27/09/2025
Ecco qua! Altro esempio materiale che testimonia quanto la (ma sì, chiamiamola così, anche se ancora il suo nome non esisteva 😅) di II-III secolo d.C. fosse permeabile alle trasformazioni religiose in atto.
Al Cristianesimo, certamente, ma non solo.
🏛️ Altri culti provenienti dall'Oriente, infatti, si radicano proprio in questo periodo, e si fanno spazio tra la religione tradizionale romana, il più delle volte arricchendola, anziché rappresentarne un'alternativa.
🌒 Erano spesso culti , ovvero chi vi partecipava poteva accedere a conoscenze "segrete", riservate a chi, appunto, veniva iniziato. Conoscenze da svelare progressivamente, man mano che si saliva di grado e si acquisivano le capacità per comprendere elementi sempre più "alti" e complessi.
🏛️ L'oggetto in queste foto si trova al di Ravenna ed è un'urna cineraria decorata con due geni (divinità protettrici) e un'iscrizione ECCEZIONALE. Molto interessante.
Vediamo perché.
📜 Innanzitutto, è scritta in .
Sì, ma un greco abbastanza maccheronico e scorretto. E come mai? Beh, perché probabilmente non era la lingua comunemente parlata da chi ha commissionato l'urna.
Mmm...
La traduzione sarebbe: "A Quinto Publicio -classicus- da Demostene, il padre".
💭 Si può immaginare che Publicio (un classicus, cioè, una persona che lavorava nella flotta? Oppure un affiliato alla comunità religiosa di Classe?) parlasse , ma che il greco fosse la lingua esoterica utilizzata solo in ambito iniziatico. E che Demostene (nome greco, fra l'altro, forse nome d'elezione all'interno del gruppo religioso) non fosse il padre in senso biologico, quando più che rivestisse il grado iniziatico del , documentato ad esempio nel mitraismo.
🌉 Ehh, è proprio un bel ponte tra mondi.
I due reperti – il rilievo mitraico di Pisignano e l’urna ravennate – raccontano di un’Adriatico vivo e reattivo, dove viaggiavano non solo merci ma anche culti misterici e nuove speranze spirituali.