informazione bibliografica, Il sapere nei libri" 1/2006, pp. 35-44.

-Fulvio Cervini, Talismani di pietra. Sculture apotropaiche nelle fonti medievali, in "Lares", 2001, pp. 165-188.

-Annales Forolivienses ab origine urbis usque ad annum MCCCCXLII, ed. Giuseppe Mazzatinti, Rerum Italicarum Scriptores, XXII, parte II (passo sull'«imago» sepolta da Guido Bonatti).

-Giovanni di Mastro Pedrino, Cronica del suo tempo, ed. G. Borghezio e A. Pasini, 1929 (episodio del ritrovamento della testa bovina nel 1429).

-Leone Cobelli, Cronache forlivesi dalla fondazione della città sino all'anno 1498

10/06/2026

Dove i Ravennati alto medievali davano il via, ogni domenica, a veri e propri scontri e carneficine tra quartieri.
Guerre civili e rivolte urbane? Probabilmente no. Piuttosto, forme residuali di antichi conflitti simbolici.

Ci racconta qualcosa Andrea Agnello (IX secolo), svelandoci un episodio avvenuto tra VII e VIII secolo...

Bibliografia:
A. Agnello, Liber Pontificalis Ecclesiae Ravennatis
Herrin J. 2015, “Urban Riot or Civic Ritual? The Crowd in Early Medieval Ravenna”, in Boschung D., Hölkeskamp K.-J., Sode C. (eds.), Raum und Performanz. Rituale in Residenzen von der Antike bis 1815, Stuttgart, pp. 219-240.

31/05/2026

Dove in giugno i contadini di Romagna mangiavano sette volte al giorno, e se i padroni si opponevano erano guai 🌾😱

Una micro-società come quella agricola conserva riti, tradizioni, forme di religiosità antichissime, che sopravvivono alle stratificazioni successive e ci riportano alle paure e ai desideri che si trovano ancora alle radici: wow.

Un po' di bibliografia:

M. Placucci, Usi e pregiudizj de' contadini della Romagna, La Mandragora, Imola, 2002 (ristampa dell'edizione Barbiani, Forlì, 1818).

E. Baldini, Tenebrosa Romagna. Mentalità, misteri e immaginario collettivo nei secoli della paura e della «maraviglia», Il Ponte Vecchio, Cesena, 2014.

C. Lelli, D. Zattini, Il bene di Castelnuovo, 2009.

J. G. Frazer , Il ramo d'oro. Studio sulla magia e la religione, Adelphi, Milano, 1973 (ed. orig. The Golden Bough, 1890).

I. Sordi, Intorno all'ultimo covone sull'interpretazione dei rituali agrari, 1996.

17/05/2026

Dove un tempo furono foreste e paludi e porti, e dove ora è tutta campagna: la Palude Standiana nei secoli dell'Alto Medioevo.

Fonti antiche:

Agnelli Liber pontificalis ecclesiae Ravennatis, ed. D.M. Deliyannis, Brepols, Turnhout 2006 (“Corpus
Christianorum. Continuatio Mediaevalis”, 199)

Cassiodorus, Variae, V, XVII

Breviarium Ecclesiae Ravennatis (Codice Bavaro), a cura di E. Baldetti, Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 1986-1988

09/05/2026

Dove i Celti lasciarono una traccia visibile nel territorio della Romagna antica, ma sarebbe forse poco cauto parlare di una vera e propria identità culturale...

Biblio:

F. Pesando (a cura di), L’Italia antica Culture e forme del popolamento nel I millennio a.c., Carocci ed., 2005

A. Calvetti, Romagna Celtica, Longo Editore, 1999.

G.A. Mansuelli, La Romagna antica, in Studi Romagnoli IX, 1958.

G. Bermond Montanari, La necropoli protostorica di San Martino in Gattara (Ravenna), 1969, in Studi Etruschi, 47.

C. Negretti, Gli scudi argivi di San Martino in Gattara (RA). Riflessioni sull’armamento e sulla rappresentazione guerriera nella Romagna preromana (2023), in Studi Etruschi, 86.

30/04/2026

Dove al messere LEONCINO venne per vendetta mozzato il capo dal conte SGARAGLINO 🦁⚔️🏰

Un altro po' di starpegno medioevo appenninico nell'alta valle del Bidente, a Rondinaia 🤓

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