28/07/2022
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𝐿𝑢𝑐𝑖𝑑𝑖𝑡𝑎': è questa l’attitudine che guida Orwell in ogni suo scritto.
Immaginate per un momento di vivere tra il 1939 (inizio della seconda gurra mondiale) e il 1945 circa.
Siete sotto uno dei tanti regimi, scegliete voi, la stampa riempe di belle parole le pagine dei giornali, state vincendo ogni guerra - è questo quello che leggete - anche se vedete scomparirire famiglie intere e sentite boati assordanti che si fanno sempre più vicini alle vostre case.
Vincete la guerra ma la vostra dispensa vi regala 𝑐𝑖𝑚𝑖𝑐𝑖 e 𝑚𝑢𝑓𝑓𝑎, ma sapete però,che un giorno sarà colma: ve l’hanno detto 𝐋𝐨𝐫𝐨.
Avete un lavoro, ci tenete tanto, e non vorreste perderlo per nulla al mondo: vi promettono sicurezza e stipendi che lieviteranno come la pasta del pane.
Lavorate, lavorate s**o.
In questo frastuono non riuscite a trovare tempo per pensare, tra fame, freddo, stanchezza.
Siete in balia di qualcosa che scorre continuamente e che non riuscite a fermare: 𝐸' 𝑝𝑖𝑢' 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑑𝑖 𝑣𝑜𝑖, 𝑝𝑖𝑢' 𝑓𝑜𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑣𝑜𝑖.
𝐎𝐫𝐰𝐞𝐥𝐥 è un piccolo spazio di quiete e silenzio in cui ritrovate la vostra coscienza, Orwell è il momento di lucidità. L’autore riesce a penetrare nel frastuono che i totalitarismi hanno costruito, e scava così a fondo nelle dinamiche che li caratterizzano che quasi rasentano il surreale.
Surreali come possono sembrare degli schermi giganti sparsi per la casa in 1984, o dei maiali che governano una fattoria, ecco che il termine “surreale” incarna proprio il suo vero significato:“𝑝𝑖𝑢' 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑒”, come lo sono il controllo, la violenza, l’odio che i suoi romanzi raccontano. Tutti lineamenti del totalitarismo che si manifestano nella totale sottomissione di ogni individuo caduto nelle sue fauci. Orwell è stato in grado di contrastare intellettualmente un fenomeno che sembrava eterno,rendendolo analizzabile, fallace e fallibile.
𝗖𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 ⬇️