"Se una superficie nascondesse dei semi interrati, non sarebbe avventato, e forse illogico, definirla morta?"
Ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che porta a forme di creatività e di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate o acquisite e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza, si definisce arte. L’arte è sinonimo di
bellezza. Sono in molti a pensare che la bellezza abbia potere salvifico: Sant’Agostino, ad esempio, la descrive come "una zattera in mezzo alle onde del mare". Proust non fa che ripetere che la bellezza è vitale, elettrizzante. Fa ba***re il cuore. Dostoevskij addirittura fa dire al protagonista dell’Idiota che "la bellezza salverà il mondo". Semi-interrati nasce da un paradosso: un luogo abbandonato che si trasforma in un tempio dell'arte, quando la gente ci entra per dare libero sfogo alla propria creatività. E questo paradosso è anche metafora della nostra Forlì, che viene definita morta, malgrado sia ricca di tante realtà artistiche giovanili che apportano bellezza. Tutti noi facciamo fatica a renderci conto pienamente di ciò che abbiamo intorno. È sicuramente più immediato notare se ci sono delle macchie su un foglio bianco che il foglio stesso, ma non dimentichiamoci mai della bellezza, della semplicità. Il progetto si propone come uno stimolo ad allenare il nostro occhio ad attuare una panoramica di insieme al quotidiano, alle nostre piccole realtà. Cerchiamo ciò che rappresenta per noi il bello, valorizziamolo, perché è proprio quello che ci salva.